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Genova cambia pelle con tetti verdi e meno asfalto: la sfida urbanistica passa dal verde urbano

Il Comune punta su depaving, coperture verdi e soluzioni basate sulla natura per ripensare spazi pubblici e privati e rendere la città più sostenibile

Meno superfici impermeabili, più verde urbano, coperture pensili e una nuova idea di progettazione capace di adattare la città agli effetti del cambiamento climatico. Sono questi i temi al centro del seminario dedicato alla progettazione di coperture verdi organizzato al Dipartimento di Architettura e Design dell’Università di Genova dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Genova in collaborazione con Harpo verdepensile. All’incontro è intervenuta l’assessora all’Urbanistica e al Verde urbano Francesca Coppola, che ha indicato depaving e verde pensile come strumenti centrali per innovare l’urbanistica cittadina.

Il depaving, cioè la rimozione di superfici asfaltate o impermeabili per restituire spazio al terreno drenante e alla vegetazione, e il verde pensile, applicato a tetti e coperture, vengono considerati sempre più importanti nella progettazione delle città. Si tratta di interventi che possono contribuire a ridurre le isole di calore, migliorare la gestione delle acque piovane, aumentare la biodiversità urbana e rendere più vivibili spazi pubblici e privati.

«Occasioni di formazione come queste sono importanti perché aiutano a far crescere sul territorio, nelle università, competenze specifiche che ci aiuteranno, un domani, a mettere a terra nuove progettualità. I temi del depaving e del verde pensile, e più in generale delle soluzioni basate sulla natura, sono strategici per il futuro urbanistico delle nostre città e ci offrono l’occasione di ripensare alcuni spazi sia pubblici che privati. Genova, su questi temi, vuole porsi come città all’avanguardia. Per questo motivo abbiamo aderito con entusiasmo alle consultazioni ministeriali per la stesura del Piano Nazionale di Ripristino della Natura, e il nostro impegno su questo fronte proseguirà», ha dichiarato l’assessora Francesca Coppola.

Il messaggio emerso dal seminario è quello di una città che non può più limitarsi alla manutenzione ordinaria dello spazio urbano, ma deve introdurre strumenti progettuali capaci di rispondere a nuove esigenze ambientali e climatiche. In questa prospettiva, università, ordini professionali, amministrazione pubblica e operatori specializzati diventano interlocutori decisivi per trasformare le competenze tecniche in interventi concreti sul territorio.

Per Genova, città complessa per morfologia, densità edilizia e rapporto tra versanti, centro urbano e costa, la sfida è particolarmente rilevante. Il verde non viene più considerato solo come elemento decorativo, ma come infrastruttura urbana capace di incidere sulla qualità della vita, sulla sicurezza idraulica, sul comfort degli edifici e sulla rigenerazione degli spazi già costruiti.


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