Trasporti 

Trasporto pubblico, due milioni contro i tagli, MobìGe: «Meglio spenderli per nuove corsie gialle»

L’associazione contesta la strategia scelta per affrontare la crisi dell’Azienda mobilità e trasporti: il finanziamento comunale attenuerà la riduzione delle corse, ma non eviterà nuovi disagi per passeggeri e città

Due milioni di euro in più per limitare i tagli al trasporto pubblico genovese, ma senza riuscire a cancellarli. È da questa considerazione che parte l’intervento di MobìGe, organizzazione di volontariato impegnata sui temi della mobilità, dopo le decisioni annunciate dalla sindaca Silvia Salis per affrontare l’autunno dell’Amt.

L’amministrazione comunale ha chiesto all’azienda di evitare una riduzione uniforme delle corse e di proteggere, per quanto possibile, gli orari nei quali si concentra il maggior numero di passeggeri. È stato inoltre sollecitato un programma di esercizio realistico, nel quale compaiano soltanto le corse che potranno essere effettivamente garantite, e il rinvio fino alla fine dell’anno della riorganizzazione delle linee.

Secondo MobìGe, tuttavia, qualsiasi rimodulazione finirà per lasciare scoperte alcune fasce della popolazione. A pagare potrebbero essere soprattutto le persone anziane che utilizzano autobus e altri mezzi pubblici per raggiungere una visita medica, fare la spesa o accompagnare e riprendere i nipoti da scuola.

Per sostenere il servizio, il Comune metterà a disposizione altri due milioni di euro del proprio bilancio. L’associazione considera però insufficiente questa operazione: grazie alle nuove risorse, il taglio previsto scenderebbe da 3,5 a 3 milioni di chilometri. Una riduzione comunque pesante, soprattutto se confrontata con il 2022, rispetto al quale il servizio avrebbe già perso complessivamente quattro milioni di chilometri.

MobìGe propone quindi di impiegare diversamente la somma, finanziando interventi capaci di aumentare la velocità commerciale dei mezzi. L’idea è estendere le corsie riservate, modificare alcuni tracciati e rendere pienamente utilizzabili i nuovi filobus, parte dei quali, secondo l’associazione, rischierebbe altrimenti di rimanere ferma per un periodo indefinito.

Autobus più veloci, sostiene MobìGe, permetterebbero di completare un maggior numero di corse con le stesse risorse e di abbassare i costi di esercizio. Una scelta che dipenderebbe in larga parte dal modo in cui il Comune organizza e distribuisce lo spazio sulle strade. Per l’associazione, senza una consistente crescita delle corsie gialle, anche la futura revisione della rete potrebbe produrre risultati insoddisfacenti.

Nel comunicato viene criticato anche il nuovo incarico esterno annunciato per riprogettare il servizio. MobìGe teme che, in assenza di una chiara strategia sulla velocizzazione dei mezzi, la consulenza possa ripetere gli errori attribuiti allo studio affidato al Politecnico di Milano per la cabinovia della Val Bisagno.

La riduzione dell’offerta, avverte l’associazione, non colpirebbe soltanto chi utilizza quotidianamente il trasporto pubblico. Un servizio meno capillare potrebbe spingere più persone verso l’automobile privata, con conseguenze sul traffico, sull’inquinamento, sulla sicurezza stradale e sulle spese sostenute dalle famiglie.

MobìGe rivolge infine una critica politica sia al Comune sia alle istituzioni nazionali e regionali. Da una parte invita la nuova amministrazione a non limitarsi ad attribuire ogni responsabilità a quella precedente; dall’altra accusa Regione e Governo di ostacolare Palazzo Tursi attraverso ritardi e riduzioni dei finanziamenti. Il riferimento è anche al provvedimento promosso da Matteo Salvini ed Edoardo Rixi, che avrebbe sottratto le risorse precedentemente destinate al progetto dello Skymetro.

Per l’associazione, dunque, l’aumento dei finanziamenti può offrire soltanto un sollievo temporaneo. La vera svolta dovrebbe arrivare dalle strade: più corsie riservate e mezzi pubblici più rapidi, affinché i due milioni non servano esclusivamente a rinviare una parte dei tagli.


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