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Libri scolastici, a Genova arriva la rete del riuso: scambi digitali e punti nelle biblioteche

Piattaforme digitali e punti di scambio nelle biblioteche comunali per ridurre i costi dei libri scolastici, favorire il riuso e sostenere le famiglie genovesi



A Genova i libri di testo e il materiale scolastico potranno avere una seconda vita grazie a un progetto promosso dal Comune per sostenere le famiglie e ridurre gli sprechi. La Giunta comunale ha approvato una delibera di indirizzo che prevede l’attivazione progressiva di strumenti digitali e punti fisici di scambio distribuiti nei quartieri.

L’iniziativa nasce in concomitanza con il ritorno sui banchi e punta a facilitare l’incontro tra chi cerca un volume o altro materiale didattico e chi può metterlo a disposizione. Il sistema sarà affiancato da corner e piccoli spazi per la donazione e il prestito diretto allestiti, su base volontaria, in biblioteche comunali, centri civici e altre sedi accessibili.

Il progetto è stato proposto dall’assessore alla Cultura Giacomo Montanari e dall’assessora ai Servizi Educativi Rita Bruzzone. La prima fase sarà sperimentale e progressiva, con l’obiettivo di costruire una rete cittadina semplice da utilizzare e capace di raggiungere anche chi ha meno dimestichezza con le piattaforme online.

«Una famiglia può avere bisogno di un libro e, nello stesso tempo, avere la possibilità di consegnarne un altro – spiega la sindaca Silvia Salis –. È un modo per coinvolgere anche ragazze e ragazzi e far comprendere il valore di un gesto concreto: dare a un altro studente il testo sul quale si è studiato».

La misura vuole intervenire anche sul peso crescente delle spese scolastiche. «I costi dei libri e dei materiali sono aumentati e incidono soprattutto sulle famiglie che hanno maggiori difficoltà – sottolinea Giacomo Montanari –. Biblioteche e centri civici possono diventare veri hub di comunità e di apprendimento continuo. Prolungare la vita utile dei testi significa promuovere economia circolare e rafforzare la coesione sociale».

Per Rita Bruzzone, il diritto allo studio passa anche dalla possibilità di affrontare l’acquisto dei materiali senza trasformarlo in un ostacolo. «I punti di scambio di prossimità – osserva – consentiranno di accedere al servizio anche senza utilizzare gli strumenti digitali, rendendo il progetto realmente inclusivo».

La piattaforma digitale servirà a mettere in contatto domanda e offerta a distanza, mentre gli spazi fisici permetteranno di scambiare o donare libri direttamente nel proprio quartiere. Il modello sarà attivato gradualmente e potrà essere esteso attraverso la collaborazione di cittadini, famiglie, associazioni e strutture comunali.


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