#iosonoarduino, Arduino 1907 non si sposta

Schermata 2015-05-12 alle 02.04.52
Così, su Twitter, dove si è combattuta la gara di solidarietà #iosonoarduino, con decine di foto di genovesi che hanno manifestato la loro contrarietà allo sfratto della bottega storica, i titolari del negozio hanno voluto ringraziare i genovesi per il pressing sull’amministrazione comunale che venerdì aveva comunicato lo sfratto per non meglio precisati “progetti” sullo spazio che si trova in via Garibaldi, tra palazzo Rosso e Palazzo Tursi. Decine di genovesi hanno anche inviato una email agli assessorati competenti e al Sindaco.

Ho appreso dagli organi di informazione l’intenzione da parte del Comune di Genova di demolire la bottega storica ARDUINO di Via Garibaldi per collocarvi il Bookshop del Polo Museale (per altro già esistente). Tutto questo mi riempie di rabbia e mi sconcerta, essendo ARDUINO l’unica bottega storica di proprietà comunale e, in quanto comunale, è anche MIA, poiché TUTTO ciò che è pubblico è di TUTTI. ARDUINO non deve morire

LA SVOLTA
Gli assessori al Patrimonio e allle Attività produttive Emanuele Piazza e al Turismo Carla Sibilla hanno preso in mano la situazione, governata fino a quel momento dagli uffici, e hanno discusso della situazione con Alessandro cavo, ideatore della campagna #iosonoarduinio, dirigente Ascom, membro, con il suo pubblico esercizio “Pasticceria Liquoreria Marescotti”, dell’Associazione delle botteghe storiche genovesi. Da anni, gli uffici fanno pressing su tutti i negozi della via. Molti hanno chiuso. Solo in parte sono stati sostituiti. Restano vuoti, ad esempio, gli ex locali degli antiquari Vannenes (che ha traslocato perché i locali comunali era devastati da perdite che i padroni di casa non hanno risolto) e Durbiano, dove per anni è stata incomprensibilmente allocata un’area di cantiere. Anche i locali prima occupati da una agenzia immobiliare restano chiusi. Il “disegno” degli uffici comunali, però, non è mai stato illustrato. “Vogliamo essere resi partecipi di quale straordinario progetto li abbia spinti a sfrattare una bottega storica” ironizzava, ieri, Alessandro Cavo. pare che non ci sia un vero progetto ma che da anni (quindi “sotto” diverse amministrazioni, gli uffici di Tursi spingano per liberare i locali a vantaggio di un ipotetico progetto di collegamento di Palazzo Rosso e Palazzo Bianco dove potrebbe trovare posto l’esposizione e la vendita di souvenirs. La stessa lettera di sfratto inviata ad Arduino parla di eventuali necessità legate alle affluenze turistiche. Nulla di urgente, quindi, visto che, come si evince dalla lettera, non esiste ancora alcuna esigenza. L’unica fretta pareva quella di mandar via i commercianti. Per cosa? Per un progetto che ancora nessuno è in grado di mostrare in modo che si possa valutare la reale importanza per la collettività del piano.
Ora, sarò l’assessore Piazza a condurre tutta la questione ed, evidententemente, Arduino e l’Associazione delle botteghe storiche, rappresentata da Cavo, hannoricevuto rassicurazioni in merito.

Qui, il link alle foto del negozio “Arduino 1907”

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: