Continua la via crucis degli Europei di scherma: ultimo piano del padiglione blu allagato dalla condensa. Cascate d’acqua anche su un quadro elettrico – IL VIDEO

Secchi dappertutto, tavoli allagati, acqua che cade a cascata dal soffitto, transenne e cartelli “anti scivolo” nei luoghi più colpiti. Un’altra figuraccia con le 42 delegazioni internazionali presenti alla manifestazione dopo l’inadeguatezza degli impianti di condizionamento. Vi raccontiamo la situazione con video e foto

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Così il Vate, Gabriele D’Annunzio, comincia la sua celeberrima poesia “La pioggia nel pineto”. Solo che non siamo in un pineto, ma a Genova, nel bel mezzo di una competizione sportiva internazionale, gli Europei di scherma, al piano superiore del padiglione Jean Nouvel del Waterfront di levante, proprio dove c’è l’unico bar aperto del padiglione in questo caldo e assolato pomeriggio. Sui tavoli, bibite bevute per metà e abbandonate in fretta da chi stava seduto al tavolino, verosimilmente raggiunto da primo scroscio d’acqua. Poi, secchi dappertutto, che però non bastano a raccogliere il liquido, che esonda e allaga ampie porzioni di pavimentazione. La colonna sonora di tutto questo, ennesima, brutta figura per la città in occasione della manifestazione internazionale, è il gocciolio della condensa che cade dalla pregiata copertura “a onde” del soffitto, Si distingue chiaramente, goccia dopo goccia, e in qualche punto diventa scroscio. In certi luoghi sono state persino messe transenne a circondare i secchi sul pavimento e cartelli che indicano che si potrebbe scivolare. “Piove” a dirotto anche su un quadro elettrico, “abilmente” e “strategicamente” coperto con un sacco nero dell’immondizia. Non sappiamo dirvi se sia pericoloso (non siamo tecnici), ma l’immagine è tutt’altro che rassicurante.








Risolto (con condizionatori portatili in quantità approntati alla bisogna in fretta e furia) il problema del caldo afoso nel palasport, anche nel padiglione blu, quello progettato dal celebre architetto Jean Nouvelle, si è presentato il problema del calore e anche lì si sono registrati malori nei giorni scorsi. Così il condizionamento è stato adeguato alle necessità per abbassare la temperatura, ma la condensa si è trasformata prima in stillicidio, poi in ruscello, infine in poderosa cascata.
Manca poco, insomma, che la pregiata struttura affidata alla Porto Antico Spa (società per azioni a capitale pubblico. Azionista di maggioranza è il Comune di Genova con il 57,77%, seguito da Camera di Commercio con il 22,67%, Filse-Regione Liguria 15,70% e Autorità Portuale con il 3,86%) sia dichiarata navigabile come la darsena antistante. Si tratta, ovviamente, di un’iperbole, di una amara battuta, ma certamente la situazione non è delle migliori.
Ieri per verificare la situazione ereditata e capire come mettere rimedio al problema del palasport, la neosindaca Silvia Salis aveva fatto un sopralluogo in mattinata. Nel pomeriggio, sempre ieri, l’assessore all’edilizia pubblica, Davide Patrone, aveva dichiarato: «I tecnici e i dirigenti del Comune di Genova, insieme alla società Porto Antico, hanno lavorato in questi giorni senza sosta per abbassare la temperatura interna del Palasport. Nonostante oggi pomeriggio la situazione sia notevolmente migliorata, siamo insoddisfatti e preoccupati del funzionamento degli impianti del Palasport, che pur accesi con due giorni di anticipo sulla manifestazione non sembrano adeguati a far fronte alle necessità di una cubatura così ampia».
Oggi la situazione è diversa e si presenta non sulla struttura rinnovata, ma sull’unico padiglione della Fiera Internazionale – il più recente e anche “griffato” – lasciato in piedi in occasione dei lavori per il Waterfront di levante. Calendarizzando una manifestazione di portata così prestigiosa per l’immagine della città, potenzialmente capace di promuoverla insieme ai rinnovati spazi espositivi e per manifestazioni, evidentemente, non è stato tenuto conto del clima del periodo dell’anno in cui si sarebbe svolta. Tra il caldo afoso e i “fiumi” di condensa, le 42 squadre che partecipano agli Europei di scherma non porteranno certo con sé un bel ricordo del contesto. Un’occasione persa, anzi, gettata via a causa di un’organizzazione che non ha considerato la “variabile-clima”.
Manifestazioni di questa portata non sono uno scherzo, possono consolidare e promuovere la reputazione di una città come sede di eventi. Oppure distruggerla se tutto non va per il verso giusto.
Articolo in aggiornamento con eventuali dichiarazioni.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.