I timori per lo sdoppiamento del Nautico, risponde il presidente Demaria: “Per Ucina, Genova resta il salone di riferimento della nostra industria nautica”
Carla De Maria, presidente Ucina, risponde alle polemiche sullo sdoppiamento del Salone Nautico (con manifestazione in primavera a Venezia) da parte di Luca Maestripieri, segretario generale di Genova e città metropolitana di Cisl, del senatore Maurizio Rossi e del presidente di Fiera Ariel dello Strologo.
Le numerose allarmate prese di posizione assunte da più parti a seguito della comunicazione di un evento nautico a Venezia organizzata da I Saloni Nautici e quindi da Ucina Confindustria Nautica, mi inducono a fare chiarezza. Scrivo a nome dell’associazione, del suo braccio operativo (I Saloni Nautici) e mio personale.
Non ho cambiato idea rispetto alla posizione espressa subito dopo la mia elezione a Presidente di Ucina Confindustria Nautica, nel marzo scorso. Già allora la stampa genovese volle ravvedere nell’esito delle elezioni a mio favore il rischio di sopravvivenza a Genova del Salone Nautico: situazione paradossale, visto che ho sempre sostenuto che il Salone Nautico dovesse rimanere a Genova, città che ha strutture uniche al mondo, mentre il candidato Lamberto Tacoli proponeva location alternative.
Bene, mi trovo oggi nella medesima situazione. I fatti parlano chiaro: Ucina ed I Saloni Nautici hanno realizzato e difeso questa 55° edizione del Salone con ogni mezzo, con un dispendio di energie che Vi assicuro è stato straordinario e l’hanno riportata ad essere un evento di prestigio. A causa delle difficoltà di Fiera, l’Associazione ha preso in mano l’organizzazione del Salone e gli espositori hanno visto dimezzare le tariffe con un aumento del livello qualitativo dei servizi, dall’accoglienza alla ristorazione. La nuova organizzazione ha portato grandi benefici alle aziende, che sono tornate nel 2014 e 2015. Tutto questo lavoro è stato fatto nell’indifferenza totale, se non ostilità, dei soggetti che oggi rivendicano un ruolo sull’evento.
Fin dal 2013, e ho ribadito questa posizione in occasione della conferenza stampa di presentazione della 55° edizione del Salone Nautico il 15 settembre u.s. in Expo Milano, Ucina ha dichiarato l’apertura del capitale della società I Saloni Nautici a soggetti pubblici e privati a fronte di progetti atti a portare valore alla società e al Salone.
Aggiungo che le risorse economiche che hanno reso possibile l’organizzazione sono de I Saloni Nautici e solo grazie all’intervento di Ucina è stato possibile usufruire dei contributi del Mise, pur avendo il Ministero richiesto un intervento delle istituzioni del territorio, ad oggi non confermato, e alcune nostre decisioni, come quella di una grande serata alla Stazione Marittima, sono state prese per rispetto della Città stessa.
Il Salone appena chiuso è stato un successo, nonostante il contesto molto difficile, a partire dal degrado di spazi e padiglioni che abbiamo dovuto in molti casi mascherare, sempre sostenendo direttamente investimenti. Ucina e I Saloni Nautici si sono fatti carico dell’organizzazione per questa edizione così come per la scorsa, con l’obiettivo di dare al Salone una continuità che altrimenti non avrebbe avuto. Per Ucina, Genova resta il Salone di riferimento della nostra industria nautica, che vogliamo rivedere tornare ai grandi numeri ed essere, come è stato, il primo al mondo. L’evento che ci è stato richiesto di organizzare a
Venezia sarà un’altra cosa, e non potrebbe essere altrimenti vista la configurazione del territorio che non ha una caratterizzazione espositiva di pari portata. Venezia ne sarà il corretto complemento.
In conclusione, anziché procurare allarme a mezzo stampa sventolando la parola “scippo” che nessuno di noi vuole praticare, le Istituzioni ci chiedano di sederci ad un tavolo concreto e operativo, rispettando per primi il nostro ruolo nell’organizzazione. Non chiediamo altro. E diciamoci la verità: finora sul Salone Nautico, Genova ha combattuto battaglie politiche e personali che hanno poco a che vedere con la realtà del Salone. Le discussioni sul suo nuovo piano portuale, cui siamo stati tenuti a margine come non fossimo una voce da ascoltare, hanno minimizzano gli spazi e le funzioni del Salone, senza lasciare speranza a un suo ritorno alla dimensione di qualche anno fa. La collocazione della nuova Torre Piloti mortifica una Darsena nata e finanziata per ospitare il Salone Nautico prima che ogni altra attività. Siamo accusati di non aver gestito la Darsena Grande che solo nell’ultimo anno ci è stata affidata con concessioni troppo brevi nel tempo per effettuare una minima programmazione di investimento.
Ribadisco quindi con forza l’apertura de I Saloni Nautici e di Ucina alla partecipazione di chi vorrà far crescere con noi il Salone Nautico. Però le Istituzioni devono concretamente fare la loro parte, dimostrare che considerano il Salone Nautico un patrimonio reale, da valorizzare, aiutare.
Farlo nei fatti però, non nelle dichiarazioni.
Il Presidente Carla Demaria


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