Sciopero dei lavoratori del commercio. I sindacati lanciano l’appello ai consumatori: “Non fate la spesa”

C’è la lista dei “buoni” (ad esempio Conad, gli associati Ascom Confcommercio, tra i quali il gruppo Gattiglia con Sogegross, Ekom e Basko e H&M, ma anche tantissimi piccoli negozi), che dal primo aprile, avendo firmato il rinnovo del contratto, versano ai dipedenti 85 euro in più.  Poi, c’è quella dei “cattivi” che il contratto non vogliono rinnovarlo e che, secondo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, vogliono addirittura ridurre tutele e salari. I sindacati fanno “nomi e cognomi”, cioè, associazioni e marchi aderenti: Federdistribuzione, distribuzione cooperativa e Confesercenti e, quindi, oltre ai negozi che aderscono all’associazione di categoria, Coop, Ipercoop, Rinascente, Oviesse, Ikea, carrefour, Pam, Upim, Coin, Decathlon e molti altri.
Così, ieri, i tre sindacati, attraverso la voce dei tre segretari generali regionali (rispettivamente Giovanni Bucchioni, Silvia Avanzino e Riccardo Serri) hanno dichiarato guerra.

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(Giovanni Bucchioni, Filcams Cgil; Silvia Avanzino, Fisascat Cisl; Riccardo Serri, Uiltucs Uil)

Il primo sciopero sarà domani. Il secondo, il più “pericoloso” per le aziende, è fissato per il 19 dicembre, cioè il sabato prima di Natale. I sindacati chiedono ai consumatori di sostenere la loro lotta evitando di fare spesa e shopping presso quei negozi e quelle catene che non rinnovano il contratto <anche se comincia a vedersi qualche segno di ripresa> e raccontano di un pressing fortissimo delle imprese sui lavoratori con una sostenuta campagna di “controinformazione interna” portata avanti con diversi stili, a seconda del gruppo o dell’associazione di appartrenenza. Il messaggio è, in sostanza questo: “Dovete fare shopping? Avete bisogno di fare la spesa? Fatelo in quei negozi e alimentari che non tagliano diritti e stipendio ai lavoratori”.

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