L’agevolazione logora (il candidato) che non la fa

Schermata 2015-05-07 alle 12.38.42Parafrasando una frase celebre di Giulio Andreotti, “l’agevolazione logora (il candidato) che non la fa”. Questa mattina, su Twitter, l’assessore uscente alle attività produttive della Regione, Renzo Guccinelli, in “campagna elettorale mode-on” (non è candidato, ma sostiene Raffaella Paita), ha ricordato che la Regione ha erogato 31,1 milioni di euro per risarcimenti dei danni alluvionali a 1.936 imprese. Gli ha risposto Ilaria Mussini, candidata del listino Pd, dirigente Ascom, fino a una settimana fa presidente della Consulta Civ dell’associazione, chiara espressione del mondo del commercio e inserita come indipendente, proveniente della società civile. “Bene e grazie anche per il bando di autoprotezione chiesto dalle associazioni di categoria”. Gli ha risposto Guccinelli: “Fai bene a ricordare il merito delle associazioni! Troppi sciacalli elettorali in giro!”.
Tra le tante “piccole storie ignobili” (assolutamente “bipartisan”) di ordinaria campagna elettorale, fatte di mani strette, di bambini baciati per strada a tradimento, di tour elettorali “laddove mai nessun politico era giunto prima” (e sarebbe stato molto meglio che lo avesse fatto), di entrate a gamba tesa (a volte anche senza cognizione di causa) sui temi caldi della città, c’è anche la leggenda metropolitana (ma c’è chi giura di aver le prove che sia assolutamente veritiera) di un consigliere di minoranza, oggi candidato col centro destra, che avrebbe inviato al suo “bacino elettorale” una lettera un po fanè, come quella che ai tempi della Prima Repubblica un noto politico di origine meridionale inviava nelle cassette delle lettere di tutti gli immigrati dal Sud per ricordare che votare lui avrebbe significato avere un riferimento del territorio di provenienza nelle istituzioni. Insomma, un’amarcord degli anni ’70 e ’80 catapultata in un’era di tweet e inviti via Facebook. Nella missiva dal sapore retrò, il candidato si attribuisce il merito di aver ottenuto fondi per gli alluvionati e per l’autoprotezione dalle alluvioni, finanziamento per installare nei negozi sistemi di protezione dall’acqua maligna che esce dai torrenti e sale da scarichi e tombini. Circostanza, invero, non veritiera in quanto tecnicamente impossibile visto che si è trattato di delibere di giunta e non di consiglio, dove, almeno, il consigliere uscente avrebbe potuto alzare la manina per approvare la proposta di un assessore nonostante facesse parte della minoranza, in occasione di un provvedimento ritenuto giusto e utile. No, nemmeno quello. Pura millanteria, cialtroneria spicciola da campagna elettorale. Insomma, una “balla”. Mussini ricorda che sono state le associazioni di categoria a fare pressing sulla giunta perché mettesse a disposizione tutti i fondi possibili e, come ricorda la “sua” candidata presidente, Raffaella Paita, in quell’occasione non ha risparmiato i toni duri per ottenere quanto chiedeva a nome della sua associazione per le piccole imprese. In quest’era di “informazione digitale” da blog (non sempre corretta e limpida, perché c’è, tra coloro che concorrono a farla, chi strumentalizza o chi, semplicemente, non è in grado), pensare che una simile frottola sarebbe passata sotto traccia è una (non molto pia) illusione. Signore e signori, lo “sputtanamento digitale” è servito. Via Twitter.

AGGIORNAMENTO
Nel frattempo, c’è giunta la lettera autografa. Abbiamo cancellato la firma e il mittente, ma, ovviamente, possediamo l’originale.
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