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Ilva, la lettera aperta della Fiom al Sindaco in difesa dell’accordo di programma

115305133-6b33b7ec-a15b-4a39-be22-7d19739ff9eaDa Bruno Manganaro, segretario generale della Fiom, riceviamo e pubblichiamo
In difesa dell’Accordo di Programma Ilva, in alternativa al “realismo”  del Sindaco che ne ignora il merito

Ho letto, oltre che aver ascoltato in Consiglio comunale, della posizione “saggia e coraggiosa “  del Sindaco oltre che della grande “assunzione di responsabilità” nell’aver denunciato che “la situazione è cambiata” permettendo così di progettare il futuro della città sulle aree occupate dall’Ilva.
Mi è molto chiaro che quando si  parla dell’Accordo di Programma, firmato nel 2005  dalla Presidenza del Consiglio con altre 13 Istituzioni 3 Società e le Parti Sociali e poi tradotto in leggi e delibere , tanti non ne conoscono il testo ed il merito.
Ho sempre pensato che le istituzioni ed in questo caso il Sindaco di Genova avessero ben chiaro il contenuto in tutti i suoi aspetti. Un Accordo storico in Italia che ha permesso di coniugare ambiente e lavoro dando una risposta verso le scelte della politica genovese di chiudere l’area a caldo (nonostante una azienda in attivo e che assumeva),  ma garantendo il posto di lavoro, i diritti (sono vietati i licenziamenti collettivi ed i trasferimenti coatti) e il salario (và garantita la continuità di reddito di quei salari).
Mi rendo conto però che il Sindaco non conosce il merito di quell’accordo.
Vi sono 200 mila metri quadri liberati dall’Accordo ed oggi gestiti dalla Società per Cornigliano per esclusivo utilizzo industriale.
Gran parte di queste aree sono situate verso la foce del Polcevera  a pochi metri dalle banchine in concessione cinquantennale all’Ilva.
L’Accordo già prevede che Ilva S.p.A. oggi in amministrazione straordinaria possa, se non utilizza a pieno le banchine, accordarsi con altre aziende che ne hanno bisogno.
La domanda che pongo da tempo a cui nessuno dà risposta e’ perché dopo 10 anni in queste aree non si è vista nessuna industria? Chi è che ha impedito investimenti e nuovi insediamenti industriali? Dove sono finiti quei grandi nomi che volevano insediarsi a Genova? Come è possibile che l’annuncio di 70 mila metri quadri liberi a Milano per IT faccia prendere le prime pagine dei giornali nazionali  e 200 mila liberi da 10 anni a Genova sono dimenticati?
Ansaldo Energia và difesa e nessuno meglio del sindacato e dei lavoratori  lo sa’, tanto è vero che si è anche scioperato per impedirne la svendita proposta dalla politica!
Ma quelle aree libere dall’Accordo sono di fronte, in linea d’aria, allo stabilimento di Campi e ribadisco con una banchina su cui fare un possibile accordo senza modificare quello del 2005 con Ilva o alternativamente producendo  un accosto in proprio alla foce del Polcevera.
Siamo noi quelli che non pensano all’industria? Certo non siamo interessati alle speculazioni delle aree che periodicamente vengono avanti, così come sono sicuro che tale idea non faccia parte del pensiero del Sindaco, ma non altrettanto certo che cattivi consiglieri intorno a lui non lo desiderino da troppo tempo.
Tante cose sono cambiate in 10 anni, in peggio,  non ultimo la maggiore possibilità di licenziamento cancellando l’art 18 rendendo i lavoratori e lavoratrici più ricattabili.
Ma quell’Accordo è ancora positivamente un vincolo sindacale e giuridico che  non può essere rotto senza la volontà espressa per iscritto di tutti i firmatari, così  dice il testo recepito nelle delibere ed in tutti gli atti amministrativi.
Chi rompe quel patto, forse libera delle aree su cui “giocare e lucrare” su fantasiosi progetti ma immediatamente mette quei lavoratori fuori dall’Accordo aprendo ai licenziamenti, ai trasferimenti, alla perdita di reddito e salario. Noi vogliamo lavoro e lotteremo perché Ilva riprenda appieno la sua operatività ma non mi vergogno se per difendere i lavoratori e le lavoratrici debbo firmare per avere ammortizzatori sociali che tutti dimenticano sono pagati dai lavoratori metalmeccanici e dalle imprese e non dai cittadini come avviene per i rappresentanti nelle Istituzioni.
Chi si ricorda di quei lavoratori dell’Ilva che in cassa integrazione durante l’alluvione si resero immediatamente disponibili con le pale in mano  ma il Comune o chi per esso non fu in grado di organizzarli? Chi ricorda le opere di manutenzione ferme da anni nelle scuole e asili nido su cui sono intervenuti i lavoratori Ilva con i lavori di Pubblica Utilità?
Difendiamo l’Accordo di Programma dell’Ilva di Cornigliano perché ne conosciamo il merito ed il valore!

Il segretario generale Fiom Genova

Bruno Manganaro

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