Sanità 

Protesi di anca e ginocchio, svolta negli ospedali genovesi: dimissioni entro 24 ore

Il nuovo percorso partirà al San Martino entro la fine del 2026 e sarà riservato a pazienti accuratamente selezionati. Ogni anno nella provincia di Genova vengono eseguiti 3.549 interventi di artroprotesi

Entrare in ospedale, sottoporsi a un intervento per la protesi di anca o ginocchio e tornare a casa entro 24 ore, senza rinunciare alla sicurezza e all’assistenza postoperatoria. È l’obiettivo del nuovo percorso SDD che l’AOM Liguria si prepara ad avviare negli ospedali genovesi.

La sperimentazione partirà entro la fine del 2026 all’IRCCS Policlinico San Martino, una volta completata la formazione del personale. Terminata la prima fase, il modello sarà progressivamente esteso al Villa Scassi, al San Carlo di Voltri e all’ospedale Galliera.

La dimissione rapida non riguarderà indiscriminatamente tutti i pazienti. L’accesso al percorso sarà deciso attraverso una selezione clinica preventiva, valutando condizioni di salute, caratteristiche personali e possibilità di proseguire il recupero a domicilio in piena sicurezza.

Il progetto interviene su uno dei settori più rilevanti dell’ortopedia. Nella provincia di Genova vengono effettuati ogni anno 3.549 interventi di artroprotesi: 1.913 riguardano l’anca e 1.636 il ginocchio. La domanda è in costante crescita, soprattutto a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento delle patologie degenerative delle articolazioni.

Secondo i dati del RIAP, negli ultimi vent’anni il numero delle protesi di anca e ginocchio è raddoppiato rispetto ai primi anni Duemila. I pazienti hanno generalmente più di 65 anni e la componente femminile risulta prevalente, in particolare negli interventi resi necessari dall’artrosi primaria.

Il nuovo modello non consiste semplicemente nell’accorciare la degenza. L’intero percorso sarà riorganizzato, dalla preparazione prima dell’operazione al controllo del dolore, dalla mobilizzazione precoce alla riabilitazione, fino al monitoraggio dopo il ritorno a casa.

Il SDD nasce dall’evoluzione dei programmi ERAS e richiede una stretta collaborazione tra chirurghi, anestesisti, infermieri, fisioterapisti e professionisti impegnati nell’assistenza territoriale. Il paziente dovrà essere preparato prima del ricovero, mobilizzato rapidamente dopo l’intervento e seguito anche una volta dimesso.

«Dimettere entro 24 ore, nei casi accuratamente selezionati, significa favorire un recupero più rapido, ridurre i rischi collegati alla permanenza prolungata in ospedale e offrire un’assistenza fondata sull’integrazione tra diverse professionalità», spiega l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò.

L’obiettivo della Regione è trasferire il modello dal San Martino a tutte le strutture dell’AOM, aumentando progressivamente il numero di pazienti che potranno beneficiare del percorso.

Per la direttrice generale dell’AOM Liguria Monica Calamai, la riduzione della permanenza in reparto non equivale a una diminuzione delle cure. «Significa offrire un percorso più moderno, personalizzato e sicuro, con un recupero più rapido dell’autonomia e un ritorno anticipato al proprio domicilio», sottolinea.

La preparazione delle équipe sarà affidata anche all’esperienza dell’Orthopedic Associates Surgical Center del Connecticut, struttura statunitense che applica da circa quindici anni protocolli di chirurgia protesica con permanenze ospedaliere molto brevi.

Il centro americano seguirà il percorso formativo destinato agli specialisti dell’AOM. Non verranno introdotte nuove tecniche operatorie, ma un diverso modello organizzativo per coordinare tutte le fasi della presa in carico.

«I professionisti dell’AOM possiedono già competenze cliniche di eccellenza», osserva Pietro Memmo, presidente dell’Orthopedic Associates di Hartford. «Metteremo a disposizione un’organizzazione consolidata e una casistica costruita in quindici anni di attività, con particolare attenzione alla sicurezza, alla riduzione delle complicanze e al contrasto delle infezioni ospedaliere».

Al San Martino saranno coinvolte la Clinica ortopedica e traumatologica diretta da Matteo Formica e l’Ortopedia e traumatologia d’urgenza guidata da Federico Santolini. Il progetto interesserà successivamente l’Ortopedia e traumatologia del Villa Scassi diretta da Luca Pandolfo, l’Ortopedia del San Carlo di Voltri guidata da Alessandro Zaino, l’Ortopedia e traumatologia del Galliera diretta da Marco Stella e l’Ortopedia delle articolazioni, affidata a Lucio Romano.

Prima dell’avvio sarà costituita un’équipe multidisciplinare dedicata. Il nuovo percorso dovrà essere sottoposto a un monitoraggio continuo attraverso indicatori relativi alla sicurezza, agli esiti clinici, alle eventuali complicanze, alla soddisfazione dei pazienti e all’impiego delle risorse sanitarie.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts