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Genova si ferma alle 11.36: otto anni dopo, 43 nomi che la città non può dimenticare. Messa con l’arcivescovo Tasca e le campane alle 11:36

Domani, 14 agosto, la città tornerà a raccogliersi nel ricordo delle vittime del Ponte Morandi. La messa a Certosa, poi la cerimonia alla Radura della Memoria. Alle 11.36 il silenzio e le campane: esattamente otto anni dopo il crollo

Ci sono ore che smettono di appartenere all’orologio e diventano parte della memoria di una città. Per Genova una di quelle ore è per sempre le 11.36.

Domani, venerdì 14 agosto, saranno trascorsi otto anni dal crollo del Ponte Morandi. Otto anni da quel 14 agosto 2018 in cui il viadotto Polcevera cedette e 43 persone persero la vita. Da allora quella data non è più soltanto la vigilia di Ferragosto: è il giorno in cui Genova torna a pronunciare quei 43 nomi, a pensare alle famiglie rimaste senza un figlio, un genitore, un compagno, un amico. È il giorno di una ferita che il tempo può rendere meno visibile, ma non cancellare.

La commemorazione comincerà alle 9 nella chiesa di San Bartolomeo della Certosa. Padre Marco Tasca, arcivescovo di Genova, celebrerà la Messa in ricordo e suffragio delle 43 vittime. Alla celebrazione sarà presente anche la sindaca Silvia Salis. Poi il ricordo si sposterà nel luogo che più di ogni altro porta ancora addosso il peso di quella mattina: la Radura della Memoria.

Alle 10.15 è previsto l’arrivo dei familiari delle vittime e delle autorità. La cerimonia ufficiale inizierà alle 10.45, con la deposizione delle corone, gli interventi istituzionali e una parte artistica pensata non come semplice accompagnamento, ma come un altro modo per dare voce alla memoria. Saranno presenti, tra gli altri, la sindaca Silvia Salis, la prefetta Cinzia Torraco, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, il viceministro Edoardo Rixi e, per i familiari delle vittime, Egle Possetti.

Poi arriveranno le 11.36. L’ora esatta del crollo.

Alla Radura della Memoria verrà osservato un minuto di silenzio mentre, in tutta l’Arcidiocesi, le campane delle chiese e dei santuari suoneranno insieme. Un suono che attraverserà Genova da un quartiere all’altro e che, per qualche istante, proverà a unire un’intera città nello stesso pensiero: quelle 43 vite interrotte. La cerimonia prevede anche la proiezione delle immagini del crollo e lo scorrere dei nomi delle vittime.

Il programma promosso dal Comune di Genova insieme al Comitato Parenti Vittime del Ponte Morandi e all’Ordine dei Giornalisti della Liguria, con la collaborazione dell’Associazione Ligure dei Giornalisti, è iniziato già oggi, giovedì 13 agosto. Alle 17.30, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, sarà presentata un’installazione video realizzata con il lavoro di una trentina di cronisti e sarà inaugurata una mostra con oltre cento fotografie scattate dai fotoreporter genovesi nei giorni della tragedia. Un archivio di immagini, volti e storie che resterà nel porticato di Tursi per circa un mese e mezzo e che da ottobre troverà spazio nel Memoriale del Ponte Morandi.

Il progetto video, curato da Pierpatrizia Lava e Lorenzo Battilana, non vuole fermarsi alle immagini del disastro: prova a restituire ciò che quelle 43 persone erano prima di diventare “le vittime del Morandi”, raccontandone speranze, passioni e frammenti di vita. La mostra fotografica è stata coordinata da Andrea Leoni, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti della Liguria. All’iniziativa prendono parte anche il presidente dell’Ordine Tommaso Fregatti, il segretario dell’Associazione Ligure dei Giornalisti Matteo Dell’Antico e la segretaria generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Alessandra Costante.

Sempre questa sera, alle 20.30, Palazzo Tursi ospiterà la replica straordinaria de “La traiettoria calante”, lo spettacolo scritto e interpretato da Pietro Giannini, costruito proprio attorno alla storia del Ponte Morandi e alle vicende che precedettero il crollo. Prima dello spettacolo il giornalista Matteo Macor incontrerà la sindaca Silvia Salis, Egle Possetti e lo stesso Pietro Giannini.

Anche il viaggio verso la commemorazione, domani mattina, diventerà parte del ricordo. Dalle 8.30 alle 10.30 nelle stazioni della metropolitana sarà diffusa una speciale selezione musicale, pensata per accompagnare i cittadini verso la Radura della Memoria. Il progetto “Metro Soundwalk”, realizzato con la collaborazione dell’Azienda Mobilità e Trasporti, trasformerà per due ore le stazioni in un percorso sonoro dedicato al lutto e alla memoria.

Alla Radura sarà invece l’orchestra Genova Sinfonietta, diretta da Matteo Manzitti, a scandire alcuni dei momenti più intensi della mattinata. Il progetto “Costruire memoria” affiderà alla musica il compito di attraversare dolore, raccoglimento e speranza. Dopo il minuto di silenzio delle 11.36, il rapper Vago porterà il testo inedito “Una volta a casa mia”, nato dal legame con Certosa e pensato come racconto di memoria e appartenenza.

Quest’anno l’anniversario arriva inoltre a poche settimane dalla sentenza di primo grado del processo per il crollo: il Tribunale di Genova ha pronunciato condanne nei confronti di 32 imputati, per complessivi oltre 177 anni di reclusione. Una sentenza non definitiva, ma un passaggio destinato inevitabilmente ad accompagnare il ricordo di questo ottavo 14 agosto.

Alle 11.36, però, per un minuto non ci saranno processi, responsabilità, istituzioni o discorsi. Ci saranno soltanto 43 nomi.

E Genova, ancora una volta, si fermerà.

In copertina: l’arcivescovo Tasca con Husein Salah, storica guida religiosa e punto di riferimento della comunità islamica di Genova, oltre che presidente delle Comunità musulmane di Liguria, durante una delle passate commemorazioni


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