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Termovalorizzatore, il Comune chiude le porte di Genova: «Prima sito e progetto, poi le valutazioni»

Dopo il consiglio di amministrazione di Amiu, l’amministrazione ribadisce che l’impianto non potrà essere realizzato in città e chiede alla Regione di completare il quadro della procedura

Sul termovalorizzatore il Comune di Genova fissa un confine politico e tecnico: l’impianto per la chiusura del ciclo dei rifiuti non potrà essere realizzato sul territorio cittadino. La posizione arriva dopo la decisione del consiglio di amministrazione di Amiu, che ha approvato all’unanimità l’avvio di una fase di approfondimento sul progetto promosso dalla Regione Liguria.

La sindaca Silvia Salis chiarisce che, secondo l’amministrazione, a Genova non esistono aree idonee a ospitare un’infrastruttura di questo tipo, sia per ragioni tecniche sia per i costi legati a una eventuale localizzazione. Da qui il mandato conferito al presidente di Amiu: studiare tutti gli aspetti economici, finanziari, tecnologici, giuridici e operativi dell’operazione, ma solo dopo che la Regione avrà indicato il sito e definito il progetto dell’impianto.

La scelta di Amiu, dunque, non viene presentata come un’adesione immediata alla procedura regionale, ma come l’apertura di una valutazione preliminare. Per il Comune, il punto decisivo resta capire dove la Regione intenda collocare il termovalorizzatore e con quali caratteristiche progettuali. Solo se un Comune ligure dovesse rendersi disponibile ad accogliere l’impianto, e solo dopo avere acquisito un quadro completo, Amiu potrà valutare l’eventuale partecipazione alle procedure pubbliche previste dal partenariato pubblico privato.

La presa di posizione della sindaca si inserisce anche nello scontro a distanza con il presidente della Regione Marco Bucci, che aveva sollecitato Amiu a partecipare al bando in corso, avvertendo che una mancata adesione immediata avrebbe potuto rendere più difficile un ingresso successivo. La sindaca contesta questa lettura e invita la Regione a verificare le stesse procedure che ha avviato, sostenendo che la partecipazione successiva non risulterebbe preclusa nei termini prospettati.

La sindaca segnala inoltre una contraddizione nella disponibilità, attribuita al governatore, a concedere eventualmente più tempo ad Amiu. Secondo Salis, quella apertura non sarebbe arrivata quando era stata l’azienda a chiedere una proroga dopo il primo avviso esplorativo.

Resta sullo sfondo il tema centrale della chiusura del ciclo dei rifiuti. Il Comune riconosce che ridurre la dipendenza dalle discariche e dall’invio dei rifiuti fuori regione è una sfida decisiva per il sistema ligure, ma proprio per questo ritiene necessario evitare scelte al buio. Per Amiu, secondo l’amministrazione, ogni decisione dovrà poggiare su dati completi, su un progetto definito e sull’indicazione precisa del sito. Fino ad allora, la società si limiterà a studiare il dossier senza assumere impegni definitivi.


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