Cronaca 

Marassi, detenuto devasta la cella e minaccia gli agenti con le sbarre: due ore di paura

Il Sappe denuncia una nuova notte di altissima tensione nel carcere genovese: un altro recluso avrebbe versato olio sul pavimento per ostacolare l’intervento della polizia penitenziaria. Nessun ferito, ma il sindacato chiede provvedimenti immediati

Una cella devastata, le parti metalliche della finestra divelte e trasformate in armi, gli agenti minacciati e il pavimento cosparso d’olio per rendere ancora più pericoloso l’intervento. È la notte di tensione vissuta nel carcere di Marassi, dove la polizia penitenziaria ha impiegato circa due ore per riportare la situazione sotto controllo.

A denunciare l’accaduto è il SAPPE. Secondo la ricostruzione del segretario nazionale per la Liguria Vincenzo Tristaino, l’emergenza è cominciata intorno alla mezzanotte nella sesta sezione dell’istituto.

Un detenuto sottoposto al regime previsto dall’articolo 32 dell’ordinamento penitenziario avrebbe iniziato, per motivi definiti futili, a distruggere la propria cella. L’uomo sarebbe riuscito a piegare e spezzare alcune sbarre della finestra, uscendo poi dal locale e rimanendo nella sezione con i ferri in mano.

Brandendo le parti metalliche appena divelte, avrebbe minacciato gli agenti intervenuti per contenerlo. Nel frattempo alcuni reclusi ospitati nelle celle di isolamento lo avrebbero incitato. Tra loro, secondo il sindacato, anche un detenuto appartenente al circuito di AS, che avrebbe versato olio sul pavimento per ostacolare i movimenti del personale e aumentare il rischio di cadute.

La lunga operazione si è conclusa soltanto intorno alle 2. Non risultano feriti. Per Vincenzo Tristaino, conseguenze più gravi sarebbero state evitate grazie alla professionalità e alla lucidità degli agenti impegnati nella sezione.

Nel pomeriggio successivo il detenuto è stato trasferito in un altro istituto penitenziario. Per garantire lo svolgimento in sicurezza dell’operazione sarebbe stato necessario predisporre anche i kit antisommossa.

Sull’episodio è intervenuto il segretario generale del SAPPE Donato Capece, che ha espresso solidarietà al personale di Marassi e ha denunciato la crescente spirale di violenza nelle carceri italiane. Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sul sovraffollamento dell’istituto genovese e sulla convivenza, negli stessi circuiti, di detenuti con profili e livelli di pericolosità differenti.

Il SAPPE torna quindi a chiedere l’introduzione dello spray al peperoncino, attualmente in fase di sperimentazione. Secondo Donato Capece, la dotazione permetterebbe di affrontare soggetti violenti o in stato di alterazione con uno strumento non letale, riducendo i rischi per gli agenti e per gli stessi detenuti.

Il sindacato rilancia infine la richiesta di riaprire a Genova il PRAP della Liguria. Gli istituti della regione dipendono attualmente dal Provveditorato piemontese, una struttura che, secondo il SAPPE, non sarebbe in grado di garantire decisioni sufficientemente rapide e adeguate alle specifiche criticità del sistema penitenziario ligure.


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