La Cisl di Genova fa appello alle istituzioni contro lo “scippo veneziano” del Salone Nautico

Il segretario generale Luca Maestripieri: <È necessario che il futuro del Salone e delle darsene sia strettamente legato e che insieme concorrano per il futuro della città>.
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(Il segretario generale della Cisl di Genova e area metropolitana Luca Maestripieri)
Lo sdoppiamento del Salone Nautico annunciato ieri dalla presidente di Ucina Confindustria Nautica, Carla Demaria, è per la Cisl di Genova <ragione di forte preoccupazione per quanto riguarda la sopravvivenza di quello che resta, nonostante la forte riduzione degli ultimi anni, il primo evento per Genova, “l’alta stagione” del turismo cittadino, con positive ricadute sull’economica di tutta l’area metropolitana: un’occasione di promozione straordinaria e al momento non replicabile per la città>.
«Da anni Ucina minaccia di portare via l’evento da Genova, alzando sempre il prezzo e tentando di usare l’argomento come grimaldello per ottenere la concessione a lungo termine delle darsene della Fiera> spiega Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Genova e Area metropolitana.
La città, per andare incontro alle esigenze dell’industria del settore, ha investito nelle infrastrutture, migliorando la viabilità, ha costruito con l’Autorità Portuale le darsene nautiche. La crisi e le beghe interne all’associazione (culminate con la scissione e con la creazione di una nuova associazione, Nautica Italiana, che comprende quasi tutti i grandi cantieri, quasi assenti dalla manifestazione che si conclude oggi se si eccettuano alcuni dealer) hanno impoverito la kermesse che da qualche anno è organizzata da “I Saloni Nautici Spa”, presieduti da Anton Francesco Albertoni non più in sinergia con Fiera di Genova Spa, che affitta solo gli spazi.
Lo spostamento del Salone in primavera, così come l’anticipazione per “armonizzare” le date con le altre fiere di fine estate (Cannes e Montecarlo), sono entrambi temi “interni” alla categoria che non ha saputo trovare l’unità e si è divisa anche su questo, oltre che a causa dell’incapacità di contemperare le esigenze di tutti i tasselli della filiera.
<Dinamiche interne, appunto, che ora spingono Ucina ad approfittare del difficile momento di Fiera per appropriarsi di un’esperienza costruita in 53 anni e 55 edizioni e spostarla, almeno in parte, a Venezia> dice Maestripieri.
<Noi crediamo che le istituzioni genovesi debbano unirsi per opporsi a questo scippo e per costringere l’associazione di categoria a trattare – conclude il segretario generale della Cisl -. Bisogna coinvolgere nel ragionamento anche Nautica Italiana, che, non dimentichiamolo, raccoglie ormai quasi tutte le più grandi industrie del settore. Vogliamo un Salone forte, non una fiera residuale, una campionaria del mare. Non è di questo che Genova e la sua economia hanno bisogno. Non si può “regalare” a Venezia l’evento principe accettando di diventare la sede del mercato dell’usato e di una piccola fiera dal respiro locale, magari anche concedendo le darsene in gestione a “I Saloni Nautici Spa”. A questo punto è necessario che il futuro del Salone e delle darsene sia strettamente legato e che insieme concorrano al futuro della città>.
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