Cosa fare a Genova 

Villa Giuseppina, aperitivo e scambio di abiti prima del capolavoro “La principessa Mononoke”

Mercoledì 26 agosto la serata comincerà alle 19.30 con ricette contro gli sprechi e uno “swap party”. Alle 21.15 circa sarà proiettato all’aperto, nella versione restaurata in 4K, il celebre film di Hayao Miyazaki sul conflitto tra il progresso umano e la natura

Una ricetta nata per recuperare gli avanzi, abiti e accessori ai quali offrire una seconda vita e, al termine della serata, uno dei film d’animazione più importanti della storia del cinema. È il programma preparato per mercoledì 26 agosto a Villa Giuseppina, in via Bologna 21, nel quartiere genovese di San Teodoro.

L’appuntamento si aprirà alle 19.30 con un “aperitivo del riuso” offerto da Assoutenti Liguria. I partecipanti sono invitati a condividere una propria ricetta della cucina del recupero, raccontando come ingredienti avanzati o normalmente scartati possano essere trasformati in nuovi piatti.

A seguire si svolgerà lo “swap party”, uno scambio organizzato di vestiti e accessori. Chi partecipa potrà portare capi ancora in buone condizioni dei quali non fa più uso. In cambio riceverà buoni da spendere presso il Centro del Riuso, contribuendo a prolungare la vita degli oggetti e a ridurre la quantità di materiale destinato a diventare rifiuto.

L’iniziativa è realizzata da Assoutenti Liguria in collaborazione con il Centro del Riuso Surpluse e inserisce la sostenibilità in una dimensione conviviale. L’obiettivo non è soltanto parlare di economia circolare, ma mostrare con gesti quotidiani come sia possibile consumare meno risorse, contenere gli sprechi e rimettere in circolazione ciò che conserva ancora un’utilità.

Intorno alle 21.15 la serata proseguirà con la proiezione all’aperto de “La principessa Mononoke”, presentato nella versione restaurata in 4K. La scelta del film non è casuale: l’opera affronta il rapporto tormentato tra gli esseri umani e l’ambiente, trasformando lo scontro tra natura e sviluppo in una storia epica, complessa e priva di soluzioni semplici.

Uscito in Giappone nel 1997, “La principessa Mononoke” è stato scritto e diretto da Hayao Miyazaki e prodotto da Toshio Suzuki per Studio Ghibli. Le musiche sono di Joe Hisaishi, autore delle colonne sonore di molti dei lavori più conosciuti del regista. La durata è di circa 133 minuti, come riporta la scheda ufficiale dello Studio Ghibli.

La storia è ambientata in un Giappone medievale nel quale uomini, animali e antiche divinità della foresta condividono un equilibrio ormai prossimo alla rottura. Il protagonista è Ashitaka, giovane principe costretto ad abbandonare il proprio villaggio dopo essere stato colpito da una maledizione.

Durante il viaggio alla ricerca di una cura, Ashitaka raggiunge una regione sconvolta dal conflitto tra gli abitanti della Città del Ferro e le creature che proteggono la foresta. La comunità umana è guidata da Lady Eboshi, donna determinata a utilizzare le risorse del territorio per alimentare la produzione metallurgica e garantire lavoro e indipendenza ai propri abitanti.

Contro di lei combatte San, una ragazza cresciuta dai lupi e conosciuta come principessa Mononoke. Pur essendo umana, rifiuta il mondo degli uomini e considera la foresta la propria famiglia. Il termine giapponese “mononoke” non indica propriamente un nome personale, ma una presenza o uno spirito soprannaturale capace di manifestare una forza inquietante e vendicativa.

Il film non divide i personaggi in buoni e cattivi. Lady Eboshi distrugge parti della foresta e combatte i suoi guardiani, ma offre protezione e dignità a persone emarginate dalla società. San difende la natura, ma è consumata dall’odio verso gli esseri umani. Anche gli animali e le divinità non vengono idealizzati: possono essere saggi e maestosi, ma anche feroci e mossi dal desiderio di vendetta.

In mezzo a queste forze opposte, Ashitaka cerca di “vedere con occhi non offuscati dall’odio”. Il suo tentativo non consiste nel fermare il tempo o nel cancellare la presenza umana, ma nel trovare una possibilità di convivenza prima che entrambe le parti si distruggano.

“La principessa Mononoke” è quindi una riflessione sull’uso delle risorse, sulla violenza prodotta dalla conquista del territorio e sul prezzo sociale e ambientale del progresso. La natura raccontata da Hayao Miyazaki non è uno scenario passivo né un paradiso innocente: è un organismo vivo, attraversato da equilibri fragili e capace di reagire alle ferite.

La proiezione genovese utilizzerà il restauro digitale in 4K supervisionato dallo Studio Ghibli. Il lavoro è stato realizzato partendo dai materiali originali conservati dallo studio, per recuperare la definizione dei fondali dipinti, la profondità dei colori e i dettagli dell’animazione senza trasformare l’aspetto dell’opera. Lo Studio Ghibli ha presentato ufficialmente questa versione restaurata sul proprio sito all’indirizzo https://www.ghibli.jp/info/014004/.

Il film conserva anche una notevole intensità visiva e narrativa. Pur essendo un’opera d’animazione, non è concepito esclusivamente per bambini: contiene combattimenti, immagini forti e temi complessi legati alla guerra, alla malattia, all’odio e alla distruzione dell’ambiente.

Il programma di mercoledì unirà così tre forme diverse di riuso e tutela delle risorse. Si partirà dalla cucina, mostrando come recuperare gli alimenti; si passerà agli abiti, rimettendo in circolazione capi ancora utilizzabili; si arriverà infine al cinema, con il ritorno sul grande schermo di un’opera del 1997 restaurata attraverso le tecnologie contemporanee.

L’aperitivo comincerà alle 19.30, seguito dallo scambio di vestiti e accessori. La proiezione de “La principessa Mononoke” è prevista intorno alle 21.15. L’appuntamento si svolgerà a Villa Giuseppina, in via Bologna 21 a Genova.


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