Gasolio sospetto nei serbatoi Amt, l’allarme Ugl: «Quindici bus già fermi e trainati, rischio danno enorme»

Il sindacato denuncia la possibile contaminazione delle quattro cisterne di Staglieno, capaci complessivamente di contenere 100 mila litri. Roberto Piccardo: «Chi ha sbagliato deve pagare, i lavoratori avevano moltiplicato gli sforzi per recuperare i mezzi fermi in vista della ripresa dell’orario invernale»

Quattro cisterne da 25 mila litri ciascuna che potrebbero essere diventate inutilizzabili, quindici bus già trainati in una sola giornata e il rifornimento dei mezzi sospeso nella rimessa di Staglieno. È il pesante quadro tracciato da Roberto Piccardo, segretario Ugl, che denuncia una presunta contaminazione del gasolio utilizzato da Amt e chiede di accertare rapidamente responsabilità e dimensioni del danno.

Secondo la ricostruzione del sindacalista, il carburante sarebbe stato prelevato da vecchi serbatoi e trasferito nelle cisterne di Staglieno senza essere sottoposto preventivamente a un’adeguata campionatura. Il gasolio recuperato sarebbe poi stato mescolato con quello già presente nell’impianto.

«Anche il più inesperto, osservando le immagini, può capire che quello non è il normale colore del gasolio – sostiene Piccardo –. Nei campioni estratti dai serbatoi dei bus si vedono acqua e melma. I moderni sistemi di iniezione hanno bisogno di carburante perfettamente pulito e, infatti, i mezzi hanno cominciato a fermarsi».
Il gasolio normale, chiamato anche “bianco”, si presenta limpido e trasparente, talvolta con leggere sfumature giallognole o marroni. La tonalità precisa può cambiare in base al processo produttivo. Un carburante torbido oppure particolarmente scuro, con un colore simile a quello della salsa di soia, può invece segnalare la presenza di impurità, acqua o contaminazioni batteriche e risultare quindi di qualità scadente. L’aspetto visivo rappresenta però soltanto un indizio: per determinare con certezza la natura e l’entità della contaminazione sono necessarie analisi di laboratorio.
Le fotografie diffuse dal sindacato mostrerebbero un liquido torbido raccolto durante gli interventi sulle vetture. Soltanto nella giornata di ieri, afferma Ugl, sarebbero stati necessari quindici traini. Ogni autobus avrebbe mediamente nel serbatoio circa 300 litri di carburante, poi rimossi e destinati allo smaltimento. Il quantitativo estratto dai soli mezzi fermati potrebbe dunque aggirarsi intorno ai 4.500 litri.
Dopo la scoperta del problema, sempre in base alla denuncia sindacale, i rifornimenti a Staglieno sarebbero stati bloccati. Gli autobus dovrebbero quindi raggiungere la rimessa Guglielmetti per fare il pieno, con ulteriori spostamenti, costi e complicazioni operative.
A preoccupare maggiormente sono però le quattro cisterne dell’impianto, che hanno una capacità complessiva di 100 mila litri. Non è ancora noto quanto carburante contenessero al momento della presunta contaminazione né quale quantità possa essere recuperata. Per questo, in assenza di dati ufficiali e di analisi tecniche, non è possibile stabilire il valore reale del possibile danno.
Secondo il sito del ministero, il prezzo medio del gasolio self in Liguria è indicato in 2,164 euro al litro. Applicare quella cifra all’intera capacità delle cisterne porterebbe a un valore teorico di 216.400 euro. Si tratta però del prezzo medio praticato al pubblico alla pompa, non necessariamente di quello pagato da Amt per le proprie forniture. Piccardo, usando una stima compresa tra un euro e 1,50 euro al litro, ipotizza invece una perdita potenziale tra 100 mila e 150 mila euro, alla quale andrebbero aggiunti lo smaltimento, i traini, le riparazioni e i trasferimenti per i rifornimenti.
La vicenda arriva mentre officine e personale erano già impegnati nel recupero dei numerosi autobus fermi, in vista del rafforzamento del servizio previsto con la ripresa delle attività autunnali. «Agli operai era stato chiesto di effettuare straordinari per riportare in strada il maggior numero possibile di mezzi – sottolinea Piccardo –. Questo episodio rischia di vanificare il loro lavoro e tutte le ore impiegate per preparare le vetture».
Ugl chiede ora che Amt faccia piena luce sull’accaduto e verifichi chi abbia autorizzato il trasferimento del carburante, quali controlli siano stati compiuti e perché non sia stata individuata prima l’eventuale presenza di acqua o altri residui.
«Ci auguriamo che lo strumento disciplinare venga utilizzato anche nei confronti di chi ricopre ruoli di comando, se saranno accertate responsabilità – conclude Piccardo –. Le contestazioni sono sempre arrivate puntuali agli autisti e agli operai anche per piccoli ritardi. Un danno economico di queste proporzioni non può restare senza conseguenze. Confidiamo che la nuova dirigenza cambi passo».
Al momento, le cifre, le cause e le responsabilità indicate restano quelle contenute nella denuncia di Ugl e dovranno essere confermate dalle verifiche tecniche.
In copertina: il colore e la consistenza del gasolio tirato fuori dai mezzi per cui è stato necessario il traino
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