Amt, rivoluzione sulle linee per evitare il tracollo: spariscono 3 e 8, l’1 arretra a via Fanti d’Italia

Il segretario dell’Ugl Roberto Piccardo riferisce l’esito dell’incontro in azienda: con l’orario invernale circa 150 turni urbani in meno, percorsi accorciati e modifiche anche nell’extraurbano. Le ipotesi non sono ancora definitive

Circa 150 turni in meno nel servizio urbano, linee soppresse, capolinea arretrati e percorsi più brevi per provare a conservare frequenze accettabili con un numero inferiore di autobus e conducenti. È il quadro illustrato oggi dai vertici di Amt alle organizzazioni sindacali durante una riunione convocata in azienda.

A riferirne i contenuti è Roberto Piccardo, segretario dell’Ugl, presente all’incontro con il direttore generale, il responsabile del personale e i dirigenti dei settori movimento e manutenzione.
Secondo quanto comunicato al sindacato, con l’entrata in vigore dell’orario invernale Amt dovrebbe effettuare circa 150 turni urbani in meno rispetto a un servizio invernale ordinario. L’entità complessiva delle riduzioni e la loro distribuzione tra rete urbana ed extraurbana devono però ancora essere definite nei dettagli, perché il piano resta sottoposto a verifiche e al confronto costante con il Comune di Genova.
Per evitare di diradare eccessivamente le frequenze, l’azienda starebbe pensando di ridurre le percorrenze e concentrare le risorse disponibili sulle tratte considerate essenziali. Tra le ipotesi comunicate durante la riunione figurerebbero la soppressione delle linee 3 e 8 e l’arretramento di alcuni capolinea. La linea 1, per esempio, non arriverebbe più a Caricamento ma terminerebbe la corsa in via Fanti d’Italia; la linea 7 si fermerebbe invece ad Avio anziché proseguire fino a via Fanti d’Italia.
«L’obiettivo dichiarato dall’azienda è ridurre i chilometri percorsi senza sacrificare troppo le frequenze – spiega Roberto Piccardo –. Modifiche dello stesso tipo potrebbero riguardare numerose altre linee, comprese quelle extraurbane».
Il piano, tuttavia, non potrebbe essere applicato immediatamente in ogni sua parte. Ogni modifica richiede infatti l’individuazione di nuovi capolinea, punti di sosta e luoghi nei quali organizzare il cambio tra gli autisti. Questi vincoli tecnici renderebbero necessario procedere per fasi.
Il sindacato segnala inoltre il paradosso di un’azienda che dispone di nuovi autobus elettrici ma non ha ancora completato gli impianti necessari per utilizzarli pienamente. Alcuni mezzi di dimensioni più contenute erano destinati alla rimessa di Sampierdarena, dove però, secondo quanto riferito durante l’incontro, gli interventi infrastrutturali non sarebbero ancora stati realizzati.
I lavori nella rimessa di Cornigliano dovrebbero terminare a gennaio. Soltanto allora potrebbe essere possibile riorganizzare parte della flotta elettrica e trasferire alcuni veicoli tra le diverse strutture aziendali.
Una prima boccata d’ossigeno potrebbe arrivare in Val Bisagno. Entro la fine dell’anno, secondo le indicazioni fornite ai sindacati, potrebbero entrare in servizio alcuni autobus articolati elettrici da 18 metri dotati di ricarica rapida. Il loro utilizzo consentirebbe di aumentare la capacità di trasporto sulle linee maggiormente frequentate.
Durante la riunione sarebbe stato comunicato anche lo sblocco di finanziamenti regionali destinati all’acquisto di 40 autobus di piccole dimensioni. I tempi per la consegna, tuttavia, sarebbero superiori a un anno. Nel frattempo Amt dovrà continuare a utilizzare una parte consistente della flotta attuale, composta anche da mezzi anziani per i quali diventa sempre più difficile reperire i ricambi.
«Agli operai delle officine verrà ancora una volta chiesto di inventarsi soluzioni per riparare autobus per i quali talvolta non si trovano neppure più i pezzi – osserva il segretario –. La situazione è molto delicata».
Il piano definitivo potrebbe arrivare quando i nuovi turni saranno ormai prossimi all’entrata in vigore. Secondo il segretario dell’Unione generale del lavoro, i tempi ristretti non permetterebbero infatti di convocare preventivamente le organizzazioni sindacali e consegnare loro tutta la documentazione. I turni potrebbero quindi essere pubblicati prima del confronto conclusivo, lasciando ai rappresentanti dei lavoratori la possibilità di esaminarli soltanto successivamente.
È proprio sulle condizioni di lavoro che il sindacato esprime le maggiori preoccupazioni. Le conseguenze della riduzione del servizio e della riorganizzazione delle linee rischiano di ricadere soprattutto sugli autisti e sugli addetti all’esercizio incaricati di coordinare quotidianamente corse, sostituzioni e mezzi disponibili.
«Il carico di lavoro finirà ancora una volta sulle spalle di chi garantisce materialmente il servizio – afferma Piccardo –. È una prospettiva che non ci fa piacere e alla quale siamo contrari».
Nel corso dell’incontro l’azienda avrebbe invece escluso l’intenzione di disdire o ridurre i contratti integrativi. Le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, secondo il segretario, avrebbero contribuito ad alimentare ulteriormente la tensione in un momento già particolarmente difficile.
Il mantenimento dell’integrativo, che per alcuni dipendenti vale circa 150 euro mensili, è considerato dal sindacato indispensabile anche per limitare la fuga degli autisti. Una riduzione delle retribuzioni potrebbe infatti spingere altri conducenti a lasciare Amt, aggravando ulteriormente una carenza di personale che condiziona già oggi l’organizzazione del servizio.
L’Ugl ha presentato richieste e proposte che l’azienda si è impegnata a esaminare. Un nuovo incontro dovrebbe tenersi già giovedì o venerdì. Il confronto proseguirà quindi a ritmo serrato mentre Amt, Comune e sindacati tentano di definire un servizio invernale sostenibile con meno turni, una flotta in parte obsoleta e infrastrutture elettriche ancora incomplete.
Il presidente del Municipio VII Ponente Matteo Frulio chiarisce che le modifiche sono state prospettate dall’Azienda mobilità e trasporti e non dal Comune. L’obiettivo delle amministrazioni resta mantenere il collegamento diretto tra il Ponente e Caricamento.
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