CWT, 190 esuberi in Italia, 15 a Genova: i sindacati chiedono il ritiro della procedura e un tavolo al ministero

Il taglio annunciato riguarda circa il 45% della forza lavoro. Nella nostra città sono coinvolte 15 lavoratrici, da anni in telelavoro, secondo la Filcams Cgil in molti casi madri e unico sostentamento della famiglia

La vertenza CWT Italia si apre con una richiesta netta delle organizzazioni sindacali: ritirare la procedura di licenziamento collettivo e avviare un confronto sulle prospettive industriali dell’azienda. Gli esuberi annunciati sono 190, circa il 45% del personale occupato in Italia. A Genova sono a rischio 15 posti, tutti riferiti a lavoratrici che operano da anni in telelavoro.

Il primo incontro tra azienda e sindacati si terrà domani, 16 ottobre, a Milano. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, le federazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil, intendono chiedere formalmente il ritiro dei licenziamenti e l’apertura di un tavolo istituzionale presso i ministeri competenti. Per le sigle sindacali, il confronto non può limitarsi a definire come gestire le ricadute dei tagli: deve chiarire anche le scelte strategiche che hanno portato alla procedura e il futuro dell’attività in Italia.


CWT si occupa di viaggi d’affari ed eventi. Secondo le organizzazioni sindacali, la riorganizzazione si colloca in una fase di trasformazione del settore legata anche alle nuove tecnologie e all’intelligenza artificiale. I sindacati temono che i benefici economici e produttivi dell’innovazione restino in capo alle imprese, mentre i costi della transizione vengano scaricati sulle lavoratrici e sui lavoratori attraverso una drastica riduzione degli organici.
La vicenda, sostengono le sigle, è legata anche al nuovo assetto proprietario del gruppo, con l’ingresso di Long Lake Management e l’integrazione con Amex GBT. Quest’ultima, secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, aveva indicato l’intelligenza artificiale e le competenze nel settore dei viaggi d’affari come leve di crescita e rafforzamento competitivo. I sindacati contestano che una prospettiva presentata come espansiva possa accompagnarsi alla soppressione di quasi metà dei posti di lavoro italiani.
Filcams, Fisascat e Uiltucs affermano di aver chiesto più volte informazioni sulle acquisizioni, sui piani di integrazione, sulle strategie industriali e sulle possibili conseguenze occupazionali, senza ottenere risposte ritenute adeguate. Chiedono inoltre chiarimenti sugli indirizzi commerciali seguiti dopo l’acquisizione di CWT da parte di Amex GBT, che, a loro avviso, potrebbero aver ridotto gli spazi di sviluppo della società italiana a vantaggio del gruppo acquirente. Si tratta di valutazioni sindacali che le organizzazioni porteranno al tavolo con l’azienda.
A Genova la preoccupazione riguarda in particolare le 15 lavoratrici coinvolte, prevalentemente donne e, secondo la Filcams Cgil, in diversi casi madri e unico sostegno economico della famiglia. Maurizio Fiore, segretario della Filcams Cgil Genova, aveva già definito la procedura un duro colpo per l’occupazione e per le competenze maturate dalle dipendenti. La perdita del lavoro, ha sottolineato, rischia di avere conseguenze economiche e sociali rilevanti.
Nel confronto di Milano i sindacati chiederanno quindi trasparenza sulle prospettive del gruppo, sulle ragioni della riorganizzazione e sulle possibilità di garantire la continuità aziendale e occupazionale. Le tre sigle dichiarano di voler mettere in campo iniziative a tutela delle persone coinvolte e avvertono che, senza risposte e senza un adeguato coinvolgimento delle istituzioni, potrebbe aprirsi una fase di mobilitazione, con assemblee, presidi, manifestazioni e possibili iniziative di sciopero.
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