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Colorata Cena, piazza De Ferrari si accende per i diritti: «Le persone devono sentirsi viste, incluse e rispettate»

La sindaca Silvia Salis ha partecipato alla serata in piazza De Ferrari, patrocinata quest’anno dal Comune di Genova, rilanciando l’impegno dell’amministrazione su inclusione, dignità e riconoscimento delle persone: «Trovo incredibile che per anni l’abbiano fatta fare in piazza De Ferrari»

Piazza De Ferrari si è trasformata in una grande tavola colorata, attraversata da musica, sorrisi, partecipazione e da un messaggio politico e civile netto: i diritti non sono un tema laterale, né una concessione, ma parte della vita quotidiana di una città che vuole riconoscere tutte le persone. La sindaca Silvia Salis ha partecipato questa sera alla Colorata Cena insieme a diversi componenti della giunta comunale, portando il saluto dell’amministrazione a una manifestazione che quest’anno ha ottenuto il patrocinio del Comune di Genova.

La presenza della sindaca ha assunto un valore particolare, perché arriva in una fase in cui l’amministrazione comunale ha scelto di segnare una discontinuità sul terreno dell’inclusione, dei diritti civili e del contrasto alle discriminazioni. Dopo il convegno a Palazzo Tursi organizzato alla vigilia della Giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la transfobia e la bifobia, la Colorata Cena ha portato quel messaggio nello spazio pubblico più simbolico della città, trasformando piazza De Ferrari in un luogo di condivisione, visibilità e riconoscimento. Hanno partecipato anche gli assessori Rita Bruzzone, Emilio Robotti e Davide Patrone.

«È uno spettacolo incredibile e trovo ancora di più incredibile che per anni l’abbiano fatto fare in piazza De Ferrari», ha detto la sindaca Silvia Salis, sottolineando con orgoglio la partecipazione della città. «Sono orgogliosa di essere sindaca quest’anno e di vedere questa città meravigliosa che condivide insieme una serata di gioia e unità».

La Colorata Cena è stata anche l’occasione per ribadire una visione dell’amministrazione pubblica che non separa i temi materiali della città da quelli della dignità personale. Per Silvia Salis, parlare di diritti non significa distogliere l’attenzione da altri problemi, ma occuparsi pienamente della vita delle persone. La sindaca ha respinto con decisione l’idea che esista una gerarchia tra ciò che merita cura e ciò che può essere rinviato.

«Chi non riesce a parlare di diritti, chi dice che ci sono cose più importanti fa del populismo banalotto che in questa città respingiamo», ha affermato Silvia Salis, «perché non c’è una gerarchia di importanza delle cose di cui prendersi cura in una città: sono tutte importanti, è importante che le persone si sentano viste, incluse e rispettate. E finché ci saremo noi a guidarla vi prometto che sarà così».

Il messaggio della serata è stato quindi insieme simbolico e concreto. Simbolico, perché una piazza centrale della città è diventata spazio di festa, presenza e orgoglio civile. Concreto, perché il patrocinio del Comune e la partecipazione della sindaca e della giunta indicano la volontà di accompagnare con atti amministrativi e scelte pubbliche un percorso di inclusione che riguarda servizi, linguaggio, spazi urbani, famiglie e accesso ai diritti.

La Colorata Cena ha mostrato una Genova che sceglie di ritrovarsi non attorno alla paura delle differenze, ma al loro riconoscimento. In una piazza attraversata da colori e partecipazione, la rivendicazione è stata semplice e radicale: nessuna persona deve sentirsi invisibile nella propria città.


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