Bilancio, il centrodestra attacca. Terrile replica e smonta la polemica

Dopo l’attacco dei capigruppo di centrodestra sulle prime valutazioni della giunta al cambio della guardia confrontati col risultato attuale, il vicesindaco e assessore al Bilancio replica riportando la discussione sul terreno dei conti correnti, delle risorse trovate in estate e dei margini effettivi con cui l’amministrazione ha chiuso il 2025. Il punto politico resta tutto lì: distinguere tra allarme iniziale, gestione dei servizi e risultato finale di bilancio

Sul bilancio comunale si riaccende lo scontro politico, ma questa volta il confronto si concentra soprattutto sulle parole usate nei mesi scorsi e sul significato reale dei numeri oggi messi sul tavolo. I capigruppo di centrodestra e del gruppo misto attaccano la giunta sostenendo che il “buco” denunciato all’inizio della consiliatura non sia mai esistito e che i conti del Comune dimostrino invece una situazione ben diversa. «Era il 9 giugno scorso quando la Sindaca Silvia Salis, nel presentare la propria giunta, lanciava un allarme pesantissimo: un “buco di bilancio” da oltre 50 milioni di euro ereditato dalla precedente amministrazione – si legge in una nota del centrodestra -. Una narrazione rilanciata con enfasi da tutti i media, utilizzata come scudo preventivo per giustificare immobilismo o scelte impopolare, come l’aumento dell’Imu, poi rivelatasi del tutto inutile, tanto da essere revocata nel dicembre scorso. Oggi, la prova dei fatti demolisce quel castello di carte. I numeri non mentono. Dalla presentazione del bilancio del Comune di Genova emerge una realtà diametralmente opposta a quella dipinta mesi fa: l’esercizio del 2025 si chiude con un avanzo di decine di milioni di euro – quasi 50 milioni – che vengono accantonati in vari fondi a supporto di successive integrazioni di spesa».
A rispondere è il vicesindaco e assessore al Bilancio Alessandro Terrile, che non arretra sul punto sostanziale e prova a rimettere ordine tra saldo finale, fabbisogni immediati di cassa e necessità di garantire la spesa corrente.

Il nodo, nella sua replica, è tutto nella distinzione tra fotografia conclusiva del rendiconto e difficoltà concreta trovata al momento dell’insediamento. Il vicesindaco lo dice in modo netto: «Ci siamo insediati il 9 giugno. E abbiamo in poco più di un mese dovuto trovare circa 50 milioni di parte corrente per assicurare l’erogazione di servizi essenziali del comune». È questa la chiave con cui il vicesindaco legge ancora oggi la fase iniziale del mandato: non un artificio comunicativo, ma la necessità di reperire rapidamente risorse per tenere in piedi la macchina comunale e finanziare servizi che, senza quelle coperture, sarebbero entrati in sofferenza.

Nella sua ricostruzione, dunque, il punto non è se alla fine del 2025 il Comune abbia chiuso formalmente in avanzo, ma come ci sia arrivato. Terrile ricorda infatti che per far fronte a quel fabbisogno l’amministrazione è intervenuta anche sulla leva fiscale. «Per farlo abbiamo dovuto anche incidere sulla leva fiscale, vedi Imu solo per il 2025, oppure irpef per il 2026», osserva, richiamando proprio uno dei passaggi che nei mesi scorsi aveva alimentato le contestazioni dell’opposizione. Il messaggio politico è chiaro: il risultato finale non cancella la manovra correttiva che si è resa necessaria per arrivare a fine esercizio senza tagli traumatici ai servizi.
Da qui anche la seconda parte del ragionamento, che prova a ridimensionare l’enfasi sul dato dell’avanzo. Il vicesindaco sottolinea infatti che l’amministrazione è riuscita a chiudere l’anno assicurando i servizi e mantenendo un piccolo margine positivo, ma senza presentarlo come un segnale di abbondanza. «Ora chi era contrario alle operazioni che abbiamo compiuti nel 2025 scopre che siamo riusciti ad assicurare tutti i servizi e ad avere un avanzo libero di gestione di circa 2,5 mln. È il peggiore avanzo nella storia recente del Comune. L’anno scorso era 4,7». In questa lettura, quindi, il dato non certifica affatto un ente lasciato in una condizione comoda, ma al contrario una chiusura più stretta rispetto agli anni precedenti.
Il vicesindaco spinge ancora oltre il confronto, allargando il campo alle somme accantonate per consentire alle direzioni comunali di sostenere spese aggiuntive. Anche su questo fronte, la sua tesi è che il 2026 non parta affatto da una posizione più favorevole. «Ma se consideriamo anche le somme che il comune accantona per erogare denari aggiuntivi alle varie direzioni, iniziamo il 2026 con 13,6 milioni in meno rispetto al 2025». È un passaggio importante, perché sposta il dibattito dal semplice titolo politico sul “buco” alla consistenza effettiva delle risorse disponibili per governare l’anno successivo.
A questo quadro Terrile aggiunge poi un’altra voce pesante, quella del trasporto pubblico locale. «Senza contare Amt, per cui in 10 mesi abbiamo stanziato oltre 22 milioni di euro di risorse aggiuntive», dice, indicando così un altro fronte su cui, secondo la giunta, è stato necessario intervenire con fondi ulteriori non previsti in misura sufficiente. Anche questo elemento aiuta a capire il senso della sua replica: l’opposizione guarda al rendiconto finale e lo usa per smontare la narrazione iniziale; la giunta, invece, insiste sui problemi di parte corrente incontrati entrando a Palazzo Tursi e sulle correzioni compiute per evitare contraccolpi immediati.
Lo scontro, allora, è meno contabile di quanto sembri e molto più politico. Il centrodestra usa l’avanzo e gli accantonamenti per sostenere che l’allarme di giugno fosse eccessivo, se non addirittura strumentale. Il vicesindaco, invece, pur evitando formule assolute, riporta tutto al fatto che quelle risorse sono state trovate, riallocate o prodotte attraverso scelte che l’opposizione contestava mentre venivano fatte. E in questa risposta c’è un punto che pesa: se oggi i servizi sono stati garantiti e il rendiconto non si chiude in rosso, è proprio perché in estate il Comune ha messo mano ai conti con interventi che allora venivano descritti come inutili o sbagliati.
Alla fine, più che lo slogan sul “buco”, a parlare sono i margini veri con cui l’amministrazione ha attraversato il 2025. Ed è su quel terreno, quello delle somme da reperire, dell’avanzo libero ridotto e delle risorse aggiuntive messe su Amt, che la replica di Alessandro Terrile prova a togliere forza all’offensiva dell’opposizione.
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