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Bruzzone sfida i professionisti delle lamentele: «Meno reel, più guanti e sudore»

Il capogruppo comunale della Lista Salis, dopo una mattinata di volontariato al belvedere Salvi col Comitato Pegli Bene Comune, attacca chi denuncia il degrado sui social senza partecipare alla cura dei quartieri

Una mattinata trascorsa con guanti, pennelli e attrezzi si trasforma in una presa di posizione politica contro quella che Filippo Bruzzone, capogruppo della Lista Salis in Consiglio comunale, considera la deriva della protesta permanente affidata ai social. Il terreno scelto per lanciare il messaggio è il belvedere Salvi di Pegli, dove il consigliere ha partecipato a un intervento di volontariato organizzato insieme al Comitato Pegli Bene Comune.

Durante l’iniziativa sono state riverniciate ringhiere e muretti, restituendo decoro a uno spazio pubblico del quartiere. Un lavoro concreto, ma anche un’occasione per incontrarsi e condividere qualche ora lontano dalle polemiche virtuali.

Bruzzone racconta di essere meno presente sui social rispetto al passato, ma di continuare a imbattersi in una lunga sequenza di post dedicati al degrado, alla sicurezza e al decoro urbano. Segnalazioni che, riconosce, possono nascere da problemi reali e da richieste legittime dei cittadini, ma che rischiano di trasformarsi in propaganda quando arrivano da chi, secondo il capogruppo, per anni non avrebbe mostrato la stessa attenzione.

«Ogni volta che c’è da sporcarsi le mani, improvvisamente torna il mutismo», è l’affondo affidato dal consigliere al proprio profilo Facebook. Una critica rivolta a chi sarebbe molto attivo nel denunciare le condizioni della città, ma meno disponibile quando arriva il momento di partecipare direttamente alla cura degli spazi comuni.

Il capogruppo della Lista Salis non nasconde che a Genova restino numerosi problemi da affrontare. Proprio per questo, sostiene, assumono un valore particolare iniziative come quella realizzata a Pegli, costruite attraverso la collaborazione fra cittadini e realtà del territorio e senza la continua ricerca di una contrapposizione politica.

Il messaggio conclusivo è netto: «Meno parole e più fatti, meno reel, più guanti e sudore». Una frase destinata ad alimentare il confronto politico cittadino, ma che Filippo Bruzzone accompagna con l’annuncio di nuovi interventi di volontariato nei quartieri.


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