Nautica, grandi manovre per la nuova associazione. Ma Ucina non ci sta

Si parlava di Genova come “Hub Internazionale per il Grande Yachting”, stamattina, al convegno di Assagenti che si è tenuto nella sala delle Grida della Borsa. Inevitabilmente, il discorso è caduto sul Salone Nautico e su Ucina. Al tavolo dei relatori, anche di Alberto Amico, di Amico & Co, indicato come possibile partner di Azimut Benetti, Baglietto e Ferretti nella nuova associazione. Di certo c’è che non potrà essere una nuova Confindustria nautica, perché non si può creare un’associazione bis. Le soluzioni possono essere due: o dar vita a un’associazione legata alle riparazioni navali (i tre giganti dell’industria nautica effettuano anche questa attività) o si cambia associazione. Potrebbe essere la Cna, di cui Lorenzo Pollicardo (consulente Federagenti Yacht e già Direttore della Sezione Yachting del Rina oltre che segretario generale di Ucina al tempo in cui era presieduta da Paolo Vitelli, proprietario di Azimut Benetti) è consulente nazionale oppure Confcommercio. Per saperlo non si dovrà attendere molto: si dice che l’organizzazione del nuovo “sindacato” sia in stato avanzato nell’ufficio di Begnamino Gavio, presidente Baglietto. La cordata darebbe per scontata la scissione delle grandi aziende da quelle medio-piccole, che resterebbero al Salone creando un evento differente da tutti i precedenti. la caratteristica del Nautico genovese, infatti, è sempre stata quella di essere una vetrina completa del settore. dal grande yacht all’accessorio.

Ucina confindustria Nautica replica alle dichiarazioni registrate nel corso del convegno: <Per il futuro della città e del Salone Nautico servono azioni concrete, responsabili e sinergiche>.
<Poteva essere un momento di confronto fattivo tra gli operatori, ma Ucina e I Saloni Nautici (la società al 100% di ucina che organizza il Salone) ritengono un’occasione sprecata non aver potuto esprimere il loro contributo diretto nella discussione>.

<Il fatto che a Genova ci sia qualcuno che ancora voglia insistere nella logica del particolare è sintomo di una miopia che non promette nulla di buono. Non sarà certo dividendo ulteriormente un settore come la nautica italiana che si avranno dei progressi – commenta con un certo stupore la presidente di Ucina Carla Demaria –  Lo Sviluppo non può non partire dall’esistente e men che meno fondarsi sul danneggiare i valori presenti nella speranza di crearne altri. Ne abbiamo avuto molti esempi in Italia di come va a finire, come con la chiusura del Salone dell’auto di Torino. Ucina è impegnata nel rilancio del Salone Nautico e ha appena avuto un’importante conferma circa il sostegno, anche economico, del Governo al Salone, per il rafforzamento della posizione internazionale, l’export e l’incoming”.

“Nel corso del convegno – continuano ad Ucina – sono state indirizzate parole di forte critica all’attività dell’Associazione.  La politica ha la responsabilità di mettere il bene pubblico in condizione di essere gestito al meglio in maniera profittevole per la comunità, rilasciando nel tempo concessioni di adeguato orizzonte temporale. La Darsena è stata costruita con fondi pubblici prevalentemente  messi a disposizione dal Governo, espressamente finalizzati alla realizzazione di un’opera infrastrutturale al servizio del Salone Nautico. Ucina e I Saloni Nautici sono operatori con scopo istituzionale e contrariamente a tutti gli altri operatori  privati sono gli unici a non aver ottenuto una concessione poliennale. Al contrario la concessione per Darsena Marina Uno è stata rinnovata per dieci anni, sino al 2024, al suo gestore di natura pubblica, una condizione che consentirà  una programmazione anche dell’accoglienza di imbarcazioni fuori dal periodo del Salone. Nel corso del 2014 nessuno ha mai richiesto l’affidamento per la concessione della Darsena Grande, perché non esistevano, per un operatore privato, le condizioni economiche adeguate”. I Saloni Nautici  lo ha fatto come unico soggetto nell’interesse della Città, per consolidare il Salone Nautico, di fatto quindi la sua gestione è attiva da soli cinque mesi con un orizzonte temporale di soli altri sette.  Il Salone Nautico di Genova, nella sua configurazione gestionale con Ucina che collaborava attivamente alla sua organizzazione, è arrivato ad essere il miglior Salone del mondo, grande strumento di sviluppo delle aziende italiane e del mercato mediterraneo. Non si comprende come lo stesso soggetto, dopo cinquant’anni di successi, in questo momento in cui tutti pagano gli effetti della crisi, venga strumentalmente messo in discussione.  Ucina ritiene che la strada sia quella del fronte comune, una strategia che può anche non essere condivisa da tutti, però prima di criticarla bisogna portare dei fatti.  L’associazione è sempre stata l’interlocutore delle istituzioni solo grazie alla sua capacità di produrre studi, analisi giuridiche, proposte concrete, supporto legislativo, attività di rappresentanza. Ricordiamo la modifica della tassa di possesso Monti, che ha lasciato fuori i natanti, ma ha beneficiato anche i grandi yacht per attirarne in Italia l’indotto, la cancellazione dei coefficienti moltiplicatori per le unità da diporto dal redditometro e l’introduzione dell’IVA al 10% sugli ormeggi non stanziali. Nelle scorse settimane il Parlamento ha espresso parere favorevole al D.lgs. di riforma dei titoli professionali dei marittimi imbarcati sui grandi yacht commerciali, accogliendo tutte le osservazioni presentate da Ucina. La Camera su impulso dell’Associazione ha iniziato la discussione della riforma del Codice della Nautica, che contiene importanti semplificazioni amministrative, dai natanti ai super yacht”.

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