Oggi a Genova 

Allerta scattata alle 8:00, Genova nella morsa dell’umidità. La temperatura è scesa tra i 24 e i 26 gradi, ma il disagio resta. Ecco perché

La temperatura reale nell’area urbana è tra i fra 24 e 26 gradi, con un’umidità relativa compresa all’incirca fra il 90 e il 98 per cento, valori vicini alla saturazione. Applicando l’indice Humidex, la sensazione di afa corrisponde grossomodo a 34-39 gradi percepiti, con valori intorno ai 36-37 gradi nelle zone dove si registrano circa 25 gradi e il 95 per cento di umidità

L’allerta gialla per temporali è scattata alle 8 di questa mattina e, un’ora più tardi, le rilevazioni della rete Arpal mostravano già una provincia di Genova divisa fra aree quasi asciutte e zone interne raggiunte da piogge più consistenti. Il dato comune a gran parte del territorio era però l’umidità elevata, con numerose stazioni vicine alla saturazione.

Alle 9 il capoluogo e la fascia costiera centrale presentavano temperature prevalentemente comprese fra 22 e 26 gradi. I valori più alti si concentravano nelle zone urbane prossime al mare, dove alcune stazioni si collocavano intorno ai 24-26 gradi. Spostandosi verso Arenzano e il Ponente della provincia, il quadro rimaneva generalmente fra 22 e 24 gradi.

Anche lungo il Golfo Paradiso e nel Tigullio le temperature risultavano miti, in larga parte comprese fra 22 e 24 gradi. Qualche valore leggermente più basso compariva nelle aree collinari immediatamente alle spalle della costa.

La situazione cambiava progressivamente entrando nelle vallate. Nell’alta Val Polcevera, in Valle Scrivia, Val Trebbia, Val Fontanabuona e Val d’Aveto le rilevazioni oscillavano soprattutto fra 16 e 22 gradi, con valori inferiori nelle stazioni poste alle quote maggiori. Sui rilievi più elevati le temperature scendevano localmente verso i 14-18 gradi.

La differenza fra costa ed entroterra era dunque sensibile, ma non insolita: vicino al mare l’acqua ancora calda e la forte umidità contribuivano a mantenere temperature più elevate, mentre l’altitudine favoriva valori più bassi nelle zone montane. Il quadro, tuttavia, era ormai lontano dalla stabilità dei giorni precedenti.

Le temperature sono scese, ma l’umidità cancella il beneficio

In base alle mappe Arpal delle 9, nell’area urbana di Genova la temperatura era indicativamente fra 24 e 26 gradi, con un’umidità relativa compresa all’incirca fra il 90 e il 98 per cento. Applicando l’indice Humidex, la sensazione di afa corrispondeva grossomodo a 34-39 gradi, con valori intorno ai 36-37 gradi nelle zone dove si registravano circa 25 gradi e il 95 per cento di umidità.

Non si tratta però di una temperatura realmente misurata: l’Humidex esprime il disagio prodotto dalla combinazione fra caldo e vapore acqueo. La percezione individuale cambia anche in base a vento, esposizione al sole e attività fisica.

Il dato più uniforme, alle 9:00, era quello dell’umidità relativa. Lungo buona parte della costa genovese le stazioni mostravano valori generalmente fra l’85 e il 95 per cento. In città numerosi rilevamenti si collocavano sopra il 90 per cento, con punte prossime al 95-98 per cento nelle aree collinari e nelle vallate più chiuse.

Condizioni analoghe interessavano il Golfo Paradiso e il Tigullio, dove l’umidità risultava spesso compresa fra il 90 e il 98 per cento. Valori molto elevati erano diffusi anche nell’entroterra centrale e orientale. Soltanto alcune stazioni, soprattutto nel settore occidentale e in determinate aree montane, indicavano percentuali più contenute, indicativamente fra il 70 e l’85 per cento.

Un’umidità così alta non significa automaticamente che un temporale debba colpire ogni zona, ma segnala la presenza di molta acqua nell’atmosfera. Quando questa disponibilità di vapore si combina con instabilità e moti ascendenti, le celle temporalesche possono svilupparsi rapidamente e produrre precipitazioni intense su spazi limitati.

Cosa è la temperatura percepita

La temperatura percepita indica quanto caldo o freddo avverte il corpo umano, che può essere diverso dalla temperatura reale misurata dal termometro.

Con molta umidità il sudore evapora con maggiore difficoltà e il corpo disperde meno calore: per questo 25 gradi possono risultare più fastidiosi e afosi. Il vento, al contrario, favorisce l’evaporazione e può far percepire una temperatura più bassa. Incidono anche l’esposizione al sole, l’abbigliamento e l’attività fisica.

Non esiste quindi un’unica “temperatura percepita” valida in ogni situazione. L’Humidex stima il disagio dovuto a temperatura e umidità, mentre altri indici considerano anche vento e radiazione solare. Un valore Humidex di 36, per esempio, non significa che l’aria sia davvero a 36 gradi: significa che la combinazione delle condizioni atmosferiche produce un disagio paragonabile a quello associato a un caldo molto più intenso.

Pioggia scarsa sulla costa

La carta della pioggia confermava alle 9 la forte disomogeneità dei fenomeni. Nel capoluogo e lungo diversi tratti della costa centrale molte stazioni risultavano ancora asciutte o con accumuli inferiori a 0,2 millimetri. In altre erano comparsi quantitativi modesti, generalmente compresi fra pochi decimi e 2 millimetri.

Fra il Levante cittadino, il Golfo Paradiso e il Tigullio comparivano precipitazioni più diffuse ma ancora molto variabili da una stazione all’altra. In diversi punti gli accumuli visualizzati erano compresi fra 0,5 e 5 millimetri, mentre localmente raggiungevano valori superiori.

Il segnale più significativo arrivava dall’entroterra orientale della provincia. Tra le vallate alle spalle del Tigullio, l’alta Val Trebbia e la Val d’Aveto, alcune stazioni mostravano accumuli fra 10 e 25 millimetri. Nei punti maggiormente interessati dalle precipitazioni, la scala cromatica della mappa indicava valori intorno ai 30-40 millimetri.

Questi dati fotografano la situazione visualizzata alle 9 e non descrivono una pioggia distribuita uniformemente su tutta la provincia. La distanza fra due stazioni può corrispondere a differenze molto ampie: una località può rimanere quasi asciutta mentre, a pochi chilometri, un rovescio scarica rapidamente diversi millimetri d’acqua.

È proprio questa localizzazione irregolare uno degli aspetti più insidiosi dei temporali. Un accumulo di 30 o 40 millimetri distribuito nell’arco di molte ore ha conseguenze diverse rispetto alla stessa quantità caduta in pochi minuti. Le mappe degli accumuli, inoltre, non bastano da sole a indicare l’intensità istantanea della precipitazione: per valutare il rischio servono anche la durata del rovescio, la risposta del terreno e la capacità di smaltimento delle reti fognarie.

L’allerta: il peggio è previsto per il pomeriggio

L’allerta gialla era stata emanata ieri da Arpal ed è entrata in vigore alle 8 di oggi, mercoledì 9 settembre. Rimarrà valida fino alla mezzanotte sui Bacini liguri marittimi di Centro, che comprendono Genova e la costa centrale, sui Bacini liguri marittimi di Levante e sui versanti padani di Ponente e Levante. Per i Bacini liguri marittimi di Ponente non è stata disposta l’allerta, pur restando una bassa probabilità di temporali forti.

Il bollettino prevede piogge sparse, più frequenti sul Centro-Levante, con la possibilità di precipitazioni forti sui bacini centrali, orientali e padani di Levante. Le celle più organizzate potrebbero essere accompagnate da fulmini, raffiche improvvise, grandine di piccole dimensioni e quantitativi elevati di pioggia concentrati in poco tempo. Qui i dettagli dell’allerta.

Dal pomeriggio è previsto anche un rinforzo dei venti meridionali sui rilievi del Centro-Levante. In prossimità dei temporali non sono escluse raffiche più forti e improvvise. L’instabilità dovrebbe proseguire durante la prima parte di giovedì 10 settembre, quando su tutta la Liguria resterà una bassa probabilità di fenomeni intensi, prima di un progressivo miglioramento atteso dal pomeriggio.

La situazione delle 9 non indica quindi un coinvolgimento omogeneo dell’intera provincia, ma mostra che la fase perturbata è già iniziata soprattutto nelle zone interne del Levante. Temperature miti e umidità molto elevata mantengono un ambiente favorevole allo sviluppo di nuovi rovesci: anche nei quartieri e nei comuni dove la mattinata è cominciata senza pioggia, l’assenza di precipitazioni non equivale alla fine del rischio.


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