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Nidi distrutti in cinque quartieri di Genova, scatta la prima denuncia delle associazioni animaliste

La Lega italiana protezione uccelli e Gaia Animali e Ambiente segnalano episodi a Struppa, Certosa, Bolzaneto, Sestri Ponente e Sampierdarena. Nel primo caso il presunto responsabile è stato denunciato per maltrattamento di animali

Nidi di rondine e di colombi distrutti mentre al loro interno si trovavano ancora giovani esemplari. Le segnalazioni raccolte nell’arco di circa un mese dalla Lega italiana protezione uccelli e da Gaia Animali e Ambiente riguardano cinque quartieri genovesi: Struppa, Certosa, Bolzaneto, Sestri Ponente e Sampierdarena.

Secondo le due associazioni, alcuni nidi di rondine sarebbero stati rimossi sotto i balconi dei primi piani di diversi edifici proprio quando i giovani uccelli cominciavano le prime prove di volo. Un altro episodio sarebbe avvenuto sotto i portici di via Antonio Cantore, dove erano presenti piccoli di colombo successivamente prelevati. La loro sorte, spiegano gli ambientalisti, non è attualmente conosciuta.

Alle segnalazioni dei cittadini e dei volontari sono seguiti gli esposti alle autorità competenti. Nel caso avvenuto a Struppa, relativo alla distruzione di un nido di rondine nel quale erano presenti esemplari giovani, gli accertamenti dei carabinieri forestali avrebbero portato alla denuncia in Procura della persona ritenuta responsabile per maltrattamento di animali.

Per gli altri episodi sono ancora attesi gli esiti delle indagini. Sul caso dei nidi distrutti sotto i portici di via Antonio Cantore sta lavorando il nucleo di polizia ambientale del Comune di Genova.

A Certosa è intervenuta anche una guardia del Nucleo guardie zoofile dell’Associazione Amici Animali Abbandonati. Grazie alla collaborazione dei volontari e dei vigili del fuoco è stato possibile collocare un nido artificiale e ripristinare una condizione adatta alla sopravvivenza degli animali.

«Non è possibile che ancora oggi, nonostante anni di campagne informative delle associazioni ambientaliste e animaliste, si debba assistere a questi atti incivili», dichiarano Adelaide Ceciarelli, delegata della Lega italiana protezione uccelli, e Roberto Gallocchio, delegato di Gaia Animali e Ambiente.

Le associazioni chiedono alle istituzioni di rafforzare l’informazione, anche attraverso le piattaforme sociali, per ricordare quali tutele siano riconosciute agli animali liberi presenti in città. L’obiettivo, sostengono, dovrebbe essere anche quello di coinvolgere maggiormente i Municipi, gli amministratori di condominio, le imprese edili e i soggetti che possono trovarsi a intervenire vicino a nidi occupati.

La Lega italiana protezione uccelli e Gaia Animali e Ambiente ricordano che i nidi sono protetti dalla normativa nazionale e regionale e che la loro distruzione o il loro danneggiamento può avere conseguenze penali, soprattutto quando siano presenti uova o nidiacei. Le tutele riguardano anche i colombi, che fanno parte della fauna selvatica, e possono coinvolgere tanto chi esegue materialmente l’intervento quanto chi lo dispone.

Le associazioni richiamano inoltre la Convenzione di Berna, che comprende rondini, rondoni e balestrucci tra le specie sottoposte a particolare protezione, e il Regolamento comunale per la tutela e il benessere degli animali, che vieta di disturbare o uccidere la fauna autoctona stanziale e migratoria.

L’appello, esteso anche agli interventi di taglio degli alberi, è stato trasmesso agli uffici competenti del Comune e ai presidenti dei Municipi. Rondini e altri uccelli migratori lasceranno presto Genova, ma in primavera cercheranno nuovamente gli stessi nidi e gli stessi luoghi. «Non distruggiamo le loro case», concludono le due associazioni.

In copertina, a sinistra, il nido coperto di schiuma in via Pastorino


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