Watermall, il condizionamento va di nuovo in tilt: caldo insopportabile e area commerciale arroventata

Da giorni temperature elevate all’interno del Palasport mettono in difficoltà lavoratori, visitatori e attività. L’assessore al Patrimonio Davide Patrone: «Problema tecnico all’impianto talassotermico, le imprese stanno lavorando alla riparazione»

Il sistema di climatizzazione del Palasport fa nuovamente cilecca. Da diversi giorni all’interno del Watermall le temperature sarebbero diventate difficilmente sopportabili, con conseguenze per i lavoratori costretti a trascorrere molte ore nei locali, per i visitatori e per la conservazione delle merci maggiormente sensibili al calore, a cominciare da alcuni prodotti cosmetici.

La situazione ha spinto il Comune a chiedere chiarimenti sulla natura del guasto e sui tempi necessari per risolverlo. «I miei uffici hanno parlato con Porto Antico Spa, che gestisce l’area e che, a sua volta, si è rapportata con Genova Sviluppo, l’azienda che ha rilevato la parte commerciale dal costruttore Cds», spiega l’assessore comunale al Patrimonio Davide Patrone.

All’origine del caldo anomalo ci sarebbe un problema tecnico dell’impianto talassotermico al servizio del complesso. «Oggi tutta l’area commerciale non esercisce, quindi di fatto è chiusa», precisa Davide Patrone. Si è, però trattato di un malinteso tra i tecnici e l’assessore: precisa, ora, l’assessore stesso che non è il centro commerciale ad essere chiuso, ma l’impianto di condizionamento. I lavoratori sono esausti e avevano chiesto almeno di terminare prima il lavoro, ma gli è stato negato.
Il guasto sarebbe provocato da una perdita in una tubazione interrata a notevole profondità. La posizione renderebbe difficili l’individuazione, l’accesso e la riparazione, allungando i tempi inizialmente previsti. Al momento non viene indicata una data per il ripristino.
Secondo le informazioni arrivate all’assessorato, alcune imprese incaricate da Genova Sviluppo o dall’amministrazione condominiale sarebbero al lavoro già da giorni per individuare il guasto e ripristinare la climatizzazione.
Per ridurre il caldo e favorire il ricambio d’aria resteranno aperti gli ingressi, le uscite, le porte dell’area ristorazione e gli evacuatori di fumo e calore sul tetto, ma la misura, secondo i lavoratori, è del tutto insufficiente a garantire un ambiente salubre di lavoro.
Non è il primo problema che coinvolge il condizionamento della struttura rinnovata e trasformata, in parte, in centro commerciale. Lo stesso assessore ricorda un episodio avvenuto nel giugno 2025, quando aveva assunto l’incarico da pochissimi giorni. Durante una gara di scherma, l’impianto non riusciva a raggiungere la temperatura prevista per la manifestazione ed era stato spinto alla massima potenza. La condensa aveva così cominciato a cadere all’interno del padiglione.
«Ero assessore da pochissimi giorni quando sono dovuto correre al Palasport con i secchi per raccogliere l’acqua che pioveva nel padiglione», racconta Patrone. Un precedente che oggi torna inevitabilmente alla memoria, mentre la nuova avaria riaccende gli interrogativi sull’affidabilità di un sistema presentato come uno degli elementi più innovativi dell’intero Waterfront di Levante. Qui l’articolo di GenovaQuotidiana https://genovaquotidiana.com/2025/06/16/continua-la-via-crucis-degli-europei-di-scherma-ultimo-piano-del-padiglione-blu-allagato-dalla-condensa-cascate-dacqua-anche-su-un-quadro-elettrico-il-video/
L’impianto talassotermico utilizza l’acqua del mare come sorgente per produrre il caldo e il freddo necessari agli edifici. L’acqua marina alimenta grandi pompe di calore acqua-acqua, mentre appositi scambiatori realizzati con materiali resistenti alla salinità, tra i quali il titanio, permettono al sistema di lavorare limitando i rischi di corrosione.
Il vantaggio dovrebbe derivare dalla relativa stabilità termica del mare, con temperature che oscillano indicativamente dai 12 gradi dell’inverno ai 29 dell’estate. Il sistema è stato concepito per ridurre i consumi energetici e azzerare le emissioni locali di anidride carbonica legate alla climatizzazione. Il movimento dell’acqua nei canali del complesso dovrebbe inoltre contrastare i ristagni e favorire la pulizia del bacino.
Nell’agosto 2025 un altro grave inconveniente aveva interessato il Waterfront, questa volta nella parte residenziale. La rottura di una tubazione principale per la distribuzione dell’acqua calda aveva provocato una copiosa perdita negli edifici identificati come H3, H4 e H5. L’acqua si era riversata nei locali, coinvolgendo anche l’impianto elettrico e causando danni ingenti, fortunatamente senza feriti. Sul posto erano intervenuti i vigili del fuoco e la vigilanza privata per bloccare la perdita e mettere in sicurezza gli ambienti.
Quell’episodio non riguardava direttamente il condizionamento del Watermall, ma aveva coinvolto il sistema che sfrutta l’acqua marina come fonte energetica per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria. L’approfondimento sul guasto dell’agosto 2025 è disponibile all’indirizzo https://genovaquotidiana.com/2025/08/10/guasto-nella-notte-al-waterfront-di-levante-rottura-di-un-tubo-dellacqua-calda-provoca-ingenti-danni/.
Ora l’attesa è concentrata sui tempi di riparazione del nuovo guasto. Con il caldo di agosto e l’area commerciale costretta a fermarsi, ogni ulteriore giornata senza climatizzazione rischia di tradursi in nuovi disagi per lavoratori e visitatori e in possibili danni economici per gli esercenti.
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