Il Bigo torna a brillare sul Porto Antico come nel 1992: finito il restyling da 2 milioni e arriva anche un premio internazionale

Conclusi gli interventi di pulitura e riverniciatura sulla grande struttura progettata da Renzo Piano per l’Expo del 1992. Il cantiere ha richiesto oltre 10mila ore di lavoro, tecniche speciali in ambiente marino e ha ottenuto un riconoscimento internazionale a Houston

Il Bigo ha ritrovato il suo colore, la sua presenza scenografica e quella forza visiva che dal 1992 lo rende uno dei segni più riconoscibili del Porto Antico di Genova. Si è concluso il grande intervento di pulitura e riverniciatura dell’opera progettata da Renzo Piano per l’Expo Colombiano, un restyling complesso che ha riportato la struttura il più possibile alla sua immagine originaria, restituendo nitidezza agli otto pennoni, agli archi di sostegno e agli elementi della copertura affacciati sullo specchio acqueo.

Il lavoro non è stato un semplice intervento estetico. Il Bigo è esposto ogni giorno all’azione combinata di salsedine, smog e agenti atmosferici, in un contesto particolarmente aggressivo per le superfici metalliche. Per questo il cantiere ha richiesto una progettazione accurata, un investimento di circa 2 milioni di euro e una pianificazione tecnica capace di operare in un’area frequentata da pedoni, attività commerciali, ristoranti e visitatori, senza compromettere la sicurezza e senza disperdere polveri o vernici nell’ambiente circostante.

La qualità del lavoro è già stata riconosciuta anche fuori dall’Italia. Il progetto ha ricevuto a Houston, in Texas, il premio “Recognition of Excellence in Aesthetic Merit in a Coatings Project”, assegnato dall’Association for Materials Protection and Performance, organismo internazionale di riferimento per la protezione dei materiali e le tecniche anticorrosione. Il riconoscimento ha premiato l’intera filiera dell’intervento: Porto Antico di Genova società per azioni come committente, IMC Engineering società a responsabilità limitata per progettazione e direzione lavori, e Impresa Donelli società a responsabilità limitata di Legnano per l’esecuzione.
I numeri rendono l’idea della portata dell’operazione: 10.855 ore di lavoro complessive, 1.300 litri di vernice speciale impiegati e 2.349 metri quadrati di superficie trattata. L’intervento ha riguardato gli otto pennoni del Bigo, i quattro archi di sostegno della tensostruttura e i dodici puntoni della copertura. Prima di intervenire, lo stato della struttura è stato mappato anche con droni di ultima generazione, così da individuare con precisione le aree più esposte e programmare le lavorazioni.
La posizione del Bigo, sospeso tra terra e acqua nel cuore del Porto Antico, ha imposto soluzioni tecniche particolari. L’Impresa Donelli, aggiudicataria dell’appalto pubblico, ha utilizzato una ponteggiatura incatenata direttamente in acqua, senza ancoraggi strutturali al Bigo, per proteggere l’opera e contenere ogni possibile impatto sull’ambiente circostante. Per le parti più difficili da raggiungere, soprattutto quelle sospese e non servibili con ponteggi tradizionali, sono intervenuti operatori specializzati nell’edilizia acrobatica, con sistemi di funi e imbragature ad alta quota.
Il restauro si è sviluppato in due fasi principali tra il 2025 e il 2026. Nella prima sono state trattate le porzioni raggiungibili tramite ponteggi, compresi il pennone verticale, i quattro bracci laterali e gli elementi portanti legati all’ascensore panoramico e alla tensostruttura di piazza delle Feste. Nella seconda fase sono state completate le sezioni più impervie, mantenendo la fedeltà cromatica al progetto originario dello studio Renzo Piano Building Workshop.
Il ritorno del Bigo alla sua immagine originaria si inserisce in un programma più ampio di manutenzioni straordinarie del Porto Antico, finalizzato a conservare e valorizzare un patrimonio urbano che non è soltanto turistico, ma anche identitario. Il prossimo intervento già previsto riguarderà il sistema di condizionamento della cabina dell’ascensore panoramico, pensato per rendere più confortevole l’esperienza di visita.
In chiusura, il presidente di Porto Antico di Genova società per azioni Mauro Ferrando ha definito il Bigo «il cuore della Genova contemporanea» e uno dei simboli della città insieme alla Lanterna, ringraziando progettisti, direzione lavori, ufficio tecnico e maestranze per un intervento che ha portato Genova e il Porto Antico su un palcoscenico internazionale.
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