“Convegno massonico”, così “Repubblica” porta alla ribalta nazionale un evento collaterale del Festival della Scienza

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Oggi al Bristol, saranno dieci i professori universitari che parleranno de “In cammino verso la Casa della Sapienza” 

Una promozione così, nazionale, su un giornale di ampissima tiratura (Repubblica), con un’eco fortissima capace di far rimbalzare la notizia in tutta Italia, i professori Paolo Aldo Rossi e Ida Livigni (nella foto), organizzatori del convegno, non avrebbero nemmeno osato sperarla. Ieri, dopo aver visto l’articolo a firma di Alberto Custrodero, sorridevano. Il pezzo riguarda, infatti, la loro iniziativa che si terrà oggi dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 15 alle 18 all’hotel Bristol di via XX Settembre. Il “convegno di studi di filosofia antica “In cammino verso la Casa della Sapienza” che ha beneficiato di una incredibile necessità
“Comitato scientifico: Gran Loggia d’Italia degli A.L.A.M. AISPES, Associazione Internazionale per lo studio del Pensiero Esoterico e simbolico” si legge nell’invito. Poi: “La partecipazione al convegno (inserito negli eventi collaterali del Festival della Scienza) dà la possibilità agli studenti delle Facoltà dell’Ateneo genovese di acquisire un credito formativo”. Sono proprio queste due cose ad aver fatto salire la mosca al naso a molti parlamentari. “Sono di parere negativo – questo l’intervento del leader di “Possibile, Pippo Civati ” – credo che la questione vada approfondita con una interrogazione. Sono curioso di sapere come vengano attribuite queste opportunità che fanno testo per il curriculum scolastico”. “Sono abbastanza sconcertato”, dichiara, invece, sempre a Repubblica  Matteo Orfini, presidente del Pd. Giovanni Monchiero, capogruppo di Scelta civica a Montecitorio, si limita a scuotere la testa sussurrando “incredibile”. Il problema, per tutti, è la piramide con l’occhio che si può vedere sull’invito, simbolo della Gran Loggia d’Italia, cioè di una loggia massonica. Civati e gli altri si indignano e poco importa se il convegno è una parata di dieci-professori universitari-dieci. Ci sono Luisella Battagli, professoressa ordinaria di Filosofia Morale all’Università di Genova che parlerà di  “Epicuro maestro di saggezza”; Sonia Barillari, professoressa associata di Filologia Romanza all’Università di Genova (“La Storia vera di Luciano e i percorsi carsici della tradizione”);  Mariano Bianca, professore ordinario di Filosofia della Scienza presso Università di Siena-Arezzo (“L’iniziazione e l’iniziato”); Dino Cofrancesco, professore emerito della facoltà di  Scienze Politiche  all’Università di Genova (L’attualità della polis); Ida Li Vigni, Università di Genova e Varsavia, che parlerà sul tema “La parola orfica”. Nel pomeriggio, parleranno  Giuseppe Ivan Lantos, storico e studioso di pensiero ebraico (“Beit-Hohma, la casa di Maimonide”;  Oscar Meo, professore associato di Estetica all’Università di Genova (Il vero e il falso nella teoria platonica dell’ immagine); Paolo Aldo Rossi, professore ordinario di Storia del Pensiero Scientifico all’Università di Genova (“Gli antichi greci e gli sciamani”); Davide Susanetti, professore associato di Letteratura Greca all’Università di Padova (“Chi bussa al pensatoio. Nuvole di Aristofane e il Teeteto di Platone”; Valerio Meattini, professore ordinario di Filosofia Teoretica presso l’Università di Bari (“Le anime luminose. Filosofia, iniziazione e polis”. E come ci sono finiti tanti professori universitari in un convegno così contestato? Secondo il giornalista di Repubblica: “I docenti quasi tutti non massoni, almeno per quel che si può sapere visto che gli elenchi sono segreti”. Sempre secondo il giornalista, “Il gran maestro Binni ha deciso di sponsorizzare il convegno per scrollarsi di dosso un passato non del tutto decoroso della massoneria, alla cui immagine ha certamente nuociuto in Italia il caso Gelli”. Il riferimento è ai misfatti della Loggia Massonica P2 (di cui Gelli era Gran Maestro), ed è velato ma non troppo, gettato lì, sul convegno e sui suoi organizzatori, come se tutta la massoneria fosse P2 e non fosse la P2 ad essere massoneria, sì, ma deviata. La massoneria è, oggi, un’associazione riconosciuta per legge, quindi legale, con sedi alla luce del sole. Se organizza un convegno, lo fa – a termini di legge – come qualsiasi altra associazione culturale. Il riferimento alle interpellanze parlamentari in preparazione, la fa pensare illecita, perché normalmente non si porta in parlamento qualcosa che sta nella normalità delle cose. Nel sito del Grande Oriente Democratico, i massoni rivendicavano con orgoglio la loro natura di “scuola di virtù civiche e spirituali, scudo per i più deboli e disagiati, riscatto delle ingiustizie, difesa dello Stato di diritto e dell’ethos delle Istituzioni” etc., arrivando ad affermare che “la massoneria non può e non deve essere una rete ‘mafiosa’ a protezione di interessi inconfessabili e/o di propri affiliati che si macchino di fatti criminosi o comunque illeciti”.
La prima solidissima massoneria francese è oggi teatro di grande conflitto interno alla Gran Loggia Nazionale Francese  che viene contestata anche da altre logge per la propensione a dedicarsi a temi non strettamente massonici, ma di matrice politico affaristica, al punto che di recente è stata commissariata dalla magistratura a seguito di insanabili conflitti interni. Per capire se al convegno si parlerà di storia e pensiero filosofico o  di economia non resta che andare a sentire, ammesso di trovare un posto libero dopo che il covegno è stato sia stato promosso “a sua insaputa” dall’articolo pubblicato venerdì. Miglior “addetto alle Pr”, proprio non ci poteva essere.

Il programma scaricabile
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