Ottant’anni di camalli, la mostra conquista il pubblico: proroga fino al 31 agosto

Il percorso fotografico dedicato alla CULMV resta al Galata Museo del Mare per un mese in più. Immagini storiche e contemporanee raccontano il lavoro portuale, la trasformazione dello scalo e il legame profondo tra Genova e i suoi camalli

Il successo di pubblico prolunga il viaggio nella storia dei camalli genovesi. La mostra fotografica “Camalli 1946-2026: la nostra storia”, inizialmente destinata a concludersi prima, resterà visitabile al Galata Museo del Mare fino a lunedì 31 agosto. L’accesso all’esposizione è compreso nel biglietto del museo.

La proroga offre un mese in più per scoprire un percorso costruito attraverso fotografie d’archivio e immagini contemporanee, capace di intrecciare gli ottant’anni della CULMV “Paride Batini” con la storia del porto e della città. Al centro non ci sono soltanto le trasformazioni delle banchine e delle tecniche di movimentazione delle merci, ma soprattutto le persone che hanno accompagnato ogni fase dello sviluppo portuale genovese.

Il racconto parte dal secondo dopoguerra e arriva fino all’attuale sistema logistico internazionale. Le immagini documentano il passaggio dai sacchi trasportati sulle spalle alle moderne operazioni containerizzate, dalla ricostruzione dello scalo dopo la guerra all’introduzione di mezzi, tecnologie e competenze sempre più specializzate.
La CULMV nacque nel 1946 dalla fusione di sette compagnie portuali storiche. La nuova organizzazione unitaria accompagnò la ripresa del porto dopo la Seconda guerra mondiale, diventando progressivamente una componente centrale della sua struttura produttiva e sociale. Oggi la Compagnia conta oltre mille soci e continua a svolgere una parte rilevante delle operazioni all’interno dello scalo genovese.
La storia raccontata dalla mostra, tuttavia, affonda le radici molto prima della fondazione della CULMV. La tradizione dei camalli risulta documentata almeno dal 1340, anno al quale viene fatta risalire la nascita della Compagnia dei Caravana, la corporazione dei facchini del porto che per oltre cinque secoli garantì continuità alla manodopera in un settore condizionato dall’andamento irregolare dei traffici marittimi.
La collocazione al Galata Museo del Mare permette di inserire questa vicenda nel più ampio racconto della Genova marittima. Il lavoro sulle banchine diventa così una chiave per leggere l’evoluzione economica, industriale e sociale della città, dalle lotte sindacali per la tutela degli addetti alle trasformazioni provocate dalla containerizzazione e dalle riforme della legislazione portuale degli anni Novanta.
La CULMV viene presentata come una realtà capace di conservare il proprio modello cooperativo e, allo stesso tempo, di adattarsi ai cambiamenti organizzativi e tecnologici. Solidarietà, autogestione e difesa del lavoro costituiscono il filo conduttore di una vicenda che attraversa generazioni diverse e continua con l’ingresso di nuovi lavoratori chiamati a sostenere il necessario ricambio generazionale.
«Il Galata Museo del Mare è il luogo in cui la storia del porto incontra quella delle persone che lo hanno reso vivo nei secoli» afferma Elena Putti, direttrice del Mu.MA. «Accogliere questa mostra significa raccontare una parte fondamentale dell’identità sociale di Genova e valorizzare il patrimonio di memoria, lavoro e cultura rappresentato dalla Compagnia Unica».
Secondo Putti, le fotografie permettono al museo di rinnovare la propria missione di conservazione e condivisione della storia della comunità marittima genovese, mettendo in relazione l’evoluzione dello scalo con le esperienze quotidiane di chi vi ha lavorato.
Il CDA della CULMV sottolinea che l’esposizione non costituisce soltanto la celebrazione di un anniversario, ma rappresenta un omaggio alla comunità di lavoratori che negli ultimi ottant’anni ha contribuito a difendere e sviluppare il porto. Nel percorso trova spazio anche il ricordo dello storico console Paride Batini, a diciassette anni dalla scomparsa.
Per il CDA, Batini resta il simbolo delle battaglie condotte per affermare il ruolo della Compagnia Unica, mettendo al centro il valore del lavoro, la sua tutela e la ricerca costante del confronto e degli accordi. Principi che la CULMV intende trasmettere ai giovani portuali già entrati nella Compagnia e a quelli che saranno inseriti nelle successive fasi del ricambio.
Il Galata Museo del Mare appartiene al Comune di Genova e fa parte del Mu.MA insieme alla Commenda di Prè, sede del MEI, a Villa Doria Centurione, già Museo Navale di Pegli, e al complesso monumentale della Lanterna. La mostra resterà aperta fino al 31 agosto, offrendo a cittadini e visitatori la possibilità di conoscere il porto attraverso i volti, i gesti e la memoria dei suoi lavoratori.
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