Pd all’attacco dopo il no alla targa per la Diaz: «La destra cancella la memoria del G8»

Respinte in Municipio Medio Levante le mozioni per ricordare l’irruzione nella scuola durante il G8 del 2001. Edoardo Marangoni e Pietro Sapori annunciano una passeggiata della memoria

La bocciatura delle mozioni sulla memoria del G8 del 2001 riaccende lo scontro politico nel Municipio Medio Levante. Al centro della polemica c’è la proposta di installare una targa alla scuola Diaz per ricordare l’irruzione delle forze dell’ordine nella notte del 21 luglio 2001, una delle pagine più controverse e dolorose legate ai giorni del vertice internazionale di Genova.

A intervenire sono il consigliere comunale Edoardo Marangoni e il consigliere municipale Pietro Sapori, entrambi del Partito Democratico, che accusano la maggioranza di centrodestra di non voler fare i conti con quella vicenda. Per i due esponenti dem, il voto contrario non rappresenta soltanto un dissenso amministrativo, ma il rifiuto di riconoscere una memoria pubblica fondata su fatti accertati anche in sede giudiziaria.

Le tre mozioni erano state presentate da Pietro Sapori con l’obiettivo di apporre una targa e costruire un segno stabile di memoria davanti alla scuola Diaz. Non è la prima volta che una proposta simile arriva nelle istituzioni locali: Edoardo Marangoni ricorda di avere già sostenuto iniziative analoghe sia in Municipio sia in Consiglio comunale, dove a gennaio era stata approvata una mozione dello stesso tenore.
Secondo i due consiglieri, le motivazioni del centrodestra aggravano il senso della bocciatura. La proposta sarebbe stata respinta perché giudicata portatrice di una lettura “a senso unico” della storia. Una posizione che Edoardo Marangoni e Pietro Sapori definiscono inaccettabile, sostenendo che non si tratti di una ricostruzione ideologica ma di una verità storica e giudiziaria.
Nel loro intervento, i consiglieri richiamano le parole usate negli anni per descrivere quanto avvenuto alla Diaz. Amnesty International definì l’irruzione “la più grave sospensione dei diritti democratici dopo la seconda guerra mondiale”; l’allora vicequestore Michelangelo Fournier, durante una deposizione, parlò di “macelleria messicana”; la Corte europea dei diritti dell’uomo qualificò l’operato della polizia di Stato come tortura, in un percorso che contribuì poi all’introduzione del reato di tortura nell’ordinamento italiano nel 2017.
Per Pietro Sapori e Edoardo Marangoni, ricordare quei fatti non significa celebrare la violenza, ma fare in modo che non si ripeta. La memoria, sostengono, è tanto più necessaria quando riguarda errori e responsabilità delle istituzioni, perché solo una democrazia capace di guardare anche alle proprie pagine più buie può rafforzare il rapporto di fiducia con i cittadini.
Il riferimento va anche agli studenti che ogni giorno entrano alla scuola Diaz. Per i due consiglieri, è proprio in un luogo di formazione che la memoria dovrebbe trovare spazio, perché la storia recente della città possa essere conosciuta anche dalle nuove generazioni. Da qui l’accusa al centrodestra di voler rimuovere una vicenda scomoda della storia moderna di Genova.
La risposta politica proseguirà anche fuori dalle aule istituzionali. Edoardo Marangoni e Pietro Sapori annunciano infatti per sabato 11 luglio una passeggiata con partenza dalla scuola Diaz, sulle tracce del G8 genovese. L’iniziativa vuole ribadire, nelle parole dei due consiglieri, che i giovani arrivati a Genova nel 2001 avevano posto questioni ancora attuali: fragilità della democrazia, crisi della libertà di stampa e crescita dei conflitti. Una lezione che, concludono, deve essere trasmessa a chi allora non c’era o era troppo giovane per capire.
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