Economia Sindacale 

Caporalato nei cassoni della diga, Fillea Cgil: «Lo avevamo denunciato, ora tutelare i lavoratori»

Dopo gli arresti nell’inchiesta sulle lavorazioni a Vado Ligure, il sindacato richiama le irregolarità già segnalate e chiede interventi concreti su legalità, retribuzioni, ricollocazione e permessi di soggiorno

Gli arresti nell’inchiesta sul presunto sfruttamento del lavoro nelle lavorazioni dei cassoni destinati alla nuova diga foranea del porto di Genova allarmano la Fillea Cgil, ma non la sorprendono. Il sindacato rivendica di avere già segnalato criticità e irregolarità nella gestione della manodopera impiegata nel cantiere di Vado Ligure, dove in pochi mesi il numero degli occupati era cresciuto in modo molto rapido attorno alle attività collegate a una delle principali opere pubbliche liguri.

Secondo Fillea Cgil Savona e Liguria, Cgil Genova, Cgil Savona e Cgil Liguria, la vicenda conferma un rischio più volte denunciato: quando grandi flussi di lavoratori entrano nel perimetro degli appalti e dei subappalti, anche in presenza di investimenti pubblici, possono aprirsi spazi per illegalità, sfruttamento e pesanti violazioni dei diritti. Per il sindacato, quindi, la questione non riguarda soltanto l’inchiesta penale, ma anche la capacità di istituzioni, imprese e committenze di garantire controlli effettivi, retribuzioni corrette e continuità occupazionale.

Il caso era esploso già a maggio, quando la committenza Fincosit aveva rescisso il contratto con l’azienda impegnata nel porto di Vado Ligure. Le conseguenze erano ricadute subito su 127 edili stranieri occupati nel cantiere, rimasti in una condizione di forte incertezza. La Fillea Cgil aveva chiesto l’intervento dell’autorità pubblica per fare luce sulla situazione, a partire dalla verifica delle retribuzioni dichiarate in Cassa edile, e aveva promosso prima un incontro per arrivare a un’intesa sugli ammortizzatori sociali, ancora non raggiunta, poi un presidio sotto la Regione Liguria il 22 maggio per chiedere garanzie sulla ricollocazione.

Il sindacato sottolinea che, nonostante le rassicurazioni del presidente Marco Bucci, quei lavoratori attendono ancora il pagamento delle retribuzioni e un nuovo impiego. Il problema, nella lettura della Fillea Cgil, è aggravato anche dai possibili riflessi sui permessi di soggiorno: la perdita del lavoro, per molti operai stranieri, può trasformarsi in una fragilità amministrativa ulteriore, rendendo ancora più urgente un intervento di tutela.

In attesa degli sviluppi dell’inchiesta, il sindacato chiede che la difesa della legalità non resti affidata a dichiarazioni di circostanza. Servono, sostiene la Fillea Cgil, atti concreti: controlli sulle filiere, verifica delle retribuzioni, sostegno ai lavoratori rimasti senza stipendio e senza collocazione, responsabilità delle committenze e cancellazione dagli elenchi abilitati degli enti che avrebbero rilasciato falsi attestati di formazione.

«L’accaduto conferma quanto sostenuto da tempo ovvero, che nelle grandi opere, assistiamo a fenomeni di sfruttamento che esplicitano una scarsa attenzione soprattutto delle committenze», afferma Antonio Di Franco, segretario generale della Fillea Cgil. «In questo momento riteniamo fondamentale e prioritaria la tutela dei lavoratori per garantire il mantenimento del titolo di soggiorno».

Per Antonio Di Franco, la vicenda può indicare l’esistenza di sistemi organizzati di intermediazione illegale della manodopera. «Siamo in presenza probabilmente di vere e proprie reti specializzate nella intermediazione e nello sfruttamento di manodopera con una legge Bossi-Fini che supporta queste pratiche», aggiunge il segretario generale della Fillea Cgil, chiedendo anche un intervento sugli enti formativi coinvolti: «Gli enti che hanno erogato i falsi attestati vanno cancellati dai soggetti abilitati alla formazione, da tempo lo chiediamo al Governo».

La Fillea Cgil annuncia che garantirà assistenza ai lavoratori in ogni sede. Il punto, per il sindacato, è evitare che dopo l’inchiesta e dopo gli arresti il peso della vicenda cada ancora una volta sugli operai: quelli che avrebbero subito sfruttamento, quelli rimasti senza salario e quelli che ora rischiano di perdere anche stabilità lavorativa e titolo di soggiorno.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts