Amt, Comune e Città metropolitana alla Regione: «Mancano ancora 15 milioni, così il piano di risanamento è a rischio»

Dopo l’annuncio di Piazza De Ferrari sui 40 milioni per gli investimenti e sulle risorse per i pensionamenti anticipati, da Tursi e Palazzo Doria Spinola arriva l’allarme sul corrispettivo annuale destinato al trasporto pubblico genovese. Nel bilancio regionale, sostengono i due enti, non risultano ancora i 15 milioni aggiuntivi promessi a partire dal 2026

I 40 milioni destinati agli investimenti di Amt e il finanziamento per accompagnare al pensionamento anticipato 63 dipendenti vengono accolti positivamente, ma per Comune di Genova e Città metropolitana manca ancora un tassello considerato decisivo per tenere in piedi il piano di risanamento dell’azienda: 15 milioni di euro all’anno in più a carico della Regione Liguria.

A sollevare la questione sono il vicesindaco di Genova Alessandro Terrile e il vicesindaco della Città metropolitana Simone Franceschi, intervenuti dopo la presentazione delle misure regionali per il trasporto pubblico locale.

Il riferimento è all’incremento complessivo di 20,7 milioni di euro l’anno, previsto dal 2026 per aumentare il corrispettivo riconosciuto ad Amt. Secondo lo schema concordato, 15 milioni dovrebbero arrivare dalla Regione, 5 milioni dal Comune di Genova e altri 700mila euro dalla Città metropolitana.
Comune e Città metropolitana sostengono di avere già inserito nei rispettivi bilanci le somme di propria competenza. La stessa cosa, affermano, non sarebbe invece ancora avvenuta per la quota regionale.
«Esprimiamo forte preoccupazione perché sembra essere stato tralasciato l’incremento di 15 milioni di euro, a partire dal 2026, del corrispettivo annuale a favore dell’azienda di trasporto genovese», dichiarano Alessandro Terrile e Simone Franceschi.
I due amministratori richiamano un impegno assunto dalla Regione con una lettera del 13 febbraio 2026. L’aumento di 15 milioni dovrebbe portare a 110 milioni di euro l’anno i contributi regionali destinati al bacino genovese.
Il problema, secondo Comune e Città metropolitana, è che nell’assestamento del bilancio regionale approvato a luglio non comparirebbe ancora lo stanziamento necessario.
La questione non riguarda soltanto l’equilibrio economico di Amt. Quelle risorse, spiegano i due enti, sarebbero indispensabili anche per consentire alla Città metropolitana di procedere alla revisione dei contratti di servizio con l’azienda, uno dei passaggi previsti dal percorso di risanamento.
La presa di posizione arriva poche ore dopo l’annuncio della Regione di 41,7 milioni di euro destinati al trasporto pubblico locale. Di questi, 40 milioni sono stati assegnati al Comune di Genova per gli investimenti previsti dal piano industriale di Amt, mentre 1 milione e 275mila euro è destinato alla Città metropolitana per il pensionamento anticipato di 63 lavoratori nel corso del 2026.
I 40 milioni per gli investimenti, inoltre, potranno essere effettivamente concessi soltanto dopo l’omologazione da parte del Tribunale di Genova degli accordi di ristrutturazione dei debiti stipulati da Amt con i creditori.
Per Comune e Città metropolitana, tuttavia, queste misure non sostituiscono il previsto aumento strutturale del corrispettivo annuale.
«Regione Liguria chiarisca senza ulteriore ritardo tempi e modalità dello stanziamento e dell’erogazione del corrispettivo integrativo», chiedono Alessandro Terrile e Simone Franceschi. E avvertono: «Senza queste risorse, il piano di risanamento di Amt rischia di essere messo in discussione».
La partita sul futuro dell’azienda genovese dei trasporti resta quindi aperta su due piani distinti: da una parte le risorse straordinarie per investimenti e uscite anticipate del personale, dall’altra il finanziamento strutturale necessario a sostenere ogni anno il servizio. Ed è proprio su questi ulteriori 15 milioni che si concentra ora il confronto tra gli enti locali e la Regione.
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