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Contraffazione: i vicoli come centrale produttiva e non più di “smercio”

Oltre 13 mila pezzi contraffati del valore di decine di migliaia di euro sequestrati con macchine da cucire, ricamatrici computerizzate, etichette e clichè falsi sequestrati e sei indagati per produzione di merce contraffatta. Il risultato di questa operazione messa in campo dalla Guardia di Finanza di Genova mette però in luce un sospetto che ormai è diventato certezza: Genova non è più una città in cui si “smercia” merce contraffatta, ma è diventata uno dei centri produttivi della fabbrica del falso. 20160204_104627
Durante l’operazione delle Fiamme gialle in alcuni appartamenti del centro storico è stata trovata anche un’ agenda sulla quale era scritta una sorta di contabilità e che attesta il giro d’affari anche fuori dal capoluogo ligure.
In una seconda operazione sono stati denunciati due stranieri bengalesi in possesso di ben 11 milioni minuscoli pezzi di bigiotteria in metallo utilizzati per confezionare monili contraffatti. I due commercianti sono stati denunciati perchè la merce non è conforme agli standard di sicurezza europei. 20160204_104951
<Gli appartamenti in cui è stata trovata la merce contraffatta sono a dir poco fatiscenti – ha spiegato il generale Michele Dell’Agli, comandante provinciale della Gdf – qui si apre anche il capitolo di chi affitta le abitazioni. Non possiamo essere leggeri sulla questione, servono prove certe che i proprierari siano colpevoli>.
Ma oggi si è anche rafforzata la collaborazione con le associazioni di categoria, invitate per la prima volta: <È un segnale di attenzione che forse non c’era stato prima – ha detto Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio di Genova – Penso che questa sinergia porterà risultati anche in futuro perchè è necessario insistere>.Il generale Dell’Agli ha sottolineato quanto sia necessario far capire ai cittadini che anche una piccola illegalità possa essere il nido di illegalità più diffusa e di come questo abbia ripercussioni su tutta l’economia: <Basti pensare, in scala più grande, che il fenomeno della contraffazione provoca quattro miliardi di danni al settore del commercio e provoca un default imponente al sistema erariale>. 20160204_104851L’occasione è stata anche quella di ribadire l’esasperazione dei commercianti, sottolineata in uno studio di Confesercenti: <Il quadro è difficile – ha detto la presidente ligure Patrizia De Luise – la sensazione generale è che non sia solo la pressione fiscale a schiacciare la buona impresa, ma anche l’abusivismo dovuto alla vendita di merce fasulla, oltre che a quello legato al settore turistico>. Ecco perchè la collaborazione tra forze dell’ordine e le associazioni di categoria è un punto chiave. <Sappiamo che non è un problema solo di Genova – ha detto la presidente della Consulta dei Civ Ilaria Natoli – questa è la direzione giusta per arginare il fenomeno>. Insomma, occhi puntati sui vicoli di Genova che negli anni si sono trasformati in un centro nevralgico dell’abusivismo. <Al Centro Storico manca ancora un occhio di riguardo da parte dell’amministrazione cittadina – ha sottolineato Marina Porotto, presidente del Civ di piazza Delle Erbe – manca soprattutto un controllo più mirato da parte degli organi del Comune. Purtroppo ci sono disservizi che noi paghiamo salati>.

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