Enti Pubblici e Politica 

Medio Levante, sulla mozione su CasaPound la maggioranza di centrodestra si divide. Passa il testo del centrosinistra

Nel Municipio VIII è stata approvata la mozione presentata dai gruppi di centrosinistra sui problemi di ordine pubblico legati alla sede di via Montevideo. Il voto viene letto come un passaggio politico pesante, perché mostrerebbe una frattura interna nella maggioranza che sostiene la presidente Anna Palmieri

Nel Municipio VIII Medio Levante il voto di ieri su una mozione relativa ai problemi di ordine pubblico collegati alla presenza della sede di CasaPound in via Montevideo ha aperto un fronte politico che va oltre il contenuto dell’atto approvato. Il Consiglio municipale ha infatti dato il via libera al documento presentato dai gruppi di centrosinistra, e il dato che emerge con più forza è la spaccatura dentro la maggioranza che sostiene la presidente Anna Palmieri, apparsa incapace di restare compatta su un tema particolarmente sensibile.

La mozione approvata impegna la presidente del Municipio a sostenere formalmente la richiesta rivolta alla prefetta e al questore perché vengano affrontate le criticità segnalate dai residenti della Foce. Il testo si muove sulla linea già indicata dalla sindaca Silvia Salis e collega il tema della sicurezza e dell’ordine pubblico a quello della presenza sul territorio di una realtà politica che il centrosinistra considera incompatibile con i valori costituzionali e con la storia democratica della città.

Per il centrosinistra, il punto politico della seduta è stato netto. La capogruppo del Partito Democratico in Municipio, Angiola Bavoso, parla di un segnale forte non solo sul piano amministrativo ma anche su quello politico, sostenendo che quando si tratta di difendere i cittadini e i valori antifascisti il centrosinistra riesce a presentarsi unito. Nella sua lettura, il voto afferma con chiarezza che nel Medio Levante non c’è spazio per realtà che si richiamano a ideologie ritenute inconciliabili con la Costituzione.

Ancora più esplicito il segretario del Partito Democratico genovese Francesco Tognoni, che sottolinea come il centrodestra abbia perso la maggioranza proprio su un atto considerato cruciale. Per Tognoni, Anna Palmieri esce politicamente indebolita da questa vicenda, perché non sarebbe riuscita a tenere insieme la sua coalizione neppure su un argomento così delicato. Il segretario dem legge quindi quanto avvenuto in aula come la manifestazione di una crisi politica che ormai investirebbe la credibilità stessa dell’amministrazione municipale.

Sulla stessa linea si colloca anche Pietro Sapori, segretario dei Giovani Democratici e consigliere municipale, che presenta la votazione come un passaggio capace di fissare un discrimine netto: da una parte la Costituzione e la convivenza democratica, dall’altra le ambiguità e le divisioni. Nella sua interpretazione, il centrodestra avrebbe scelto di spaccarsi, mentre il centrosinistra avrebbe scelto di mantenere una posizione chiara.

Il risultato della seduta, dunque, ha un doppio significato. Da una parte c’è l’effetto concreto della mozione approvata, che spinge il Municipio a muoversi verso prefettura e questura sul tema delle criticità segnalate nella zona di via Montevideo. Dall’altra c’è il peso tutto politico di un voto che mostra una maggioranza municipale non più autosufficiente e che, proprio su una questione identitaria e ad alta tensione simbolica, si è lasciata sfuggire il controllo dell’aula. Per il centrosinistra è la prova di un indebolimento ormai evidente della presidente Anna Palmieri.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts