Turismo nautico, ripresa grazie agli italiani, ma i livelli pre-2008 e quelli del 2018 sono lontani

A mancare sono ancora gli stranieri, fermati dal Covid. Focus sull’andamento del mercato al Salone Nautico. Il presidente di Assomarinas Roberto Perocchio: «Quel che gli operatori si attendono ora dal Governo per la ripartenza è la possibilità definitiva del saldo e stralcio sul contenzioso relativo ai canoni pregressi, la tutela delle norme nazionali dell’estensione delle concessioni al 2033 e la possibilità di effettuare riqualificazioni e dragaggi con il PNRR»

La terza giornata del 61°Salone Nautico di Genova è stata aperta dalla VIII Conferenza Nazionale sul Turismo Nautico, con un focus sull’andamento del mercato e sui temi cruciali come anche la disomogeneità dell’applicazione dell’Iva in Europa, aperto dalla presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli e moderato dal responsabile Rapporti istituzionali di Confindustria Nautica, Roberto Neglia.

Nonostante l’industria nautica stia vivendo un momento di grande crescita e, complessivamente, il comparto sia uno tra quelli che meglio hanno resistito alla crisi pandemica continuando a rappresentare un pilastro del Made in Italy e dell’economia italiana, il segmento del turismo continua a soffrire, sia per la perdita di una parte di clientela estera a causa delle misure anticovid, sia per alcune carenze normative. Il settore ritiene necessaria una politica complessiva per il turismo costiero così come sono indispensabili misure che si estendano a tutte quelle componenti della filiera turistica che non hanno finora beneficiato degli strumenti di aiuto governativo.

«Il mare è una fondamentale risorsa economica per l’Italia, un bene ambientale da preservare attraverso meccanismi efficaci di tutela e protezione delle aree marine e costiere più sensibili – ha dichiarato la presidente Lalli -. Da qui nasce anche l’esigenza di individuare figure professionali sempre più in grado di valorizzare in maniera profonda la nautica e più in generale il mondo marittimo e la richiesta al Governo di affrontare il rilancio del comparto del mare e del turismo nautico, uno tra i primi settori a trainare la ripartenza del Paese».

«Dopo un decennio di debole mercato nazionale, ha sottolineato il presidente di Assomarinas Roberto Perocchio, i porti turistici stanno recuperando fatturato grazie al turismo di prossimità, anche se non si sono ancora raggiunti i livelli pre-2008 e neanche quelli del 2018. Quel che gli operatori si attendono ora dal Governo per la ripartenza è la possibilità definitiva del saldo e stralcio sul contenzioso relativo ai canoni pregressi, la tutela delle norme nazionali dell’estensione delle concessioni al 2033 e la possibilità di effettuare riqualificazioni e dragaggi con il PNRR».

L’onorevole Marco Buratti (Pd) ha ricordato il lavoro parlamentare svolto attraverso l’accoglimento nel Decreto Agosto della norma che ha chiuso il contenzioso sull’aumento retroattivo dei canoni demaniali delle marine, in essere dal 2007. Resta appunto da risolvere il pagamento dilazionato delle eventuali differenze maturate dai conteggi, tanto più dopo una stagione disastrosa come quella del 2020 che non è riuscita a recuperare la buona performance del 2021.

Il senatore Massimo Mallegni (Forza Italia) ha ricordato come i Sindaci siano stati lasciati soli in questa battaglia e, rispetto al tema della proroga delle concessioni al 2030, ha promesso un ulteriore impegno inderogabile del Parlamento qualora necessario.

Come evidenziato da Stefano Zunarelli, professore ordinario di Diritto della navigazione nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bologna, tra i più noti esperti europei di Diritto dei trasporti e della navigazione le stesse normative comunitarie, riconoscono i porti, anche quelli turistici, come diffusori del perimetro della Direttivi servizi nota come Bolkestein. Per questo gli operatori chiedono il ritorno ad altre forme di evidenza pubblica e procedure di trasparenza come quelle che hanno sempre regolato il settore.

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