Spiagge, piano da 25 milioni per salvare la costa genovese: interventi da Vesima a Capolungo

Il Comune lavora a un masterplan per superare gli interventi tampone sul litorale. Stanziati anche fondi per le spiagge libere inclusive, per il salvamento e per il rilancio dell’ex Capo Marina in corso Italia

Un piano complessivo per mettere in sicurezza e riqualificare il litorale genovese, superando la logica degli interventi isolati e stagionali. Il Comune di Genova lavora a un masterplan della costa da circa 25 milioni di euro, pensato per affrontare in modo strutturale le criticità delle spiagge e delle difese a mare lungo i tratti di competenza comunale. Il quadro è stato illustrato durante la commissione consiliare congiunta territorio e promozione delle vallate e sviluppo economico, dove sono stati presentati anche gli interventi già in corso per la stagione balneare 2026 e gli investimenti dedicati alle spiagge libere accessibili.

Il Comune ha competenza su 30 spiagge, distribuite da Vesima a Capolungo, per circa 12 chilometri di litorale sui 32 complessivi della costa genovese. Sono in corso e in parte già conclusi, come a Boccadasse e Sturla, gli interventi stagionali di ripascimento e riprofilatura, per un impegno finanziario complessivo di 282mila euro. Si tratta delle operazioni necessarie a preparare le spiagge all’estate, ripristinare i profili degli arenili e intervenire sui tratti più esposti agli effetti delle mareggiate.

«La situazione della costa e delle difese a mare del territorio è molto complessa», ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici e manutenzioni Massimo Ferrante. L’assessore ha ricordato che il Comune ha già evidenziato alla Regione Liguria, competente per il rilascio delle autorizzazioni sugli interventi strutturali, la necessità di cambiare approccio. «Occorre superare l’ottica degli interventi spot e per questo stiamo lavorando alla predisposizione di un masterplan complessivo di interventi strutturali, con connessi finanziamenti, che a oggi non ci risultano stanziati e saremo poi ben lieti di dare attuazione alle opere».
Secondo le stime della direzione comunale competente in materia di opere idrauliche, il fabbisogno per gli interventi strutturali sul litorale ammonta a circa 25 milioni di euro. Il piano riguarda diversi tratti della costa, da Ponente a Levante, con interventi di difesa, riassetto, ripascimento, scogliere, opere soffolte e sistemazioni contro erosione e dissesto. Tra le opere indicate rientrano la spiaggia di Voltri, con un intervento già progettato e finanziato da 1,6 milioni di euro, un ulteriore tratto di Voltri a Ponente stimato in 3 milioni, il ripristino della scogliera di piazzale Kennedy per 2,5 milioni, la spiaggia di corso Italia con riprofilatura della scogliera, opere soffolte e sistemazioni idrauliche per una stima da 3 milioni, oltre agli interventi su Sturla est e ovest, Quinto Murcarolo, passeggiata Garibaldi, Marinella, Pagoda e Capolungo.
Per Sturla, il Comune punta a un riassetto del litorale con riorganizzazione degli spazi, maggiore resilienza e rigenerazione della spiaggia, attraverso pennelli e ripascimento, sulla base di un progetto di fattibilità tecnico-economica da 1,8 milioni di euro. Per la scogliera del Tiro al Piccione è indicato un completamento da 800mila euro, reso necessario anche dall’aumento dei costi dei materiali, dentro un quadro complessivo da 1,5 milioni. A Quinto Murcarolo è in corso lo sviluppo del progetto di fattibilità tecnico-economica per la difesa della strada, con una stima da 2,5 milioni e difficoltà legate al trasporto e alla collocazione dei materiali. Sulla passeggiata Garibaldi sono previsti interventi presso Marinella, con un progetto definitivo per una nuova opera soffolta da 1,7 milioni, e presso Pagoda, con una nuova scogliera emersa da 800mila euro. A Nervi, nell’area della falesia di Capolungo, la sistemazione della parte intermedia e alta della frana è stimata in 1,3 milioni.
Sugli interventi stagionali, Massimo Ferrante ha assicurato che le opere considerate prioritarie sono partite secondo il cronoprogramma e nei tempi previsti. Resta però il nodo dei finanziamenti per gli interventi più consistenti, quelli destinati a modificare in modo stabile la capacità del litorale di resistere a mareggiate, erosione e fenomeni di dissesto. È su questo fronte che il masterplan dovrebbe diventare lo strumento per ordinare le priorità e individuare risorse.
In commissione è intervenuto anche l’assessore al patrimonio Davide Patrone, che ha fatto il punto sulle spiagge comunali e sui servizi per l’accessibilità. «Abbiamo posto particolare attenzione alle spiagge libere inclusive», ha spiegato. Per la spiaggia ex Capo Marina, in corso Italia, il Comune ha destinato 65mila euro nell’ultima variazione di bilancio per interventi su servizi igienici, spogliatoi, ripristino e rinforzo delle opere complementari, oltre alla riprofilatura dell’arenile. L’obiettivo è restituire decoro e funzionalità a uno spazio considerato strategico, anche in vista di una possibile nuova vocazione sportiva legata al volley e al beach volley.
La spiaggia ex Capo Marina, affidata in gestione ai Bagni Marina Genovese, viene indicata dall’amministrazione come possibile driver di sviluppo per il fronte mare cittadino. Accanto a questo intervento, il Comune ha stanziato 250mila euro per le attività di salvamento sulle principali spiagge comunali. Per la stagione balneare 2026 è confermato il servizio di assistenza alla balneazione sulle 8 principali spiagge cittadine, attivo tra metà giugno e metà settembre.
Sul fronte dell’accessibilità, gli investimenti riguardano le 6 spiagge inclusive e gli arenili dove sono presenti servizi di assistenza per persone con disabilità. Il Comune ha previsto 134mila euro, oltre ai 65mila euro destinati all’ex Capo Marina. Le spiagge inclusive individuate sono, a Ponente, la Spiaggia dei Bambini e la Spiaggia Pegli Easy Beach; nel Medio Levante, le spiagge ex Capo Marina e Boccadasse; a Levante, Vernazzola e Sturla.
Durante la commissione è emersa anche l’interlocuzione in corso tra il Comune di Genova e il comando militare dell’esercito per la riapertura, nella stagione balneare 2026, della spiaggia libera sul litorale di corso Italia tra gli stabilimenti Bagni Squash e Bagni Roma, struttura attualmente in consegna al comando stesso. Un passaggio che potrebbe restituire alla fruizione pubblica un ulteriore tratto di costa in una delle zone più frequentate della città.
Il quadro che emerge è quello di una costa fragile, costosa da mantenere e sempre più bisognosa di interventi non soltanto stagionali. I ripascimenti servono a garantire l’avvio della stagione, ma la sfida vera riguarda le opere strutturali: difese a mare, scogliere, sistemazioni idrauliche, accessibilità e servizi. Il masterplan annunciato dal Comune dovrà stabilire priorità e risorse, trasformando un elenco di criticità in una strategia capace di proteggere e rendere più fruibile il litorale genovese.
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