diritti e sociale 

Casa e integrazione, Genova ottiene altri 1,85 milioni: nasce il portale per trovare alloggi

Il progetto comunale dedicato all’autonomia abitativa delle persone richiedenti protezione internazionale viene prorogato fino al 2028. Le risorse complessive superano i 4,1 milioni di euro e serviranno anche a offrire maggiori garanzie ai proprietari

Quasi due milioni di euro aggiuntivi per accompagnare le persone migranti regolarmente soggiornanti verso una reale autonomia abitativa e, nello stesso tempo, convincere un numero maggiore di proprietari a mettere a disposizione gli appartamenti oggi inutilizzati. Il Comune di Genova ha ottenuto la proroga fino al 2028 e un nuovo finanziamento da 1.855.713 euro per il progetto europeo LGNet3.

Con l’incremento delle risorse, il valore complessivo delle attività sviluppate sul territorio genovese tra il 2024 e il 2028 raggiunge 4.183.273 euro. L’ampliamento presentato dall’amministrazione è stato approvato integralmente dall’Autorità di gestione del Fondo asilo, migrazione e integrazione.

Il nuovo capitolo del progetto sarà concentrato soprattutto sulla casa, uno degli ostacoli principali nei percorsi di uscita dall’accoglienza. Il Comune intende realizzare una piattaforma digitale capace di mettere in contatto le esigenze delle persone seguite dai servizi e inserite nel Sistema di accoglienza e integrazione con gli alloggi disponibili sul territorio.

Il portale non sarà rivolto soltanto a chi cerca una sistemazione. Una parte rilevante del sistema sarà infatti dedicata ai proprietari, ai quali verranno offerte procedure più semplici, assistenza tecnica, supporto amministrativo e un accompagnamento professionale nella gestione dei rapporti di locazione.

L’obiettivo è ridurre le diffidenze e gli ostacoli burocratici che spesso impediscono l’immissione sul mercato di appartamenti sfitti. Alle garanzie economiche dovrebbero quindi affiancarsi strumenti di mediazione e un sostegno continuativo, dalla disponibilità iniziale dell’immobile fino alla gestione del contratto.

Un ulteriore sito internet sarà realizzato dall’Associazione nazionale comuni italiani Liguria. Oltre a raccontare lo sviluppo delle attività, la piattaforma ospiterà un programma per il monitoraggio degli immobili inutilizzati e per la gestione delle opportunità abitative raccolte.

Il progetto, finanziato dal Fondo asilo, migrazione e integrazione dell’Unione europea, è coordinato dal ministero dell’Interno insieme all’Associazione nazionale comuni italiani e a Cittalia. Coinvolge complessivamente ventuno città. A Genova il Comune svolge il ruolo di capofila territoriale in collaborazione con l’Associazione nazionale comuni italiani Liguria.

Le azioni già avviate non si limitano alla ricerca della casa. Nel territorio comunale opera un’unità mobile di prossimità, organizzata attraverso un veicolo che raggiunge i diversi municipi per fornire informazioni e orientamento.

Nel centro storico è inoltre attivo un centro diurno multiprofessionale denominato “One Stop Shop”, pensato come punto unico di accesso per le persone che necessitano di assistenza, con particolare attenzione alle difficoltà abitative, alla presa in carico sociale e ai percorsi di partecipazione civica.

La proroga fino al 2028 dovrebbe consentire di superare una gestione esclusivamente emergenziale dell’accoglienza. L’intenzione dichiarata è consolidare un sistema territoriale nel quale servizi sociali, mediazione immobiliare, enti locali e soggetti del terzo settore possano lavorare insieme per rendere più stabili i percorsi di inclusione.

«Siamo molto soddisfatti perché il progetto è stato prorogato e rafforzato economicamente grazie ai risultati ottenuti sul territorio genovese, che hanno avuto un peso determinante nel riconoscimento nazionale», dichiara l’assessora comunale al Welfare Cristina Lodi.

Secondo i dati indicati dall’amministrazione, fino a oggi sono state 433 le persone accompagnate verso l’autonomia, anche abitativa. Un ruolo centrale è stato affidato alla figura del mediatore immobiliare, inserito nel gruppo di professionisti incaricati della presa in carico.

«I nuovi obiettivi prevedono di raggiungere complessivamente seicento cittadini di Paesi terzi», spiega Cristina Lodi. Il programma comprende il sostegno a quattrocento persone attraverso i servizi di prossimità, tra centro diurno e unità mobile, e l’accompagnamento di 350 persone nei percorsi specifici di autonomia abitativa. I diversi interventi potranno riguardare anche gli stessi beneficiari.

L’Associazione nazionale comuni italiani Liguria utilizzerà una parte delle nuove risorse anche per estendere il confronto al resto della regione. Sono previsti incontri in ciascuna provincia ligure, con eventi informativi, laboratori e momenti di approfondimento rivolti agli enti locali.

«L’approvazione della proroga con ulteriori finanziamenti dimostra la validità del lavoro svolto finora», afferma il vicedirettore dell’Associazione nazionale comuni italiani Liguria Luca Petralia.

Secondo Luca Petralia, il nuovo sito permetterà di seguire l’andamento delle attività e di raccogliere informazioni sugli appartamenti sfitti. Il programma comprenderà inoltre la realizzazione di un documentario conclusivo, destinato a raccontare le esperienze e i risultati maturati durante i cinque anni del progetto.

La sfida principale resta quella di trasformare l’accoglienza in un percorso verso l’indipendenza. Senza un’abitazione stabile, infatti, anche l’accesso al lavoro, ai servizi e alla vita sociale rischia di rimanere precario. Il nuovo finanziamento punta quindi a intervenire proprio nel passaggio più complesso: quello dall’assistenza temporanea alla possibilità di costruire una vita autonoma.

In copertina: foto di Ai


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