Iper Sogegross a Campi al posto del Cash&Carry, critiche e accuse

via-sturla-basko-2La riunione in seduta congiunta delle  commissioni V Territorio e VI Sviluppo economico, ieri, ha trattato della variante dell’attuale Puc, per permettere alla ditta So.Ge.Gross di aprire a Campi, in un edificio attualmente adibito a vendita all’ingrosso di generi alimentari, un grande mercato alimentare al dettaglio.

<La vicenda che nasce 2012 – dice Andrea Dameri, direttore di Confesercenti -. All’epoca (c’era ancora la giunta Vincenzi n. d. r.) le varianti al Puc “pasarono” tutte in una volta con voto blindato. Dico ora quello che dissi all’epoca, considerazioni alle quali si devono aggiungere le “novità”, come la prossima apertuta di Maison du Monde a Cornigliano. Sull’area, il Comune ha preso un orientamento chiaro, quello di implementare un vero distrteto del commercio, in cui aumentare esponenIalmente le metrature delle superfici di vendita. Campi è diventato un polo di gravitazione commerciale molto forte che frena i centri storici. È una zona sotto il punto di vista urbanistico a sè stante, non ha ricadute positive su territorio, portando clienti che poi facciano anche shopping nei negozi. Anzi, ha un impatto molto negativo sul tessuto dei negozi di vicinato. Sogegross segna un salto di qualitá: a questo punto esiste anche l’offerta alimentare, e la presenza della grande distribuzione organizzata diventa ancora più impattante rispetto a prima. Inoltre, è un brutto precedente concedere il pasaggio da commercio all’ingrosso a quello al dettaglio. Questa scelta può pesare sul futuro, rispetto ad altre richieste. Senza contare che attorno esistono già diverse metratute di grande distribuzione alimentare a marcio Basko, Conad e Ipercoop, oltre a parecchi discount. Non mi sembra che in zona ci fosse l’esigenza. C’è anche da dire che il cas&carry rappresentava un punto di riferimento per gli approvigionamenti dei pubblici esercizi genovesi che verrà a mancare>.

Il vice sindaco Stefano Bernini ha chiarito che l’operazione rientra già nel piano urbanistico in via di approvazione e che l’azienda, ritenendo conveniente ridurre i tempi, ha richiesto la variazione dell’attuale Puc. In questo modo si potrà anticipare di qualche mese l’assunzione di 50 lavoratori e il Comune potrà ottenere da So.Ge.Gross il pagamento di circa 800 mila euro, da utilizzare per il ripristino del muraglione di Coronata su corso Perrone e per altre opere nel territorio del Municipio. Cifra che non sarebbe dovuta, se si seguisse il normale iter dell’approvazione con il nuovo Puc. Secondo Bernini il nuovo centro commerciale non intercetterebbe i clienti dei piccoli negozi della zona ma i clienti, anche non genovesi, di Ikea, Decathlon, Le Roi Merlin e degli altri delle vicinanze, che potrebbero completare i loro acquisti con i generi alimentari.

Nel corso  della seduta delle commissioni, i consiglieri Guido Grillo (Pdl), Antonio Bruno (Fds), Gian Piero Pastorino (Sel) e Clizia Nicolella (Lista Doria) hanno segnalato che questa operazione favorirebbe, come tante volte in passato, la grande distribuzione a discapito dei piccoli esercizi.

Alfonso Gioia (Udc) chiede invece coerenza: «non si può pensare di difendere i livelli occupazionali solo quando si tratta di Amt, ignorando il problema quando un’azienda vuole assumere 50 persone».

Stefano De Pietro, Paolo Putti e Andrea Boccaccio (tutti di M5S) hanno espresso dubbi su questioni formali mentre Gianpaolo Malatesta (Gruppo Misto) ha ravvisato la necessità di dotare il Comune di un piano commerciale, i cui orientamenti servano da guida per decisioni del genere.

Gianni Vassallo (Pd) ha invece osservato che la questione all’ordine del giorno non riguarda la decisione di aprire o meno il nuovo centro commerciale, ma quella di aprirlo prima, ottenendo una contropartita, oppure di aprirlo dopo qualche mese senza ottenere nulla.

L’opinione di Vassallo è largamente condivisa dal presidente Salvatore Caratozzolo (Pd), mentre per il vice presidente Gian Piero Pastorino, «non si possono aprire nuovi ipermercati, nemmeno per cedere a un ricatto economico: non bisogna continuare a dare addosso alla piccola distribuzione».

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