Via Melegari, sversamenti fognari, insetti da palude amazzonica e abbandono

IMG_2331-1Arrampicarsi su per via Melegari è un po’ come fare un salto nello spazio o nel tempo. A cinquant’anni fa o alle calçadas portoghesi, che tanto somigliano alle nostre mattonate. Via Melegari è una di queste. Continua salita Angeli (che parte da Dinegro) dando la scalata alla zona degli Angeli. Da sopra, dopo parecchi gradoni e dopo un bel po’ di fiato consumato, è il paradiso: si vede Portofino, si passa lo sguardo sulla cinta dei forti, si ammirano i colori dei quartieri collinari e si ha ai piedi il porto. L’importante è non guardare in basso e, soprattutto, non respirare a pieni polmoni. Se si abbassa lo sguardo, infatti, si vedono gli impianti sportivi ex Rubattino abbandonati, poi selve di sterpaglie. Percorrendo la strada in discesca, vi vede un muro di contenimento già sostenuto da chiavi che continua a fare pancia, sicerca il cammino tra le erbacce alte quanto una persona e, soprattutto, si viene assaliti da moscerini per quantità e aggressività comparabili a quelli di una palude amazzonica. Tutta colpa dei liquami degli scarichi fognari che hanno otturato i tombini e continuano a lordare la mattonata diffondendo ovunque un odore nauseabondo. L’assessore alle Manutenzione Gianni Crivello spiega che si tratta di scarichi di palazzi che stanno a monte del muraglione e della mattonata. Sono, dunque, di responsabilità privata. Il Comune potrebbe agire “in danno” anticipando le spese e presentando il conto subito dopo, ma le emergenze di questo tipo, in città, sono tantissime e i quattrini molto pochi. Allo stato attuale il Comune sta mettendo mano ai tombini e alle rete di deflusso delle acque per evitare, per quanto possibile, gli allagamenti in caso di pioggia. È proprio quando piove a dirotto che le infiltrazioni fognarie in via Melegari entrano nelle case della gente che abita lì. Una soluzione va trovata. Il Comune ha già mandato un’ingiunzione ai proprietari degli edifici soprastanti il muraglione individuati da Aster come responsabili dello scarico.
Il Comune, però, una cosa può farla: sfalciare le erbacce dove si annidano gli insetti e che sono ormai più alte di una persona.

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