Sanità 

Due donatori, nove vite cambiate in una settimana: al San Martino nuovo record di prelievi

Raggiunti il quindicesimo e il sedicesimo prelievo multiorgano del 2026 da donatori a cuore fermo. Prelevati anche i cuori, oltre a fegato, reni e, in un caso, polmoni. In un anno i trapianti eseguiti in Liguria sono saliti da 46 a 78, ai quali si aggiunge un intervento combinato

Due scelte compiute in vita hanno offerto una possibilità di cura a nove persone. Al Policlinico San Martino di Genova sono stati effettuati, in due giornate diverse, il quindicesimo e il sedicesimo prelievo multiorgano del 2026 da donatori a cuore fermo.

Entrambe le procedure hanno reso possibile il prelievo del cuore insieme a fegato e reni. In uno dei due casi sono stati donati anche i polmoni. Un risultato ottenuto grazie alla volontà espressa dai due donatori e al consenso e alla vicinanza delle loro famiglie, alle quali la sanità ligure ha rivolto un profondo ringraziamento.

Le operazioni hanno richiesto una complessa organizzazione e il coordinamento di professionisti provenienti da più ospedali italiani. Sono intervenuti i chirurghi del Centro Trapianti di Genova, i cardiochirurghi degli ospedali di Udine e Verona e i chirurghi toracici di Padova, affiancati dagli anestesisti rianimatori della Cardiochirurgia, dai tecnici perfusionisti e dal personale infermieristico del Pronto soccorso e delle sale operatorie del San Martino.

Le diverse équipe hanno lavorato insieme al Centro regionale trapianti e al Coordinamento locale, seguendo ogni passaggio dal riconoscimento del potenziale donatore fino al prelievo e alla successiva destinazione degli organi.

Il confronto con il 2025 fotografa un’accelerazione molto netta. Alla stessa data dello scorso anno i prelievi da donatori a cuore fermo erano stati quattro e avevano interessato soltanto gli organi addominali. Nel 2026 sono già arrivati a 16, con la possibilità di utilizzare anche organi toracici.

Alla crescita hanno contribuito l’aumento delle segnalazioni provenienti dal San Martino, dal presidio Villa Scassi, dall’ospedale Galliera e dalle altre strutture sanitarie liguri. Sono aumentati anche gli accertamenti di morte encefalica, passati da 28 a 50.

La maggiore disponibilità di organi ha fatto salire il numero dei trapianti effettuati in Liguria. I singoli organi trapiantati sono passati da 46 a 78, ai quali si aggiunge un intervento combinato di fegato e rene. Nel dettaglio, i trapianti di fegato sono cresciuti da 21 a 40 e quelli di rene da 25 a 40.

L’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò considera i risultati una conferma del rafforzamento della rete ligure e del lavoro svolto dagli operatori. «Ogni donazione può significare una nuova possibilità di vita per chi è in attesa di un organo», sottolinea, assicurando che la Regione continuerà a investire sull’organizzazione e sulle condizioni nelle quali lavorano i professionisti.

Per la direttrice generale dell’Azienda ospedaliera metropolitana della Liguria Monica Calamai, i risultati ottenuti nei primi mesi del 2026 dimostrano l’efficacia di un modello capace di collegare competenze e strutture differenti. Dietro l’incremento dell’attività, osserva, c’è un lavoro multidisciplinare che consente di trasformare ogni possibile donazione in una concreta opportunità terapeutica.

Il coordinatore del Centro regionale trapianti Alessandro Bonsignore parla dei primi frutti degli investimenti compiuti sulla rete regionale e mette al centro il contributo quotidiano dei professionisti coinvolti. Il risultato, rimarca, nasce da una collaborazione che accompagna tutte le fasi del percorso di donazione e trapianto.

La coordinatrice operativa regionale trapianti Elisa Porcile riassume la portata di quanto avvenuto: «Grazie alla generosità estrema di due persone, soltanto questa settimana abbiamo potuto cambiare la vita a nove persone». Un’attività particolarmente impegnativa, sostenuta dal personale anche nel periodo estivo e nonostante la persistente carenza di organico nella sanità.


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