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Il Tavolo comunale cambia pelle: nasce Network Genova Lavoro, il nuovo hub per occupazione, formazione e imprese

Il Comune avvia la trasformazione dello storico organismo di confronto in una rete più agile e operativa, costruita insieme a sindacati, associazioni d’impresa e attori del territorio. A settembre sarà presentato il nuovo modello organizzativo, mentre proseguirà senza interruzioni il lavoro sulle emergenze occupazionali

Il Tavolo comunale del Lavoro cambia nome, struttura e metodo operativo. Nasce Network Genova Lavoro, il nuovo strumento con cui l’amministrazione punta a rendere più rapido ed efficace il confronto sulle politiche occupazionali, rafforzando il rapporto con le parti sociali, le imprese e le realtà impegnate nella formazione e nell’inserimento lavorativo.

Il percorso di trasformazione è stato avviato nel corso di un incontro ospitato negli spazi del Genova Blue District. Una giornata che non ha rappresentato soltanto la presentazione di una nuova denominazione, ma l’inizio di una revisione complessiva delle modalità con cui il Comune intende affrontare i cambiamenti del mercato del lavoro e intercettare le esigenze che emergono dai diversi settori economici cittadini.

Dopo il proprio insediamento, l’amministrazione comunale ha avviato un confronto con i componenti del Tavolo, confermandone la funzione di luogo stabile di partecipazione. Da questo ascolto è nata la decisione di procedere con un percorso di riposizionamento strategico, finalizzato a superare una struttura considerata troppo rigida e a costruire una rete maggiormente orientata alla progettazione e alla realizzazione di interventi concreti.

«Oggi chiudiamo un capitolo per aprirne uno nuovo, più agile e incisivo», afferma l’assessore comunale al Lavoro e ai rapporti con le organizzazioni sindacali e le associazioni d’impresa Emilio Robotti.

Secondo Robotti, il passaggio a Network Genova Lavoro non deve essere interpretato come una semplice operazione d’immagine. L’obiettivo è trasformare l’attuale spazio di confronto in un vero centro di competenze, relazioni e opportunità, capace di reagire rapidamente alle trasformazioni economiche e occupazionali.

«Vogliamo costruire, insieme a tutti gli attori coinvolti, strumenti concreti e vicini alle reali esigenze di cittadini e imprese», sottolinea Emilio Robotti, indicando nella collaborazione tra istituzioni e parti sociali il principio alla base del nuovo modello.

La riorganizzazione dovrà valorizzare le competenze specifiche dei soggetti coinvolti, evitando sovrapposizioni con gli organismi regionali. Regione Liguria continuerà infatti a esercitare la propria funzione di programmazione attraverso il Comitato regionale per il Lavoro, mentre il Comune si concentrerà sulla dimensione di prossimità.

Palazzo Tursi punta a diventare il livello istituzionale capace di cogliere tempestivamente i segnali che arrivano dai quartieri, dalle imprese, dai lavoratori, dalle organizzazioni sindacali e dal mondo della formazione. Il Network dovrà quindi individuare criticità e nuove opportunità, sostenere progetti sperimentali e accompagnare iniziative innovative che possano successivamente essere sviluppate su scala più ampia.

La distinzione delle competenze non dovrebbe tradursi in una separazione tra enti. L’obiettivo dichiarato è costruire una collaborazione stabile tra il livello comunale e quello regionale, anche attraverso il confronto con l’Associazione nazionale comuni italiani della Liguria, così da sviluppare una visione integrata delle politiche attive del lavoro.

Il Comune intende quindi svolgere un ruolo di collegamento tra programmazione istituzionale e bisogni concreti del territorio. Un compito che assume un’importanza particolare in una fase segnata dalla trasformazione delle professioni, dalla difficoltà delle imprese nel trovare alcune competenze e dalla necessità di accompagnare lavoratori e aziende nei processi di innovazione.

La seconda parte dell’incontro al Genova Blue District è stata dedicata a un confronto collettivo facilitato dal Job Centre. I partecipanti sono stati chiamati a indicare priorità, obiettivi e possibili modalità operative del futuro Network.

Attraverso sondaggi svolti in tempo reale e il confronto intorno ad alcune parole chiave, sono emersi diversi ambiti sui quali concentrare il lavoro dei prossimi mesi. Tra questi figurano la transizione digitale, quella ambientale, le opportunità di formazione e aggiornamento professionale e la creazione di gruppi tematici dedicati ai singoli settori.

La trasformazione digitale e quella ecologica stanno infatti modificando rapidamente competenze, organizzazione del lavoro e fabbisogni delle imprese. Il nuovo organismo dovrà contribuire a leggere questi cambiamenti, cercando di anticipare le difficoltà e di favorire percorsi formativi coerenti con le professionalità richieste.

Particolare attenzione sarà riservata alla possibilità di creare gruppi di lavoro più ristretti e specializzati. L’idea è evitare che il confronto generale si limiti alla condivisione delle problematiche, affidando a nuclei tematici il compito di elaborare proposte, strumenti e sperimentazioni su questioni precise.

Un altro elemento emerso durante il confronto riguarda il rapporto con esperienze già sviluppate fuori Genova. Il Network dovrebbe promuovere momenti di comparazione con altre città italiane ed europee, studiando modelli che abbiano prodotto risultati e valutandone l’eventuale adattamento al contesto genovese.

Il percorso di riorganizzazione proseguirà durante l’estate. A settembre sarà presentata una proposta definitiva sulla struttura, sulle modalità di partecipazione e sul funzionamento operativo di Network Genova Lavoro. Il documento sarà elaborato sulla base delle indicazioni raccolte nel corso del primo incontro e degli ulteriori contributi che arriveranno dai soggetti coinvolti.

La fase di ridefinizione non comporterà però la sospensione delle attività ordinarie. Il Tavolo resterà operativo e potrà essere convocato per affrontare eventuali vertenze, crisi aziendali o temi urgenti per il tessuto economico e occupazionale cittadino.

Il nuovo assetto dovrà quindi svilupparsi senza creare un vuoto nel confronto già esistente. Da una parte continuerà la gestione delle situazioni immediate, dall’altra sarà costruito uno strumento pensato per lavorare con una prospettiva più ampia e programmata.

Network Genova Lavoro nasce con l’ambizione di superare il modello di un organismo chiamato a riunirsi soprattutto davanti alle emergenze. Nelle intenzioni del Comune dovrà diventare una rete permanente, capace di mettere in comunicazione competenze differenti, costruire progetti e offrire risposte utili sia a chi cerca occupazione sia alle imprese che necessitano di personale qualificato.

La sfida sarà trasformare il confronto in capacità operativa. Il cambio di nome segna l’avvio del percorso, ma la reale efficacia del nuovo Network dipenderà dagli strumenti che verranno definiti, dalla continuità della partecipazione e dalla possibilità di tradurre le analisi in interventi misurabili sul territorio.


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