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Lagaccio, Piciocchi: «Saltano lavori per 2 milioni». Ferrante ribalta l’accusa: «Quei fondi erano legati alla funivia che non faremo»

Il capogruppo di Vince Genova denuncia la cancellazione della riqualificazione di via del Lagaccio. L’assessore ricostruisce però l’origine delle risorse: erano previste come compensazione per l’impianto a fune sule case, ormai abbandonato su richiesta a furor di popolo dei cittadini del quartiere, e confluiranno nel progetto unitario da 6 milioni di euro tra via Buozzi, Darsena e Porto Antico. Per il quartiere vengono annunciati interventi mirati nel Piano triennale delle opere pubbliche

Due milioni di euro non saranno più destinati alla riqualificazione di via del Lagaccio. La decisione della Giunta comunale, emersa questa mattina durante una commissione consiliare, ha provocato la dura reazione di Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova, che parla di uno “schiaffo” al quartiere e chiede all’Amministrazione di ripristinare immediatamente il finanziamento.

Secondo Piciocchi, quelle risorse, provenienti dai programmi europei destinati alle città metropolitane, erano state stanziate dalla precedente Amministrazione al termine di un percorso partecipato che aveva coinvolto comitati, associazioni del territorio e Università di Genova. La scelta di spostarle sulla Darsena, sostiene il capogruppo, cancellerebbe un lavoro costruito nel tempo senza che la comunità del Lagaccio sia stata preventivamente informata.

Una contestazione che pone un problema reale, quello degli interventi attesi da anni dal quartiere, ma che non racconta interamente l’origine di quel finanziamento. A ricostruire il quadro è Massimo Ferrante, assessore ai Lavori pubblici, alla formulazione e attuazione del Piano triennale delle opere pubbliche, alla manutenzione del patrimonio culturale, istituzionale, scolastico e abitativo, alla sistemazione idrogeologica, alla salvaguardia ambientale e alla difesa della costa, al coordinamento e all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, alle manutenzioni articolate nei Municipi, alla riqualificazione dell’arredo urbano, alle opere strategiche e infrastrutturali, all’edilizia scolastica, all’indirizzo operativo della società comunale per i servizi territoriali e alla Protezione civile. La questione è di sua pertinenza in base a più deleghe.

Il punto centrale della risposta dell’assessore è che la riqualificazione di via del Lagaccio non era stata concepita come un intervento autonomo, scollegato dal resto, ma come una compensazione territoriale per la funivia prevista dalla precedente Amministrazione.

«Quelle opere erano il ristoro per ciò che si sarebbe costruito sopra la testa degli abitanti, cioè una funivia con i suoi piloni in una zona interessata frequentemente da frane e smottamenti», ha spiegato Ferrante. La nuova Giunta guidata dalla sindaca Silvia Salis ha deciso di non realizzare l’impianto e, venendo meno l’opera che avrebbe dovuto essere compensata, ha scelto di rivedere anche la destinazione di quei fondi.

I due milioni, dunque, non scompaiono e non vengono assorbiti dalla spesa ordinaria del Comune. Confluiranno, insieme ad altre risorse, nel maxi-intervento da 6 milioni di euro che dovrà ridisegnare l’intero fronte mare compreso tra via Buozzi, la Darsena e il Porto Antico.

La Giunta ha infatti riunito in un solo progetto gli interventi precedentemente suddivisi in diversi lotti. L’obiettivo è evitare cantieri separati, soluzioni disomogenee e tempi di realizzazione non coordinati, affidando a un’unica regia la trasformazione di un asse strategico percorso quotidianamente da residenti, lavoratori, studenti e turisti.

Il finanziamento complessivo arriverà dal Programma nazionale Metro Plus e città medie del Sud 2021-2027. Il progetto prevede una pista ciclabile protetta lungo il fronte mare, nuovi percorsi pedonali, pavimentazioni, spazi verdi, illuminazione pubblica, telecamere di videosorveglianza e una nuova area giochi a Calata Simone Vignoso. Dovrà inoltre migliorare i collegamenti tra il Centro Ovest, la Darsena, il centro storico e il Porto Antico, intervenendo su una zona che presenta problemi di accessibilità, degrado urbano e sicurezza.

«In questo momento la Darsena rappresenta un’emergenza prioritaria per il centro città», ha sottolineato Ferrante. «Unendo tutte le risorse possiamo riqualificare completamente la zona e proseguire dal Porto Antico verso via Buozzi. È un lavoro enorme sul quale i progettisti e gli uffici comunali sono già impegnati».

Dopo l’estate il Documento di indirizzo alla progettazione sarà sottoposto a un percorso di partecipazione pubblica con residenti, commercianti, associazioni e frequentatori dell’area. Il Comune punta ad approvare entro la fine del 2026 il progetto di fattibilità tecnica ed economica, per poi avviare la gara e i lavori nel corso del 2027.

Il Lagaccio, assicura comunque l’assessore, non sarà escluso dalla programmazione comunale. La Giunta intende inserire nel Piano triennale delle opere pubbliche interventi più mirati, individuati sulla base delle effettive necessità del quartiere e non più collegati a una funivia che non verrà costruita.

Resta il nodo politico sollevato da Piciocchi sul percorso partecipato già svolto (ma sulla base della contrarietà dei cittadini alla funivia appesa sulle loro case, imposta dalle amministrazioni Bucci-Piciocchi) e sulla necessità di confrontarsi direttamente con gli abitanti prima di modificare una programmazione così attesa. Ma quella che viene presentata come la semplice sottrazione di due milioni al Lagaccio appare, alla luce della ricostruzione fornita in commissione, come una riallocazione legata a una scelta urbanistica precedente ormai superata.


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