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Genova finisce nel mirino di Pro Vita: polemiche sui progetti di educazione affettiva nelle scuole

L’associazione conservatrice, ultracattolica e fondamentalista attacca la sindaca Silvia Salis dopo l’approvazione della legge sul consenso informato e annuncia vigilanza sulle iniziative scolastiche del Comune

Si apre un nuovo fronte politico sui progetti di educazione sessuale e affettiva nelle scuole. Dopo l’approvazione della legge sul consenso informato, Pro Vita & Famiglia contesta le posizioni delle amministrazioni di Genova e Roma e annuncia un’attività di vigilanza sull’applicazione della norma.

Il bersaglio dell’associazione sono le giunte guidate dalla sindaca Silvia Salis e dal sindaco Roberto Gualtieri, accusate di voler proseguire con iniziative scolastiche che, secondo Pro Vita & Famiglia, rischierebbero di entrare in contrasto con il nuovo quadro legislativo. La polemica riguarda in particolare i percorsi dedicati all’educazione sessuale e affettiva, tema che continua a dividere associazioni, famiglie, istituzioni scolastiche e amministrazioni locali.

A intervenire è il portavoce Jacopo Coghe, che definisce «vergognoso e inaccettabile» l’atteggiamento attribuito ai due Comuni. Secondo la sua lettura, Genova e Roma sarebbero pronte a forzare la mano sulla nuova disciplina, mantenendo attività educative che Pro Vita & Famiglia considera riconducibili alla promozione di una visione ideologica della sessualità e dell’identità di genere.

L’associazione parla di amministrazioni orientate a un’agenda sui diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender e sostiene che la questione centrale sia la libertà educativa delle famiglie. Per Jacopo Coghe, il punto non è soltanto politico, ma riguarda il principio secondo cui i genitori dovrebbero essere messi nelle condizioni di conoscere e autorizzare in modo esplicito i contenuti proposti ai figli in ambito scolastico.

«Roberto Gualtieri e Silvia Salis sono pronti ad andare contro una norma dello Stato», afferma Jacopo Coghe, accusando i due sindaci di voler portare avanti progetti su educazione sessuale e affettiva senza tenere conto delle nuove regole sul consenso informato.

Pro Vita & Famiglia annuncia quindi che, una volta entrata pienamente in vigore la norma, il proprio Dipartimento Scuola seguirà da vicino l’attività degli istituti e delle amministrazioni. L’associazione dice di essere pronta a segnalare eventuali violazioni, soprattutto nel caso in cui percorsi legati alla sfera sessuale e affettiva venissero presentati sotto definizioni più generiche o ricondotti formalmente ad altri ambiti educativi.

Da qui anche la richiesta di istituire un Osservatorio permanente sul consenso informato presso il ministero dell’Istruzione. Per Pro Vita & Famiglia, questo organismo dovrebbe servire a verificare l’applicazione della legge, raccogliere segnalazioni e impedire possibili aggiramenti della norma.


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