Levante di Genova, torna l’alga tossica

Alga tossicaDa due giorni nel levante cittadino è in fioritura la microalga Ostreopsis ovata. La fioritura, è <una condizione necessaria ma non sufficiente per il rilascio della ovatossina – dicono all’Arpal che, insieme a diversi soggetti, effettua il monitoraggio. Ci sono stati episodi di tossicità con poche migliaia di cellule/litro, mentre altre fioriture con milioni di cellule/litro sono risultate innocue>. Insomma, non è ancora scattato l’allarme, ma ci sono tutte le condizioni /climatiche, che sono all’origine della fioritura) perché possa accadere. Sempre all’Arpal informano che diversi gruppi scientifici italiani e stranieri (di paesi che si affacciano sul mediterraneo come la Francia o Israele) stanno lavorando per capire quale è la condizione per lo sviluppo dell’ovatossina. Non basta la presenza dell’alga, non basta la fioritura, non sono determinanti le temperature che, pure, devono essere alte per permettere alla tossina di svilupparsi.
Gli ultimi rilievi di Arpal risalgono al 26 giugno. Il monitoraggio è in corso da due settimane. I tecnici di Arpal hanno visto l’inizio della fioritura a Quinto, ma pare non ci sia ancora la tossina. L’Università l’avrebbe, invece, individuata a Quarto e Nervi.
Secondo il monitoraggio Arpal, la condizione è di “bollino verde”, si tratta di uno “stato di attenzione”. Potrebbe diventare presto “giallo” vista la presenza di 10mila (o più) cellule litro e le condizioni meteo che favoriscono e mantengono la fioritura. La differenza la fanno proprio le condizioni meteorologiche. Nei casi più gravi (bollino arancione o rosso), quando le cellule sono più numerose e si sviluppa la tossina, viene diramato dall’autorità sanitaria l’allerta che obblica ad allontanarsio dal tratto di mare interessato. Da venerdì scorso, infatti, il sito dell’Arpal mette in guardia dall’Ostreopsis Ovata tra i punti di campionamento tecnicamente individuati nel braccio di mare tra Ponte ex Idroscalo (zona diga foranea del porto) e Punta Chiappa. Le spiagge interessate sono comprese nei comuni di Genova (Levante), Bogliasco, Pieve, Sori, Recco e Camogli, fino al confine con il promontorio di Portofino. Ora si stanno aggiungendo i tratti di mare più “fermi” del capoluogo. L’Ostreopsis è una specie di probabile origine tropicale, individuata in diverse zone del Mediterraneo a partire dalla fine degli anni novanta. Gli effetti prodotti sull’uomo, causati dall’inalazione dell’aerosol marino, sono temporanei e rapidamente reversibili, e riguardano le prime vie respiratorie; solo talvolta si sono registrati stati febbrili. I rischi riguardano una possibile intossicazione, irritazioni agli occhi e alla gola, o, nei casi più gravi, addirittura l’avvelenamento. La fioritura è un fenomeno del tutto naturale e solitamente passa inosservato. L’alga è invisibile ad occhio nudo e vive nei primi metri vicini alla riva, in acque poco profonde, ancorata alle macroalghe che popolano comunemente le scogliere; non si trova su sabbia e su fondali che degradano rapidamente. È per questo che, quando esistono condizioni favorevoli alla fioritura che, di per sé, come si è detto, non vuole dire sviluppo della tossina, è meglio evitare le calette “chiuse” con pennelli artificiali e le acque calde e stagnanti. “In condizioni persistenti di alte temperature, elevato irraggiamento solare e scarso moto ondoso o riciclo delle acque, dicono all’Arpal, si può verificare la cosiddetta fioritura algale. La fioritura è un fenomeno naturale, durante il quale ogni cellula si duplica, aumentando di numero esponenzialmente in breve tempo. Durante la fioritura Ostreopsis risulta “visibile” anche ad occhio nudo, perché le cellule, riproducendosi, si accumulano sul fondo a formare ammassi filamentosi di colore marrone-ruggine. Raggiunto il culmine della fioritura, il numero di cellule cala repentinamente. Durante la fioritura può, in alcune occasioni molto particolari e tuttora allo studio di diversi gruppi di ricerca internazionali, rilasciare una tossina, oggigiorno identificata come ovatossina (parente della palitossina, ma molto meno pericolosa per la salute umana).
Da venerdì scorso, infatti, il sito dell’Arpal mette in guardia dall’Ostreopsis Ovata tra i punti di campionamento tecnicamente individuati nel braccio di mare tra Ponte ex Idroscalo (zona diga foranea del porto) e Punta Chiappa. Le spiagge interessate sono comprese nei comuni di Genova (Levante), Bogliasco, Pieve, Sori, Recco e Camogli, fino al confine con il promontorio di Portofino.

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