Musei a rischio sciopero, la denuncia della Uil Fp

Uil: <Mobilitazione contro la privatizzazione, musei aperti in orario prolungato in ville chiuse e visitatori “imprigionati” e musei aperti “a rischio sicurezza” con un solo dipendente comunale>

Uil Fpl dichiara la mobilitazione dei lavoratori dei musei comunali <per sconfiggere un evidente disegno mirato a deprimere l’offerta culturale ed anche turistica della nostra città, magari con la recondita idea che queste attività sarebbe meglio privatizzarle>.
Luigi Paone e Fulvio Ferretti, rispettivamente segretario responsabile e segretario di Uil Fpl Gau Comune di Genova, spiegano che l’organizzazione sindacale <deciderà a breve le ulteriori iniziative di mobilitazione> e aggiungono che di quanto sta succedendo considerano <direttamente e personalmente responsabili l’assessore al Personale Isabella Lanzone e il direttore dei Musei Gandino>.
Tra i problemi riscontrati, il prolungamento dell’orario

<Dal primo di Aprile, l’amministrazione comunale ha messo in atto una modifica sostanziale dell’orario di lavoro di una parte dei suoi dipendenti, precisamente dei lavoratori dei musei, e, come ormai consuetudine consolidata, senza un accordo coi sindacati rappresentativi del settore, il che si traduce in un atto unilaterale in perfetto stile renziano – sostengono Paone e Ferretti -. Ciò naturalmente infischiandosene delle esigenze dei lavoratori, i quali potrebbero anche “ingoiare il boccone amaro” se questo andasse a beneficio del servizio offerto a cittadini e turisti, ma ciò non è,  in quanto la macchina organizzativa comunale in continua evoluzione ha partorito, tra le altre cose, un orario di apertura dei musei fino alle 21, senza pensare che alcuni di questi sono situati all’interno di parchi che chiudono alle 19, vanificando non solo lo sforzo richiesto ai lavoratori, ma causando ai cittadini anche il fastidio di dover attendere qualcuno che li faccia uscire>.

Questa la lettera aperta dei lavoratori inviata all’assessore al personale Isabella Lanzone e al direttore dei Musei Gandino:
“Con questa nostra siamo a sottolinearle come continuino a verificarsi malfunzionamenti organizzativi riguardo le strutture museali, a causa del nuovo orario che, come ben sa, sta causando – all’indomani della sua applicazione – numerose giornate di chiusura. Cosa che mai, nemmeno per un giorno, si era verificata nei lunghi anni in cui è stato in regime il vecchio, funzionalissimo orario, che constava nell’apertura museale al pubblico dal martedì alla domenica dalle 9,00 alle 19,00 e che, con un irrilevante sforzo intellettivo da parte di noi custodi, sarebbe certamente stato arricchito dell’ampliamento del servizio sino alle 21,00 nei giorni di venerdì, senza l’esborso di nemmeno un centesimo in più per la nostra prestazione e senza, soprattutto, scomodare ben altri cervelli in ben altre faccende affaccendati. Peraltro, a questo proposito dichiariamo ancora in essere la nostra disponibilità ad elaborare il nuovo regime orario appena suggerito, garantendone la realizzazione in tempi ragionevolmente brevi (previsione: un’ora c.a.).
Per ultimo, e qui terminiamo di disturbarla, per ora, le sottolineiamo il disservizio creatosi ieri sera, venerdì tre aprile, alle Raccolte Frugone. A museo aperto sino alle 21,00 il cancello del parco è stato chiuso alle 19,00 c.a. dalla cooperativa preposta, lasciando i visitatori impossibilitati all’ingresso.
Gli operatori del Polo Levante…”

<I lavoratori – proseguono Paone e Gandino – temono che questa decisione sia un atto discriminatorio volto ad evidenziare una presunta impossibilità a gestire correttamente il servizio coi propri dipendenti, il che aprirebbe la possibilità di far gestire i musei con tutto il patrimonio in essi contenuto a cooperative private con buona pace delle esperienze che la pubblica amministrazione ha annoverato in tal senso, soprattutto negli ultimi tempi. Di fatto in data 6 Aprile sono rimasti aperti dei Musei con un solo dipendente comunale, lasciando quindi le strutture in mano a del personale dipendente di una Cooperativa, ciò a scapito della sicurezza di quanto custodito. A Palazzo Rosso durante gli orari di visita il giorno di Pasquetta è scattato più volte il sistema d’allarme con imbarazzo e preoccupazione tra i visitatori. Inoltre ci risulta che una dipendente non in servizio a causa di un infortunio sia stata fatta presenziare ad attività organizzative presso i musei di Strada Nuova ciò a riprova di comportamenti illegittimi peraltro già segnalati nel corso di recenti incontri con l’Amministrazione>.

 

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