Cultura - 

Andrea Roggi porta il Mediterraneo in piazza De Ferrari: Genova diventa museo a cielo aperto con “Mare Nostrum”

Inaugurata nel cuore della città la seconda tappa del progetto itinerante dello scultore Andrea Roggi, dopo Portofino e prima di Alassio. L’assessore alla cultura Giacomo Montanari: «Lo spazio pubblico diventa luogo di incontro tra arte, cittadini e visitatori»

Piazza De Ferrari cambia passo e si trasforma in una galleria all’aperto. Con il taglio del nastro di “Mare Nostrum”, Genova accoglie le sculture monumentali di Andrea Roggi, artista toscano che porta nel centro cittadino un percorso costruito sul rapporto tra mare, materia, luce e memoria. Dopo l’esordio a Portofino, la mostra itinerante arriva nel capoluogo ligure come seconda tappa di un progetto che unisce Levante e Ponente dentro il palinsesto di Ligyes 2026, prima dell’approdo ad Alassio previsto dal 6 giugno. Secondo il calendario della Galleria Ravagnan, il percorso ligure tocca Portofino, Genova e Alassio, con la tappa genovese aperta dal 20 maggio al 5 novembre.

Le opere di Andrea Roggi entrano nei luoghi più riconoscibili di Genova: piazza De Ferrari, Porto Antico, piazza Fontane Marose e stazione Brignole. Non sono presenze decorative, ma corpi scultorei chiamati a dialogare con il paesaggio urbano, con la storia del Mediterraneo e con l’identità marittima della città. Alberi, radici, sfere e figure in bronzo diventano segni di appartenenza, memoria e attraversamento: il mare non è soltanto sfondo geografico, ma spazio di incontro, scambio, partenza e ritorno. Nei materiali ufficiali del progetto figurano, per la tappa genovese, opere come “Campana Incontro di Popoli”, “Ver Sacrum”, “Il Volo della Conoscenza” e “Le Radici della nostra Storia”, collocate nei principali punti del centro cittadino.

«Essere giunti alla realizzazione di questa esposizione rappresenta per me un momento importante», ha spiegato Andrea Roggi, collegando “Mare Nostrum” al percorso già avviato con “Terra Mater”. Per l’artista, la Liguria diventa il luogo naturale di un dialogo tra scultura, natura e acqua, destinato a proseguire poi verso la Sardegna. Il suo racconto non punta alla semplice monumentalità, ma a una relazione tra forma e ambiente: le opere cercano la luce, si misurano con il vuoto delle piazze, intercettano il movimento delle persone e portano dentro lo spazio pubblico una riflessione sul Mediterraneo come luogo condiviso.

Per il Comune, l’arrivo delle sculture nel cuore della città è anche un modo per ribadire il ruolo dello spazio pubblico come contenitore culturale. «L’arrivo delle opere di Roggi in piazza De Ferrari, al Porto Antico, in piazza Fontane Marose e nella stazione Brignole rappresenta un’importante occasione per riflettere sul legame indissolubile tra Genova, il suo mare, la sfera della natura e del paesaggio attraverso il linguaggio della scultura contemporanea», ha dichiarato l’assessore alla cultura Giacomo Montanari. Per l’assessore, accogliere “Mare Nostrum” significa valorizzare un artista di rilievo e, insieme, confermare Genova come capofila di una rete territoriale capace di sostenere la produzione contemporanea e di portarla fuori dagli spazi tradizionali.

Anche Regione Liguria legge il progetto come un percorso di valorizzazione diffusa. La vicepresidente con delega alla cultura e spettacolo Simona Ferro ha sottolineato il successo della prima tappa a Portofino e il valore di un’esposizione capace di collegare le diverse anime del territorio ligure. Il senso dell’operazione sta proprio nella sua natura itinerante: Portofino, Genova e Alassio non sono tappe isolate, ma parti di una rotta culturale che usa la scultura monumentale per raccontare il rapporto tra paesaggio, storia e identità mediterranea.

Il sindaco di Alassio Marco Melgrati ha ricordato che “Mare Nostrum” arriverà nella città del Ponente dal 6 giugno al 30 novembre, come ultima tappa del percorso. La Galleria Ravagnan, rappresentata da Chiara Ravagnan, torna così a Genova dopo l’esperienza della mostra di Bruno Catalano nel 2024, portando per la prima volta in città un progetto dedicato a Andrea Roggi. Il modello resta quello dell’arte accessibile e incontrata casualmente, fuori dalle sale museali: una scultura in piazza, davanti a una stazione o lungo un percorso urbano non chiede al pubblico di entrare in un luogo separato, ma si presenta dentro la vita quotidiana.

Il curriculum artistico di Andrea Roggi spiega la coerenza di questa operazione. Nato a Castiglion Fiorentino nel 1962, l’artista si avvicina presto alla pittura e alla poesia, per poi orientare progressivamente la propria ricerca verso la scultura. Negli anni Ottanta approfondisce la tecnica della fusione a cera persa nello studio dell’artista Enzo Scatragli e costruisce il proprio linguaggio intorno a forme ricorrenti come l’albero, le radici, la figura umana e il movimento circolare della vita.

Dal 2004, con il Parco della Creatività a Castiglion Fiorentino, Andrea Roggi afferma in modo sempre più netto il legame tra opera e paesaggio. Dal 2005 collabora anche con programmi universitari statunitensi presenti in Toscana come docente di scultura, mentre nel 2012 apre a Cortona la prima sede della sua galleria “The Circle of Life Art Gallery”, seguita dalle sedi di Pietrasanta nel 2015 e San Gimignano nel 2018. La sua produzione si sviluppa tra bronzo, marmo e acciaio, con un’attenzione particolare alla scultura monumentale e agli interventi nello spazio pubblico.

Negli anni, le opere di Andrea Roggi sono state esposte in Italia e all’estero e hanno consolidato una poetica centrata sull’”Energia della Vita”, intesa come forza generativa, memoria, conoscenza, speranza e relazione tra uomo e natura. Il suo percorso comprende installazioni pubbliche, mostre personali, gallerie permanenti e collaborazioni internazionali. Tra gli episodi ricordati nelle biografie ufficiali figurano il dono a Papa Francesco dell’opera “San Francesco e il Cantico delle Creature” nel 2015, la realizzazione di un “Albero della Pace” poi donato al patriarca ecumenico Bartolomeo di Costantinopoli, e il premio in bronzo e travertino consegnato a Ennio Morricone nel 2018.

In questo percorso, “Mare Nostrum” appare come una tappa coerente: non una mostra calata sulla città, ma un intervento che cerca di usare Genova come luogo di risonanza. La città portuale, con le sue piazze centrali, il Porto Antico, la stazione e gli attraversamenti quotidiani, offre alle sculture una scena naturale. Il bronzo di Andrea Roggi non resta fermo in un perimetro museale, ma si misura con i passanti, con il rumore urbano, con il mare vicino e con la memoria di una città che da sempre costruisce la propria identità sulle rotte, sugli approdi e sugli scambi.


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