Fumo nero dal traghetto in porto, nuova accusa degli ambientalisti: «Aria insalubre per ore, valori oltre i limiti»

Le immagini scattate questa sera mostrano una colonna scura uscire dal fumaiolo di una nave in porto. L’Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova e Centro di Diritto Ambientale collegano il caso al tema più ampio dell’inquinamento in area portuale e denunciano valori elevati di biossido di azoto registrati ieri tra via Bari e via Buozzi

Una colonna di fumo nero si è alzata questa sera dal fumaiolo di un traghetto nel porto di Genova, visibile anche dalla viabilità urbana nella zona tra varco Passo Nuovo, lungomare Canepa e le direttrici verso Savona. Le immagini, scattate da Walter, mostrano il pennacchio scuro salire dalla nave e disperdersi sopra l’area portuale, in una zona già da tempo al centro delle proteste per la qualità dell’aria e per l’impatto delle emissioni legate al traffico marittimo, stradale e logistico.

Il nuovo episodio arriva mentre l’Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova e Centro di Diritto Ambientale tornano a denunciare una situazione ritenuta critica per l’inquinamento atmosferico in città. Secondo l’associazione, ieri 27 maggio i genovesi sarebbero stati esposti dalle 9 del mattino alle 23 a condizioni di aria «fortemente insalubre», con valori particolarmente elevati di biossido di azoto nelle centraline vicine all’area portuale e alle grandi direttrici di traffico.

Il dato più pesante indicato dagli ambientalisti riguarda via Bari, dove sarebbe stato raggiunto un picco di 110 microgrammi di biossido di azoto per metro cubo d’aria. Sempre secondo Ecoistituto – Centro di Diritto Ambientale, per il secondo giorno consecutivo sarebbe stato superato il nuovo limite giornaliero del biossido di azoto, con 59 microgrammi per metro cubo. Peggio ancora, sostengono all’associazione, sarebbe andata in via Buozzi, dove il valore avrebbe toccato quota 79 microgrammi per metro cubo.
La denuncia non si limita ai numeri. L’associaziona collega quei livelli di inquinamento a possibili effetti sulla salute, soprattutto per chi soffre di patologie respiratorie o cardiovascolari. «Se avete accusato difficoltà di respirazione, crisi asmatica e qualche vostro conoscente è andato al pronto soccorso per una crisi cardiaca, non sono fatti dovuti al caso», affermano all’Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova – Centro di Diritto Ambientale, chiedendo di non trattare questi episodi come semplici anomalie visive o fastidi passeggeri.
Il fumo nero dal fumaiolo del traghetto diventa così l’immagine concreta di una questione più ampia: il rapporto tra porto e città, la compatibilità delle attività marittime con la salute dei residenti, il controllo delle emissioni e la necessità di interventi strutturali. Da anni comitati e associazioni chiedono misure più incisive, a partire dall’elettrificazione delle banchine, dal monitoraggio costante delle emissioni navali e da una riduzione dell’impatto dei mezzi pesanti sulle strade urbane che circondano gli scali.
L’episodio di questa sera andrà verificato nelle sue cause tecniche e nelle eventuali responsabilità, ma riaccende una preoccupazione già radicata nei quartieri più esposti. Per chi vive tra porto, Sampierdarena, San Teodoro, via Buozzi, via Bari e lungomare Canepa, la qualità dell’aria non è un tema astratto: è una condizione quotidiana, misurata nel respiro, nelle finestre chiuse, negli odori, nelle polveri e nei picchi registrati dalle centraline. E il fumo nero sopra il porto, ancora una volta, rende visibile ciò che spesso resta invisibile fino a quando non entra nei dati ambientali o nei problemi di salute dei cittadini.
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