Caccia, dopo caldo e incendi arriva la richiesta di stop: a settembre mozioni in Comune e Regione

Le iniziative chiedono di sospendere o ridurre sensibilmente l’attività venatoria dopo un’estate segnata da ondate di calore, siccità e incendi. Sollecitate valutazioni scientifiche sulla fauna più vulnerabile

Le conseguenze di un’estate segnata da caldo prolungato, carenza d’acqua e incendi boschivi arrivano anche sul terreno della caccia. Alla ripresa dell’attività istituzionale di settembre, la Lista Civica Silvia Salis Sindaca presenterà in Consiglio comunale una mozione per chiedere la sospensione o una forte limitazione dell’attività venatoria, mentre un’iniziativa analoga sarà portata in Consiglio regionale dal gruppo Andrea Orlando Presidente.

Alla base della richiesta c’è la preoccupazione per le condizioni della fauna selvatica dopo mesi di forte stress ambientale. Secondo i promotori, consentire l’apertura ordinaria della stagione venatoria dopo un periodo caratterizzato da temperature eccezionalmente elevate, crisi idrica e numerosi incendi potrebbe aumentare ulteriormente la pressione sulle specie più vulnerabili e interferire con i loro cicli biologici.

L’iniziativa nasce anche dall’adesione all’appello lanciato dal Fondo mondiale per la natura, che ha chiesto di valutare provvedimenti cautelativi alla luce delle condizioni ambientali registrate durante l’estate.
La mozione che arriverà a Palazzo Tursi sarà sottoscritta dal capogruppo Filippo Bruzzone e dalle consigliere Laura Sicignano, Sara Tassara ed Erika Venturini. Il documento chiederà alla sindaca Silvia Salis e alla Giunta di sollecitare Regione Liguria, competente sulla definizione del calendario venatorio, affinché vengano avviate specifiche valutazioni tecnico-scientifiche sulle conseguenze del caldo, della siccità e degli incendi sulle popolazioni animali.
In attesa dei risultati delle verifiche, la richiesta è di adottare misure precauzionali già nel mese di settembre, arrivando alla sospensione dell’attività venatoria o almeno a una sua significativa limitazione.
«La tutela della biodiversità, sancita dall’articolo 9 della Costituzione, deve tradursi in decisioni concrete e tempestive», sostiene Filippo Bruzzone, secondo il quale la proposta non nasce da una contrapposizione ideologica alla caccia, ma dalla necessità di valutare gli effetti di una stagione particolarmente critica attraverso criteri scientifici e applicando il principio di precauzione.
La questione sarà portata contemporaneamente in Consiglio regionale, dove si concentra la competenza normativa in materia. Gianni Pastorino, consigliere di Andrea Orlando Presidente, annuncia una mozione per chiedere una riduzione consistente dell’attività venatoria, intervenendo sia sui tempi di apertura della stagione sia sulle specie considerate maggiormente fragili.
La proposta regionale punta inoltre a coinvolgere l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale nella definizione delle eventuali restrizioni, affinché qualsiasi decisione sia sostenuta da valutazioni tecniche e scientifiche.
Comune e Regione saranno quindi chiamati ad affrontare parallelamente la questione già dalle prime sedute dopo la pausa estiva. L’obiettivo dichiarato dai promotori è arrivare a una decisione prima dell’avvio pieno della stagione venatoria, mettendo al centro lo stato della fauna selvatica e gli effetti cumulativi di caldo estremo, siccità e incendi sull’equilibrio ambientale ligure.
In copertina: immagine di Ai
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