Castelletto invaso dalle zanzare, residenti esasperati: «Non possiamo più stare nei giardini»

Dai giardini di San Nicola a quelli di Villa Piaggio e Rosina, fino a corso Armellini e via Guidobono, si moltiplicano le segnalazioni. Una cittadina si è rivolta a “Segnalaci”, ma la risposta ricevuta l’ha lasciata esterrefatta

A Castelletto cresce la protesta per quella che numerosi residenti descrivono come una vera e propria invasione di zanzare. Sulla pagina del gruppo Facebook dedicato al quartiere si stanno accumulando testimonianze provenienti da diverse zone: persone che raccontano di essere tornate a casa con gambe e braccia coperte di punture, famiglie costrette a lasciare in fretta giardini e terrazzi e cittadini che chiedono interventi nelle aree pubbliche.
Uno dei racconti riguarda i giardini di San Nicola, dove una famiglia sostiene di essere stata punta ripetutamente dopo una permanenza di appena pochi minuti. Altri residenti segnalano una situazione simile nei giardini Rosina, in via Guidobono, in via Maculano, in corso Armellini e nella zona della Spianata di Castelletto. C’è anche chi chiede una disinfestazione lungo la funicolare del Righi, sostenendo che ormai sia difficile compiere un viaggio senza essere punti.
Il tenore dei commenti restituisce un disagio diffuso. Alcuni abitanti affermano di non essere mai stati costretti a utilizzare così frequentemente prodotti repellenti, mentre altri raccontano di non riuscire a restare sul terrazzo neppure per dieci minuti. Ricorre più volte la stessa considerazione: le zanzare ci sono sempre state durante l’estate, ma quest’anno la loro presenza viene percepita come molto più intensa e aggressiva.
Dalle discussioni online emerge anche l’ipotesi che tombini, caditoie e piccoli ristagni rimasti dopo le precipitazioni possano avere favorito la proliferazione. Al momento, tuttavia, si tratta di osservazioni dei residenti e non del risultato di un’indagine entomologica. Soltanto un sopralluogo e un monitoraggio specifico potrebbero individuare eventuali focolai e stabilire quali specie siano presenti.
Una cittadina ha deciso di rivolgersi direttamente al Comune attraverso “Segnalaci”, chiedendo un intervento. La risposta ricevuta dall’Ufficio Animali, però, l’ha lasciata esterrefatta. Nella comunicazione si spiega che la disinfestazione adulticida viene attivata in seguito alla segnalazione dell’autorità sanitaria di casi di arbovirosi, nelle immediate vicinanze dei luoghi frequentati dal paziente, oppure entro un raggio compreso tra 100 e 200 metri dal ritrovamento di carcasse infette di uccelli appartenenti alla famiglia dei corvidi.
L’ufficio sostiene inoltre che effettuare trattamenti adulticidi su larga scala in assenza di un rischio sanitario accertato sarebbe poco utile e potenzialmente dannoso. I prodotti impiegati potrebbero avere effetti sulle persone più fragili, sugli animali domestici e sugli insetti utili all’equilibrio ambientale. Nella risposta si invitano quindi i cittadini a eliminare i ristagni d’acqua da sottovasi, terrazzi, balconi e cumuli di materiali, a curare la vegetazione privata e, quando non sia possibile rimuovere un potenziale focolaio, a utilizzare periodicamente prodotti antilarvali, preferibilmente biologici.
La residente ha contestato questa indicazione facendo notare che molte delle aree nelle quali i cittadini denunciano di essere assaliti dalle zanzare sono giardini, strade e spazi pubblici, non terrazzi privati o cortili condominiali. Da qui la richiesta che la verifica non venga lasciata soltanto all’iniziativa dei singoli, ma comprenda tombini, caditoie e possibili ristagni presenti nelle zone di competenza comunale.
Tra le possibili ragioni dell’aumento segnalato potrebbe esserci l’andamento meteorologico di questa estate, particolarmente caldo e umido. Le alte temperature possono accelerare lo sviluppo delle larve e ridurre il tempo necessario perché una nuova generazione raggiunga lo stadio adulto. L’acqua è però indispensabile per il ciclo riproduttivo: bastano quantità molto ridotte rimaste in sottovasi, secchi, grondaie, caditoie, teloni, tombini o altri contenitori per creare un ambiente favorevole alla deposizione delle uova.
L’umidità elevata può inoltre migliorare la sopravvivenza degli insetti adulti, mentre l’alternanza tra piogge e giornate calde può moltiplicare i piccoli ristagni e accelerare i cicli riproduttivi. Anche le temperature notturne persistentemente alte possono prolungare il periodo di attività. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ricorda che temperatura, disponibilità d’acqua e umidità sono fattori importanti per l’insediamento e lo sviluppo della zanzara tigre.
Il fastidio delle punture rappresenta il rischio più immediato. Possono comparire gonfiore, prurito e reazioni locali, con la possibilità di infezioni della pelle quando le lesioni vengono grattate ripetutamente. Le reazioni allergiche importanti sono meno frequenti, ma richiedono attenzione, soprattutto quando il gonfiore è esteso o compaiono difficoltà respiratorie.
Esiste poi il rischio legato alle arbovirosi, cioè alle malattie provocate da virus trasmessi attraverso la puntura di artropodi infetti. L’Istituto superiore di sanità spiega che in Italia possono verificarsi infezioni importate oppure trasmissioni autoctone. Tra le malattie associate alle zanzare figurano la febbre del Nilo occidentale, la dengue, la chikungunya e la malattia da virus Zika.
La presenza di molte zanzare, tuttavia, non dimostra da sola l’esistenza di un focolaio infettivo. Perché avvenga la trasmissione è necessario che siano presenti insetti appartenenti a specie capaci di veicolare uno specifico virus e che questi entrino in contatto con il patogeno. L’abbondanza dei vettori può aumentare le condizioni favorevoli alla diffusione, ma non equivale automaticamente a un’emergenza sanitaria.
Le segnalazioni di Castelletto pongono comunque un problema concreto di vivibilità degli spazi pubblici. I residenti chiedono controlli mirati per individuare eventuali focolai, interventi antilarvali dove necessari e informazioni chiare sulle attività già eseguite o programmate. La richiesta non riguarda soltanto il fastidio delle punture: dopo un’estate eccezionalmente calda e umida, gli abitanti vogliono sapere se nei giardini e nelle strade del quartiere esistano condizioni che favoriscono una proliferazione fuori dall’ordinario.
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