Parchi, dopo la fiera con cartomanti e pendolini il timore che Tursi voglia ammorbidire il regolamento di tutela. Il no di “Nervi contro il degrado”

Nell’istanza presentata dal comitato si chiede di trasferire la competenza sui parchi storici all’assessorato alla Cultura e di vietare le manifestazioni ambulanti commerciali e tutte le attività non in linea con il regolamento dei parchi storici in vigore

Parchi di Nervi, un’istanza chiede di fermare eventi commerciali e calpestio dei prati dopo la fiera tra olistico e occultismo (tarocchi, rune e pendolini) della settimana scorsa, autorizzata dal Comune nonostante gli appelli di Italia Nostra, Amici dei parchi di Nervi e Circolo Nuova Ecologia. Il Municipio ha autorizzato, invece, l’uso della biblioteca (durante gli eventi è stato anche presentato il libro di una consigliera comunale di centrosinistra) e i workshop.
La tassa di occupazione suolo per la fiera è stata regolarmente pagata (2.100€), ma al momento non esiste una procedura per indirizzarla al mantenimento e alla manutenzione dei parchi come prevede «in via prioritaria» il regolanti dei parchi (articolo 13 comma 3). Non risulta nemmeno che prima dell’evento, sempre come prevede il regolamento (articolo 15 comma 2 e articolo 14 comma 2), sia stata chiesta una garanzia. Ancora il regolamento, all’articolo 15 comma 2 bis, prescrive che per le attività commerciali venga informato il Consiglio comunale (non è stato fatto) e all’articolo 3 dice che **le attività promosse e/o autorizzate all’interno dei parchi storici «devono conformarsi al carattere storico dei parchi sotto il profilo paesaggistico, ambientale e culturale» e «devono avere un carattere culturale, volto ad evidenziare il valore dei parchi attraverso attività formative, didattiche e ricreative correlate ad architettura del paesaggio e dei giardini, botanica, botanica storica, agronomia, storia dei parchi, espressioni artistiche, ecc.». Per l’allestimento sono entrati nei parchi alcuni veicoli (è vietato dall’articolo 5). Sono stati utilizzati i prati per alcune attività, ma non in tutti è vietato l’accesso. Da regolamento, i tappeti erbosi “non accessibili”: sono sempre inaccessibili al pubblico e sono individuati da apposita segnaletica; tappeti erbosi ad “uso controllato”: sono accessibili per attività tranquille (sosta, lettura, riposo, ginnastica); tappeti erbosi “a rotazione”: sono recintati e temporaneamente non accessibili al pubblico per periodi sufficientemente lunghi a garantirne la rigenerazione e la riformazione ex-novo e il mantenimento degli equilibri entomo-faunistici.
La fiera ha ricevuto il parere positivo della Soprintendenza perché i chioschi, posizionati nei viali, non avrebbero compromesso in maniera permanente il parco. La Soprintendenza, però, non ha tra i suoi compiti quello di valutare né i temi dell’iniziativa (la presenza di materiale collegato al “magico” e a pratiche di cosiddetta medicina alternativa non avvalorate dalla scienza ha suscitato non poche polemiche visto che si trattava di una sede comunale e, quindi istituzionale) né l’applicazione del regolamento comunale votato dal Consiglio, che dovrebbe essere l’amministrazione ad applicare.
L’allestimento della fiera è stato fortemente voluto dalla direzione del Verde che a quella del Commercio ha fatto sapere che si sarebbe trattato di un evento culturale (nonostante cartomanti e pendolini), e l‘assessorato alla Cultura non è stato minimamente coinvolto.
Questa non è la prima attività non esattamente in linea con il regolamento che viene autorizzata nei parchi storici. Ben due edizioni del Cargo Market si sono svolte, infatti, all’Acquasola. Sembra, dunque, che ci sia la precisa intenzione di utilizzare i parchi storici per manifestazioni. Che ci sia l’intenzione di rivedere il regolamento è quello che temono molte delle associazioni del Tavolo del Verde.
L’istanza di “Nervi contro il degrado”
È su questo quadro che si innesta l’istanza urgente presentata da Giovanna Pucci, portavoce del comitato di quartiere “Nervi contro il degrado”. Il documento, datato 25 settembre, è indirizzato alla sindaca Silvia Salis, all’assessora all’Urbanistica e al Verde pubblico Francesca Coppola, al presidente del Consiglio comunale Claudio Villa, al presidente del Municipio IX Levante Federico Bogliolo e al soprintendente Vincenzo Tinè.
La richiesta riguarda i parchi di Villa Gropallo, Villa Saluzzo Serra, Villa Grimaldi Fassio e Villa Luxoro. Il comitato li descrive come beni culturali e paesaggistici di valore storico, artistico e botanico, e richiama sia il Codice dei beni culturali e del paesaggio, sia il regolamento comunale sui parchi storici. Secondo l’istanza, l’uso di questi spazi deve tener conto della loro natura e non comprometterne la conservazione.
Il testo mette l’accento anche sulla pressione che grava sulle aree verdi, soprattutto nei fine settimana e durante l’estate. La carenza di spazi verdi in città, sostiene il comitato, può contribuire a un uso intensivo dei parchi, che rischiano così di essere trattati come giardini pubblici ordinari o sedi per iniziative di massa. Il documento richiama in particolare gli articoli 6, 7 e 8 del regolamento: il primo disciplina l’uso dei tappeti erbosi, distinguendo tra prati non accessibili, a uso controllato e a rotazione; gli altri fissano regole di comportamento e vietano utilizzi incompatibili con la destinazione dei parchi e danni alla vegetazione o al patrimonio storico.
Nell’istanza si chiede al Comune di verificare la compatibilità delle manifestazioni e di impedire fiere ed eventi commerciali all’interno del perimetro dei parchi di Nervi, indirizzando questo tipo di iniziative verso altre aree della città. La richiesta non si limita alla fiera appena conclusa: il comitato sollecita un criterio stabile per la gestione degli eventi e dei relativi controlli, affinché il rispetto delle regole non dipenda dal singolo caso.
Un altro punto riguarda la tutela dei prati. Pucci chiede campagne mirate e cartellonistica per informare i frequentatori e scoraggiare comportamenti come il calpestio delle aree non aperte al pubblico e il bivacco sui manti erbosi. L’istanza invoca inoltre misure di vigilanza e comunicazione, insieme a un impegno politico e amministrativo che affermi la priorità della tutela ambientale rispetto allo sfruttamento commerciale di un bene collettivo.
Il regolamento stabilisce che le attività nei parchi storici debbano conformarsi al loro carattere paesaggistico, ambientale e culturale. Per le fiere, l’articolo 14 prevede che siano in linea con questi principi, non pregiudichino la conservazione del parco e siano autorizzate previa presentazione di una garanzia. L’articolo 15 sottopone le attività commerciali ad autorizzazione, ne condiziona lo svolgimento alla compatibilità con la salvaguardia dei parchi e prevede una garanzia; aggiunge che il Consiglio comunale deve essere informato sulle procedure autorizzative. La stessa norma indica che le entrate comunali derivanti da queste attività sono destinate «in via prioritaria» alla manutenzione dei parchi in cui si svolgono.
Nel testo ufficiale del regolamento la disposizione sulle entrate è all’articolo 15, comma 3: l’articolo 13, comma 3, riguarda invece la distribuzione del pubblico durante gli eventi. L’articolo 5 vieta in generale l’accesso, il transito e la sosta dei veicoli a motore, ma contempla deroghe che possono essere autorizzate in casi specifici.
Pucci lega la richiesta di controlli anche alla necessità di definire quale funzione debbano avere questi luoghi e chi debba farsene carico. «Genova è una città avara in tutti i sensi di spazio e di risorse economiche dobbiamo mantenere quello che c’è nel modo migliore possibile, non trasformarlo in giardinetti, che sul piano della vita individuale dei cittadini sicuramente può portare a benessere, però non è questo il loro scopo. Ho una figlia che abita a Londra, là in ogni quartiere c’è un parco enorme, hanno una vastità di territorio e c’è spazio per tutto: il parco tutelato, il parco ludico eccetera. Noi non possiamo, anche perché è una città che alla canna del gas non se lo può permettere»
«Bisogna darsi delle priorità – continua Pucci -, poi capisco che è tanto bello, vedi persone che ballano, che suonano eccetera, però i parchi sono nati in un altro modo. Vorrei tanto che i parchi venissero uniti alle ville a cui appartenevano sotto l’assessorato della Cultura. Almeno forse su un piano teorico potrebbe esserci un occhio di riguardo, non questa minaccia continua di fare dei parchi storici un giardino a caso. Dovrebbe essere più congruo il fondo per mantenerli se, come credo, vanno considerati un bene monumentale».
Il chiede un riscontro alle istituzioni destinatarie. La preoccupazione espressa da “Nervi contro il degrado” si inserisce nel timore, condiviso da diverse associazioni del Tavolo del Verde, che l’uso dei parchi per fiere e manifestazioni possa diventare più frequente o che le regole vengano riviste al ribasso. Nel documento del comitato, intanto, la richiesta centrale è rivolta all’applicazione dei vincoli già esistenti: mantenere la funzione storica dei parchi, proteggerne i prati e indirizzare le iniziative commerciali verso spazi cittadini più adatti.
In copertina: alcune immagini della manifestazione della fiera della scorsa settimana con un’auto all’interno dei parchi, le attività sui prati e una serie di cartelli che offrivano servizi di varia natura, tra cui la consultazione dei tarocchi. Si è trattato con tutta evidenza di un’iniziativa ambulante totalmente commerciale non in linea con i temi ammessi dal Regolamento dei parchi storici votato dal Consiglio comunale e a tutt’oggi in vigore
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