Genova cambia, ma che cosa resta? Il libro di Borzani cerca il senso della città

Venerdì 2 ottobre alle 18 la presentazione alla Feltrinelli di Genova: Luca Borzani dialogherà con Federica Alcozer, Andrea Chiappori, Luigi Pastore ed Elena Tramelli

Una città non è soltanto l’insieme delle sue strade, dei suoi edifici o delle trasformazioni urbanistiche. È anche la trama di relazioni, memorie e disuguaglianze che prende forma nei quartieri e nella vita quotidiana. Da questa domanda parte “Come cambia la città. Genova, appunti sul mutamento 2023-2026”, il nuovo volume di Luca Borzani, che raccoglie articoli e riflessioni per provare a ricomporre in un racconto unitario i cambiamenti della città.

Il libro nasce da una selezione di contributi pubblicati negli ultimi tre anni su “la Repubblica”. L’intento è accompagnare il lettore oltre la successione delle notizie e delle emergenze, seguendo i legami tra fenomeni che spesso vengono raccontati separatamente. La trasformazione urbana si intreccia così con la crisi climatica, le migrazioni, la povertà, l’invecchiamento della popolazione, la scuola e le nuove fragilità sociali.

Il filo che unisce questi temi è il significato stesso della città. Nel volume, Genova non appare come un’identità immobile da celebrare o rimpiangere, ma come un luogo attraversato da transizioni difficili, in cui passato e presente convivono spesso in modo contraddittorio. La sfida è capire come i cambiamenti globali incidano sulla vita locale e quale spazio rimanga per le politiche pubbliche, la partecipazione e la solidarietà.
Il percorso attraversa la povertà e le sue nuove forme, le difficoltà della scuola, le migrazioni, la politica, i ritorni nelle piazze e i silenzi. Accanto alle criticità, il libro mette a fuoco le esperienze di solidarietà e le pratiche civili che aiutano a tenere insieme una comunità. La città diventa così un osservatorio da cui guardare questioni più ampie: chi può permettersi di viverci, quali relazioni riesce a custodire e come può affrontare le trasformazioni senza lasciare indietro una parte dei suoi abitanti.
A questo sguardo si affiancano dossier su Sestri Ponente, passata da città-fabbrica a laboratorio complesso del futuro, sull’adattamento urbano al cambiamento climatico e su ciò che resta oggi del riconoscimento ottenuto nel 2006 dai Palazzi dei Rolli e dalle Strade Nuove da parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura. Altri approfondimenti ripercorrono il primo voto delle donne e il rapporto tra Genova e Giacomo Matteotti.
Il volume è presentato come un libro polisensoriale, arricchito da contenuti multimediali accessibili attraverso l’applicazione Vesepia. L’introduzione è firmata da Luigi Pastore, la prefazione da Andrea Chiappori e le immagini sono di Giandomenico Ricaldone. In prefazione, Chiappori, responsabile della Comunità di Sant’Egidio in Liguria, sottolinea il valore di una lettura capace di sottrarsi alla frammentazione delle notizie e di cercare le connessioni tra gli avvenimenti. Comprendere la complessità, suggerisce il suo contributo, è un passaggio necessario per immaginare alternative e non accettare passivamente la realtà così com’è.
Storico, Borzani ha lavorato nell’Archivio storico Ansaldo e ha diretto il Centro Ligure di storia sociale. È stato assessore alla Cultura e alla Scuola del Comune di Genova dal 1997 al 2007 e, in seguito, ideatore e presidente per dieci anni della Fondazione Cultura Palazzo Ducale. Si occupa di storia industriale, movimento operaio e trasformazioni sociali e culturali; dirige la rivista “La Città” e presiede il Centro Studi Migrazioni nel Mediterraneo.
La presentazione si terrà venerdì 2 ottobre alle 18 alla Feltrinelli di Genova. Borzani dialogherà con Federica Alcozer, urbanista, Andrea Chiappori, della Comunità di Sant’Egidio Liguria, Luigi Pastore, caporedattore di “la Repubblica”, ed Elena Tramelli, dirigente scolastica. Il libro, pubblicato da Erga Edizioni, ha 300 pagine in bianco e nero e costa 16,90 euro.
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